Tintenkuli
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Tintenkuli
Sono estrato in possesso di questa penna (?)
E' considerata una stilografica?
So che è l'antenata delle Rotring che da ragazzino mi piacevano da matti,
Domanda: con quale inchiostro si carica? Qualsiasi o solo inchiostri di china?
Grazie.
E' considerata una stilografica?
So che è l'antenata delle Rotring che da ragazzino mi piacevano da matti,
Domanda: con quale inchiostro si carica? Qualsiasi o solo inchiostri di china?
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Tintenkuli
Rapidografo, si usa con inchiostro di china, uso specifico disegno tecnico.
Buona giornata
Edo
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Io lo usavo anche per normale scrittura.
Mi piaceva quel tratto netto e preciso.
Allora comprerò un ink di china tanto per provarlo.
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Se è stata usata e non pulita bisogna svitare il pennino e lavarlo con l'apposito detergente per china. Dovresti trovare ancora i flaconcini della Rotring in giro per il mondo. Il pennino, praticamente un cilindro, è munito di un filo di acciaio che serve a pulire il condotto. Se il pennino non scriveva bisognava agitare su è giù. Nella foto non lo vedo sporgere, o è incastrato oppure può essere stato tolto. I pennini si trovano con relativa facilità.
mandi
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Riccardo
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie (G.U.)
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la penna è completa, compreso il filo di acciaio. Ho aspirato un poco di acqua, agitata un pochino e la penna ha scritto immediatamente. Probabilmente ha sciolto un poco di inchiostro secco.
Adeso provo a vedere di trovare i flaconcini Rotring. Sono solo neri?
Per adesso funziona così
Adeso provo a vedere di trovare i flaconcini Rotring. Sono solo neri?
Per adesso funziona così
Tintenkuli
io ho questi tre modelli:
Il primo (da sinistra o dall'alto a seconda di come compare la forto) è una variante della Tintenkuli e dovrebbe essere degli anni 70' perchè sull'anello rosso compare la scritta "koh-i-noor rapidograph" quando la Rotring acquista o collabora con la ditta americana. E', in pratica, una stilografica a pistone alla quale hanno sostituito pennino e sezione con questi:
La singolarità è il vecchio nome: Tinten = inchiosto, Kuli sta per coolie (cinese che lavora alle ferrovie per pochi spicci), successivamente hanno capito che non era il massimo e l'hanno chiamata Tiku (le sillabe inziali della due parole)
Il secondo è il Rapidograph "classico" a cartuccia.
Il terzo un rapidograph più moderno (forse l'ultima variante) con cartuccia più articolata e sicura (si avvita e non si calza):
.
Le prime due le ho dall'università (1977 - 1982) e le ho sistematicamente usate con inchiostro per stilografiche: con la seconda ho scritto la tesi.
Attualmente la prima (0,4) è caricata con Aurora Blu, la seconda (0,4) con Edelstein Aventurine, la terza (0,5) con Montblanc Nero (trentennale);
La seconda e la terza scrivono senza problemi anche se con una inclinazione quasi pari ad una stilografica. Per la prima devo migliorare la fluidità dell'inchiostro.
Le penne non perdono inchiostro e non lasciano macchie.
Ricordo perfettamente che (io l’ho comprato agli inizi degli anni 80) la Rotring produceva un solvente per pulire i rapidograph.
Il primo (da sinistra o dall'alto a seconda di come compare la forto) è una variante della Tintenkuli e dovrebbe essere degli anni 70' perchè sull'anello rosso compare la scritta "koh-i-noor rapidograph" quando la Rotring acquista o collabora con la ditta americana. E', in pratica, una stilografica a pistone alla quale hanno sostituito pennino e sezione con questi:
La singolarità è il vecchio nome: Tinten = inchiosto, Kuli sta per coolie (cinese che lavora alle ferrovie per pochi spicci), successivamente hanno capito che non era il massimo e l'hanno chiamata Tiku (le sillabe inziali della due parole)
Il secondo è il Rapidograph "classico" a cartuccia.
Il terzo un rapidograph più moderno (forse l'ultima variante) con cartuccia più articolata e sicura (si avvita e non si calza):
.
Le prime due le ho dall'università (1977 - 1982) e le ho sistematicamente usate con inchiostro per stilografiche: con la seconda ho scritto la tesi.
Attualmente la prima (0,4) è caricata con Aurora Blu, la seconda (0,4) con Edelstein Aventurine, la terza (0,5) con Montblanc Nero (trentennale);
La seconda e la terza scrivono senza problemi anche se con una inclinazione quasi pari ad una stilografica. Per la prima devo migliorare la fluidità dell'inchiostro.
Le penne non perdono inchiostro e non lasciano macchie.
Ricordo perfettamente che (io l’ho comprato agli inizi degli anni 80) la Rotring produceva un solvente per pulire i rapidograph.
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Ho sempre preferito il rapido nero, quello marron l'ho acquistato, all'epoca, solo per curiosità. Sul rapido a stantuffo tipo stilo usavo un pennino 0,1 che se non usato spesso faceva dannare. Non ho mai usato inchiostro stilografico quindi non ho esperienza, la diversa densità fra i due liquidi, china e inchiostro, non vi crea problemi, per esempio di gocciolamento?
mandi
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No, no !ricart ha scritto: ↑lunedì 1 marzo 2021, 15:02 Ho sempre preferito il rapido nero, quello marron l'ho acquistato, all'epoca, solo per curiosità. Sul rapido a stantuffo tipo stilo usavo un pennino 0,1 che se non usato spesso faceva dannare. Non ho mai usato inchiostro stilografico quindi non ho esperienza, la diversa densità fra i due liquidi, china e inchiostro, non vi crea problemi, per esempio di gocciolamento?
mandi
Non gocciola affatto.
