Recensione Inchiostro Herbin "1670" Anniversary Ink
Inviato: lunedì 19 marzo 2012, 23:23
Come promesso, provo a recensire quest'inchiostro speciale firmato Herbin, uscito nel 2010 per celebrare il 340° anniversario della nascita della ditta. Inizialmente non era chiaro se sarebbe stata un'edizione limitata o meno. A quanto pare non lo è, sebbene il prezzo sia da "edizione limitata".
Si tratta di un rosso vivo chiamato Rouge Hematite dal nome di un minerale dal caratteristico color sangue, e vuole riprodurre il rosso della ceralacca usata dalle corti reali che lo stesso Jean Herbin riforniva.
Inutile dire che ciò che distingue questo inchiostro è proprio il suo essere un'edizione "celebrativa", una specie di rosso deluxe che si fa notare in quanto tale soprattutto dalla confezione.
(Le foto sono scattate con una banale webcam, senza nessuna cura per la "location" o l'illuminazione, da cui la scarsa qualità del tutto).
Una scatola bianca, vergata in oro e più alta rispetto alle normali scatole cubiche degli altri inchiostri Herbin, contiene una boccetta dalla forma cubica, seccamente squadrata, di vetro trasparente, il cui spessore aumenta via via che si scende dal collo verso il fondo, è chiusa da un tappo di alluminio ricoperto da un sottile strato di cera rossa ed è cinta a mo' di collana da una cordicella dorata fissata con una medaglia di ceralacca dorata, con stampigliato sopra "1670". La boccetta, da 50 ml, è davvero bella. Nella scatola è anche presente un foglietto in cinque lingue, che racconta brevemente i fasti della ditta.
La prima cosa che colpisce, se si presta un po' di attenzione, è il fatto che questo inchiostro tende a creare un deposito sul fondo, anche abbastanza spesso e resistente. Benché nel foglietto e sulla scatola non ci sia scritto nulla in proposito, entrambe le volte che ho caricato questo rosso ho dapprima scosso più volte la boccetta fino a "rompere" e diffondere il sedimento, seguendo i consigli dati sui vari forum e blog da diversi utenti.
Per quanto possa sembrare strano, c'è infatti un motivo per cui è desiderabile che le parti più solide di questo inchiostro non proprio fluidissimo restino in sospensione: è la presenza di pigmenti che danno un caratteristico alone dorato al tratto su carta. Sono come delle piccole schegge o pagliuzze d'oro ben visibili ad occhio nudo, specie se osservate di riflesso, un po' in controluce, benché (temo) non siano discernibili nella mia scansione (carta Fabriano, blocchi da scrittura Traccia).
Queste sfumature gialle fanno virare il rosso appena verso l'arancio. Il colore resta vivo sulle penne dal flusso abbondante: si può notare dalla scansione come la Pilot 78 G Broad con l'alimentatore da me ritoccato renda una vividezza superiore a quello della Pelikan M151, decisamente più scuro. Personalmente apprezzo molto questa varietà di comportamento. In più questo inchiostro non ha mostrato difetti di feathering o bleedthrough su nessuna delle carte che ho utilizzato, anche se naturalmente più è abbondante il flusso della penna, più è facile che qualcosa dall'altra parte del foglio si veda.
Come detto, l'inchiostro non è dei più fluidi, diciamo pure che è abbastanza corposo, per via del pigmento dorato che contiene. Se avessi una macchina fotografica decente vi farei vedere l'aspetto un po' inquietante assunto dai pennini... le macchie rosso-arancio sono praticamente impossibili da pulire con un fazzoletto o con un panno, dato che si riformano subito e si seccano rapidamente. Tuttavia dopo averne utilizzato un intero converter sulla Pilot e dopo qualche giorno di utilizzo con la Pelikan a pistone, posso dire che si tratta di un inchiostro sicuro, che certo richiede un'accurata pulizia prima di cambiarlo con un altro, ma che non dovrebbe dare grossi problemi, anche se consiglierei di utilizzarlo solo con penne dal flusso generoso.
I tempi di asciugatura, sebbene non li abbia cronometrati, non sono poi molto lunghi.
Per concludere io penso che si tratti di un inchiostro che a chi non usa tanto spesso il rosso potrebbe piacere possedere, in quanto fa la sua bella figura sia scenograficamente, sulla scrivania, per via della sua confezione, sia per quegli eleganti effetti dorati, che possono rendere più belli messaggi d'auguri, inviti e lettere. Chi invece ha bisogno di un rosso da uso quotidiano forse sarebbe meglio si rivolgesse a qualcosa di più economico.
