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Una o l’altra... o un’altra ancora
Inviato: sabato 31 ottobre 2020, 21:52
da fufluns
Con rare eccezioni, a mio modo di vedere quasi tutti i pennini possono usarsi per scopi calligrafici, anche se ognuno si adatta a uno stile particolare e un certo tipo di carattere.
Quelli che preferisco per gli stili calligrafici “a penna appuntita”, a parte ovviamente i flessibili veri e propri, sono i pennini con una certa elasticità, che consentono - con un po’ di pressione - di variare la larghezza del tratto sulle linee verticali. Tra i tanti, il mio favorito è il pennino Fine della OMAS Grand Paragon. Nella foto si può osservare la mia Grand Paragon in celluloide Arco, ma ne possiedo di identici anche sulle versioni in resina nera, sia in finiture argento sia dorate.
Quest’ultima non l’ho ancora provata (mi aspetta, irraggiungibile per il momento, in Italia), ma il pennnino del modello in argento è ugualmente morbido e cooperativo.
Sulla pagina di sinistra si vedono le scritte eseguite con il pennino flessibile della Montblanc 149 Calligraphy (sopra) e con l’Extra-fine (piuttosto rigido) di una OMAS Grand Paragon (sotto).
Nell’ultima fotografia si può vedere, però, il risultato di un pennino extra/fine rigido e notare come anche questo si presti per il lavoro calligrafico, seppur con risultati differenti. In questo caso si tratta del pennino straordinario di una Montegrappa Extra 1930 nello stupendo (a mio avviso) modello in celluloide Tartaruga.
Una o l’altra... o un’altra ancora
Inviato: sabato 31 ottobre 2020, 22:07
da Spiller84
Vabbè ma così non vale. Con questa calligrafia sembrano eccezionali tutti i pennini. Quindi, tutti i pennini possono prestarsi a usi calligrafici, se si ha una mano così capace.
Una o l’altra... o un’altra ancora
Inviato: sabato 31 ottobre 2020, 22:38
da Automedonte
Spiller84 ha scritto: ↑sabato 31 ottobre 2020, 22:07
Vabbè ma così non vale. Con questa calligrafia sembrano eccezionali tutti i pennini. Quindi, tutti i pennini possono prestarsi a usi calligrafici, se si ha una mano così capace.
Appunto
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Una o l’altra... o un’altra ancora
Inviato: sabato 31 ottobre 2020, 22:38
da musicamusica
Spiller84 ha scritto: ↑sabato 31 ottobre 2020, 22:07
Vabbè ma così non vale. Con questa calligrafia sembrano eccezionali tutti i pennini. Quindi, tutti i pennini possono prestarsi a usi calligrafici, se si ha una mano così capace.
come non quotare Spiller84.....bella mano, un bel guardare, complimenti
Una o l’altra... o un’altra ancora
Inviato: domenica 1 novembre 2020, 0:00
da francoiacc
Belle penne, bella mano, bella carta, belle foto, insomma ti piace vincere facile.
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Una o l’altra... o un’altra ancora
Inviato: domenica 1 novembre 2020, 0:12
da fufluns
Sì e no, cari amici del forum.
Da un lato, volevo proprio dire che (quasi) tutti i pennini servono allo scopo, se ci si applica. Io uso e ammiro le penne stilografiche quasi da quando ho memoria, però solamente negli ultimi dieci anni (grosso modo) ho iniziato ad apprezzarne le doti non solo,per scrivere, ma per scrivere “bene“. Anche per me la scoperta degli “stili di scrittura” e dei pennini più adatti ad eseguirli è, tutto sommato, una cosa recente. Ora, più gioco a “calligrafare” e più mi accorgo che anche pennini che non avevo mai usato per questo e che non ne credevo capaci, sono in realtà ottimi strumenti per fare calligrafia, ognuno evidentemente alla sua maniera.
Dall’altro lato, e dal mio punto di vista, non proprio tutti i pennini agevolano lo sforzo. Per noi che siamo appassionati di penne, è facile che accada che acquistiamo una penna attratti dalla bellezza del suo corpo, piuttosto che per la sua “anima”, cioè il pennino. Così finiamo per accumulare molte penne che scrivono tutte uguali e, peggio ancora, che scrivono tutte senza doti particolari. Oggi come oggi, credo che - se a uno interessa provare a scrivere “bene” - si possano avere nel proprio arsenale un paio di pennini medi e medio-rigidi, giusto per quando si vuole scrivere in modo non espressivo. Ma per il resto, evviva i pennini con un carattere! Da tempo non mi sogno di comprare una penna, per quanto mi piaccia esteticamente, se monta un pennino senza doti. Compro pennini con carattere attaccati a penne che mi piacciono...
Questo volevo dire: con la pratica, si scopre che tutti i pennini con un carattere servono per calligrafare!
Una o l’altra... o un’altra ancora
Inviato: domenica 1 novembre 2020, 10:40
da maxpop 55
Hai una calligrafia splendida, sono sicuro che anche una penna cinese da 2 euro nelle tue mani scriverebbe come la più costosa sul mercato.
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Una o l’altra... o un’altra ancora
Inviato: domenica 1 novembre 2020, 13:23
da francoiacc
fufluns ha scritto: ↑sabato 31 ottobre 2020, 21:52
Con rare eccezioni, a mio modo di vedere quasi tutti i pennini possono usarsi per scopi calligrafici, anche se ognuno si adatta a uno stile particolare e un certo tipo di carattere.
Quelli che preferisco per gli stili calligrafici “a penna appuntita”, a parte ovviamente i flessibili veri e propri, sono i pennini con una certa elasticità, che consentono - con un po’ di pressione - di variare la larghezza del tratto sulle linee verticali. Tra i tanti, il mio favorito è il pennino Fine della OMAS Grand Paragon. Nella foto si può osservare la mia Grand Paragon in celluloide Arco, ma ne possiedo di identici anche sulle versioni in resina nera, sia in finiture argento sia dorate.
Quest’ultima non l’ho ancora provata (mi aspetta, irraggiungibile per il momento, in Italia), ma il pennnino del modello in argento è ugualmente morbido e cooperativo.
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Sulla pagina di sinistra si vedono le scritte eseguite con il pennino flessibile della Montblanc 149 Calligraphy (sopra) e con l’Extra-fine (piuttosto rigido) di una OMAS Grand Paragon (sotto).
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Nell’ultima fotografia si può vedere, però, il risultato di un pennino extra/fine rigido e notare come anche questo si presti per il lavoro calligrafico, seppur con risultati differenti. In questo caso si tratta del pennino straordinario di una Montegrappa Extra 1930 nello stupendo (a mio avviso) modello in celluloide Tartaruga.
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Comunque non è da tutti farli cantare come fai tu, è poi non dimentichiamo l’importanza della carta.