L’unica cosa che non potrebbe piacere a uno “stilografista” (come me) è che il tratto non varia.
Insomma, è come un Pilot V5 ricaricabile, ma con maggiore fluidità e, diciamolo, maggiore bellezza che diventa addirittura snob per la Tintenkuli e le sue varianti iniziali.
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Tintenkuli
Ho provato a caricarla con Noodler's electric blue e purtroppo
sono iniziati i problemi di gocciolamento e, dopo un poco, problemi
di mancanza di flusso.
La scaricherò e provvederò ad una pulizia approfondita.
Poi riprenderò a ricaricarla con la china.
A proposito, di che periodo di costruzione parliamo?
sono iniziati i problemi di gocciolamento e, dopo un poco, problemi
di mancanza di flusso.
La scaricherò e provvederò ad una pulizia approfondita.
Poi riprenderò a ricaricarla con la china.
A proposito, di che periodo di costruzione parliamo?
Tintenkuli
La mia "stilografica dovrebbe essere degli inizi degli anni 70.
Il primo rapidograph (quello a cartucce normali) degli inizi degli anni 80'.
L'ultimo (quello con cartucce da avvitare) del 2002 o anni successivi (c'è il prezzo in euro sulla scatola).
Nessuna gocciola nè ha salti di tratto anche sotto stress.
questioni :
1) che spessore ha il tuo pennino ? E' possibile che dopo un determinato diametro (io ho 0,4 e 0,5) la penna goccioli;
2) il pennino ha all'interno uno piccolo stantuffo flottante (l'ungo l'asse della penna) con inserito un filo di acciaio che si inserisce nel condotto del pennino (se agiti la penna si dovrebbe sentire il rumore dello stantuffo che urta contro la parte superiore e inferiore del pennino). Se il filo manca al pennino giunge più inchiostro.
Se vedi la mia seconda foto (quella con i tre pennini rotring), nel pennino al centro trovi (alla sua base) un tappino bianco che impedisce allo stantuffo di uscire dal condotto del pennino. Girando e tirando con le mani (con garbo) liberi lo stantuffo e il filo di acciaio. Controllali e stai ben attento a reinserire il filo di acciaio nel condotto del pennino senza forzare: se pieghi il filo, butti il pennino.
Fammi sapere.
Polemarco
Il primo rapidograph (quello a cartucce normali) degli inizi degli anni 80'.
L'ultimo (quello con cartucce da avvitare) del 2002 o anni successivi (c'è il prezzo in euro sulla scatola).
Nessuna gocciola nè ha salti di tratto anche sotto stress.
questioni :
1) che spessore ha il tuo pennino ? E' possibile che dopo un determinato diametro (io ho 0,4 e 0,5) la penna goccioli;
2) il pennino ha all'interno uno piccolo stantuffo flottante (l'ungo l'asse della penna) con inserito un filo di acciaio che si inserisce nel condotto del pennino (se agiti la penna si dovrebbe sentire il rumore dello stantuffo che urta contro la parte superiore e inferiore del pennino). Se il filo manca al pennino giunge più inchiostro.
Se vedi la mia seconda foto (quella con i tre pennini rotring), nel pennino al centro trovi (alla sua base) un tappino bianco che impedisce allo stantuffo di uscire dal condotto del pennino. Girando e tirando con le mani (con garbo) liberi lo stantuffo e il filo di acciaio. Controllali e stai ben attento a reinserire il filo di acciaio nel condotto del pennino senza forzare: se pieghi il filo, butti il pennino.
Fammi sapere.
Polemarco
Tintenkuli
Grazie, ho imparato che oltre ai rapidografi (che ho sempre usato nelle loro diverse varianti, compresi quelli montati sulla cannuccia) esistono li stilografi.
Buona serata
Edo
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Buona serata
Edo
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Tintenkuli
A occhio non mi sembra tanto fine, 0,8?
Ma il bello è che l'ho usato una intera serata quando l'ho caricato
semplicemente con acqua, che aveva sciolto un poco di inchiostro
vecchio presente nel serbatoio, e aveva funzionato perfettamente.
Mettendo il Noodler's ha subito cominciato a gocciolorare.....
Per il resto sembra tutto ok, sia il filo di acciaio che il rumore
dello stantuffo.
Magari ha bisogno di un inchiostro meno liquido?
Vi tengo al corrente.
Ma il bello è che l'ho usato una intera serata quando l'ho caricato
semplicemente con acqua, che aveva sciolto un poco di inchiostro
vecchio presente nel serbatoio, e aveva funzionato perfettamente.
Mettendo il Noodler's ha subito cominciato a gocciolorare.....
Per il resto sembra tutto ok, sia il filo di acciaio che il rumore
dello stantuffo.
Magari ha bisogno di un inchiostro meno liquido?
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Scusate se intervengo di nuovo sull'argomento rapidograph. Gli ho utilizzati per anni (quando si disegnava a mano sui fogli lucidi, china e lametta) e tutto il sistema è stato progettato per l'uso dell'inchiostro di china che notoriamente è una brutta "bestia". Anche l'inchiostro stilografico più denso non ha le caratteristiche della china per cui può darsi che non si verifichino gocciolamenti con i pennini più sottili (0,1-0,2-0,3) ma sugli altri ho i miei dubbi.
mandi
mandi
Riccardo
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Tintenkuli
Prescindendo dal fatto che tintenkuli mi ha sempre dato l'idea di un'offesa tra bambini, mi sono sempre chiesto il perché del nome.
In tedesco, Kuli è utilizzato come diminutivo di Kugelschreiber (penna a sfera).
Mi chiedevo cosa c'entrasse la biro con questa.
Be', adesso ne conosco l'origine del nome. Grazie.
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