Si tratta di un rosso vivo chiamato Rouge Hematite dal nome di un minerale dal caratteristico color sangue, e vuole riprodurre il rosso della ceralacca usata dalle corti reali che lo stesso Jean Herbin riforniva.
Inutile dire che ciò che distingue questo inchiostro è proprio il suo essere un'edizione "celebrativa", una specie di rosso deluxe che si fa notare in quanto tale soprattutto dalla confezione.
(Le foto sono scattate con una banale webcam, senza nessuna cura per la "location" o l'illuminazione, da cui la scarsa qualità del tutto).
Una scatola bianca, vergata in oro e più alta rispetto alle normali scatole cubiche degli altri inchiostri Herbin, contiene una boccetta dalla forma cubica, seccamente squadrata, di vetro trasparente, il cui spessore aumenta via via che si scende dal collo verso il fondo, è chiusa da un tappo di alluminio ricoperto da un sottile strato di cera rossa ed è cinta a mo' di collana da una cordicella dorata fissata con una medaglia di ceralacca dorata, con stampigliato sopra "1670". La boccetta, da 50 ml, è davvero bella. Nella scatola è anche presente un foglietto in cinque lingue, che racconta brevemente i fasti della ditta.
La prima cosa che colpisce, se si presta un po' di attenzione, è il fatto che questo inchiostro tende a creare un deposito sul fondo, anche abbastanza spesso e resistente. Benché nel foglietto e sulla scatola non ci sia scritto nulla in proposito, entrambe le volte che ho caricato questo rosso ho dapprima scosso più volte la boccetta fino a "rompere" e diffondere il sedimento, seguendo i consigli dati sui vari forum e blog da diversi utenti.
Per quanto possa sembrare strano, c'è infatti un motivo per cui è desiderabile che le parti più solide di questo inchiostro non proprio fluidissimo restino in sospensione: è la presenza di pigmenti che danno un caratteristico alone dorato al tratto su carta. Sono come delle piccole schegge o pagliuzze d'oro ben visibili ad occhio nudo, specie se osservate di riflesso, un po' in controluce, benché (temo) non siano discernibili nella mia scansione (carta Fabriano, blocchi da scrittura Traccia).
Queste sfumature gialle fanno virare il rosso appena verso l'arancio. Il colore resta vivo sulle penne dal flusso abbondante: si può notare dalla scansione come la Pilot 78 G Broad con l'alimentatore da me ritoccato renda una vividezza superiore a quello della Pelikan M151, decisamente più scuro. Personalmente apprezzo molto questa varietà di comportamento. In più questo inchiostro non ha mostrato difetti di feathering o bleedthrough su nessuna delle carte che ho utilizzato, anche se naturalmente più è abbondante il flusso della penna, più è facile che qualcosa dall'altra parte del foglio si veda.
Come detto, l'inchiostro non è dei più fluidi, diciamo pure che è abbastanza corposo, per via del pigmento dorato che contiene. Se avessi una macchina fotografica decente vi farei vedere l'aspetto un po' inquietante assunto dai pennini... le macchie rosso-arancio sono praticamente impossibili da pulire con un fazzoletto o con un panno, dato che si riformano subito e si seccano rapidamente. Tuttavia dopo averne utilizzato un intero converter sulla Pilot e dopo qualche giorno di utilizzo con la Pelikan a pistone, posso dire che si tratta di un inchiostro sicuro, che certo richiede un'accurata pulizia prima di cambiarlo con un altro, ma che non dovrebbe dare grossi problemi, anche se consiglierei di utilizzarlo solo con penne dal flusso generoso.
I tempi di asciugatura, sebbene non li abbia cronometrati, non sono poi molto lunghi.
Per concludere io penso che si tratti di un inchiostro che a chi non usa tanto spesso il rosso potrebbe piacere possedere, in quanto fa la sua bella figura sia scenograficamente, sulla scrivania, per via della sua confezione, sia per quegli eleganti effetti dorati, che possono rendere più belli messaggi d'auguri, inviti e lettere. Chi invece ha bisogno di un rosso da uso quotidiano forse sarebbe meglio si rivolgesse a qualcosa di più economico.