Presentazione, come sono giunto qui e perché (sproloquio)
Inviato: mercoledì 6 ottobre 2021, 14:56
Mi chiamo Marco, classe '73, romano, e come prima cosa oltre che presentarmi desidero ringraziare gli utenti del forum che seguo da un po' e gli autori del wiki che ho letto per intero (compreso il modo di riparare meccanismi di cui ignoravo l'esistenza) e con molto gusto. Non credo di aver veramente "appreso" molto, ma è stata sicuramente una lettura gradita. Si percepisce in ogni pagina l'entusiasmo e la passione profusa, grazie di cuore.
Venendo a me, ho molte passioni, ma poco coltivate. Me la cavo in molte arti: musica, scrittura, disegno... ma senza avvicinare quella soglia che permette di distinguerti. Sono un collezionista, ma di collezioni cedute o abbandonate in attesa di capire se gli eredi saranno interessati. Nessuna di queste collezioni riguarda le penne (ancora).
Negli ultimi anni lavoro e famiglia hanno assorbito completamente il mio tempo, ed eccomi qui per una piccola fuga verso qualcosa che piace a me solo. Quindi non so quanto rimarrò da queste parti, pochi giorni o forse anni o decenni. Non saprei dirlo, spero di poter contribuire anche solo un poco a questa comunità e non so ancora come, visto che non sono un esperto, non sono un artigiano ne un'artista, e neanche un collezionista di penne (ancora).
Partiamo con lo sproloquio (solo per chi ha tempo e voglia):
Come sono arrivato qui? Supponiamo che un giorno vostra figlia di 3 anni stia giocando con una comunissima penna a sfera con meccanismo a scatto, una di quelle che le aziende regalano per farsi promozione. La discendente, di natura curiosa, non può esimersi dallo smontare la penna, affascinata dal meccanismo che le permette di far uscire e rientrare la punta con la pressione di un solo pulsante. Naturalmente il meccanismo è "plasticoso", e molto economico si smonta immediatamente in ogni sua componente. Ora un bravo papà, riprende meticolosamente tutti (?) i pezzetti e li rimonta ... Et voilà... non funziona. Il meccanismo appare differente da quelli soliti, oltre che con un numero insolito ti ingranaggi...
Internet... oramai su internet si trova tutto... ci sarà qualche sito dedicato ai meccanismi a scatto delle penne... qualche video lo trovo, ma solo teorico. Niente la penna è spacciata, via... diamo una bic alla bimba che almeno quella è facile da rimontare.
Ora tra i tanti siti visitati c'è pure fountainpen.it, "toh interessante... questo sito devo tornarci", "toh bello quell'altro", "ma guarda quella assomiglia all'aurora che mi hanno regalato alla comunione e che quel mentecatto compagno di scuola decise di saltarci sopra distruggendola pensando fosse divertente", a ben vedere gli assomiglia ma non è la stessa...
Scatta la caccia, via a revisionare il catalogo aurora e tutti i siti di penne vintage. Trovata, è una "marco polo". Pensavo fosse più pregiata... oggi non vale molto. Vabbe' facciamo che appena ne trovo una decente la compro. Come è noto la nostalgia porta all'acquisto compulsivo... toh quest'altra aurora è veramente bella, costicchia... vabbe' mi faccio un regalo. Bella quell'altra, quasi quasi la regalo a papà per il compleanno.
Passata la fase compulsiva, si comincia a ragionare, certo ma effettivamente io la penna quanto la uso? oramai giusto per qualche appunto o per qualche annotazione, un bel po' di firme ancora, ma non come una volta. Certo però che a questo punto se devo scrivere poco e solo a lavoro, una bella stilografica ci starebbe bene. Ma non una economica come quando ero ragazzo, che toccava litigarci tutti i giorni. Toh, guarda questi video di recensione, ma le stilografiche economiche oggi sembrano molto più affidabili di una volta. Quasi quasi. E se mi mettessi li a riprendere un po' la calligrafia, oramai arrugginita?! Quasi quasi. O magari qualche disegnino a china che mi piaceva tanto fare. Quasi quasi.
Cosa cerco? Piano di battaglia: stilografica carina, economica, vediamo come va, un po' di calligrafia (natale è vicino, faccio bei biglietti a tutti), magari riapro uno dei vecchi taccuini da disegno. Speriamo di trovare un po' di tempo. Poi se prendo gusto magari una penna seria, una pelikan forse una 400 o una 800, hanno una bella linea. Poi magari esagero e ne prendo una bella bella, di lusso, una di quelle da passare in famiglia e conservare "quella era di papà".
Il tutto cercando di evitare il più possibile il baratro del collezionismo. Ci sono passato. E' il male. Un percorso senza arrivo. Un pozzo senza fondo. Una costante mina alle proprie finanze. Toh ma guarda ste penne di '50 anni fa si possono rigenerare e scrivono veramente bene... e guarda che stili diversi, sarebbe bello averne qualcuna...
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e guarda quella la fatta di "lava", chissà che sensazione bella a maneggiarla...
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Venendo a me, ho molte passioni, ma poco coltivate. Me la cavo in molte arti: musica, scrittura, disegno... ma senza avvicinare quella soglia che permette di distinguerti. Sono un collezionista, ma di collezioni cedute o abbandonate in attesa di capire se gli eredi saranno interessati. Nessuna di queste collezioni riguarda le penne (ancora).
Negli ultimi anni lavoro e famiglia hanno assorbito completamente il mio tempo, ed eccomi qui per una piccola fuga verso qualcosa che piace a me solo. Quindi non so quanto rimarrò da queste parti, pochi giorni o forse anni o decenni. Non saprei dirlo, spero di poter contribuire anche solo un poco a questa comunità e non so ancora come, visto che non sono un esperto, non sono un artigiano ne un'artista, e neanche un collezionista di penne (ancora).
Partiamo con lo sproloquio (solo per chi ha tempo e voglia):
Come sono arrivato qui? Supponiamo che un giorno vostra figlia di 3 anni stia giocando con una comunissima penna a sfera con meccanismo a scatto, una di quelle che le aziende regalano per farsi promozione. La discendente, di natura curiosa, non può esimersi dallo smontare la penna, affascinata dal meccanismo che le permette di far uscire e rientrare la punta con la pressione di un solo pulsante. Naturalmente il meccanismo è "plasticoso", e molto economico si smonta immediatamente in ogni sua componente. Ora un bravo papà, riprende meticolosamente tutti (?) i pezzetti e li rimonta ... Et voilà... non funziona. Il meccanismo appare differente da quelli soliti, oltre che con un numero insolito ti ingranaggi...
Internet... oramai su internet si trova tutto... ci sarà qualche sito dedicato ai meccanismi a scatto delle penne... qualche video lo trovo, ma solo teorico. Niente la penna è spacciata, via... diamo una bic alla bimba che almeno quella è facile da rimontare.
Ora tra i tanti siti visitati c'è pure fountainpen.it, "toh interessante... questo sito devo tornarci", "toh bello quell'altro", "ma guarda quella assomiglia all'aurora che mi hanno regalato alla comunione e che quel mentecatto compagno di scuola decise di saltarci sopra distruggendola pensando fosse divertente", a ben vedere gli assomiglia ma non è la stessa...
Scatta la caccia, via a revisionare il catalogo aurora e tutti i siti di penne vintage. Trovata, è una "marco polo". Pensavo fosse più pregiata... oggi non vale molto. Vabbe' facciamo che appena ne trovo una decente la compro. Come è noto la nostalgia porta all'acquisto compulsivo... toh quest'altra aurora è veramente bella, costicchia... vabbe' mi faccio un regalo. Bella quell'altra, quasi quasi la regalo a papà per il compleanno.
Passata la fase compulsiva, si comincia a ragionare, certo ma effettivamente io la penna quanto la uso? oramai giusto per qualche appunto o per qualche annotazione, un bel po' di firme ancora, ma non come una volta. Certo però che a questo punto se devo scrivere poco e solo a lavoro, una bella stilografica ci starebbe bene. Ma non una economica come quando ero ragazzo, che toccava litigarci tutti i giorni. Toh, guarda questi video di recensione, ma le stilografiche economiche oggi sembrano molto più affidabili di una volta. Quasi quasi. E se mi mettessi li a riprendere un po' la calligrafia, oramai arrugginita?! Quasi quasi. O magari qualche disegnino a china che mi piaceva tanto fare. Quasi quasi.
Cosa cerco? Piano di battaglia: stilografica carina, economica, vediamo come va, un po' di calligrafia (natale è vicino, faccio bei biglietti a tutti), magari riapro uno dei vecchi taccuini da disegno. Speriamo di trovare un po' di tempo. Poi se prendo gusto magari una penna seria, una pelikan forse una 400 o una 800, hanno una bella linea. Poi magari esagero e ne prendo una bella bella, di lusso, una di quelle da passare in famiglia e conservare "quella era di papà".
Il tutto cercando di evitare il più possibile il baratro del collezionismo. Ci sono passato. E' il male. Un percorso senza arrivo. Un pozzo senza fondo. Una costante mina alle proprie finanze. Toh ma guarda ste penne di '50 anni fa si possono rigenerare e scrivono veramente bene... e guarda che stili diversi, sarebbe bello averne qualcuna...
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e guarda quella la fatta di "lava", chissà che sensazione bella a maneggiarla...
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