Ha senso un'edizione limitata?
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Ha senso un'edizione limitata?
Ciao a tutti.
Alla ricerca di una pilot capless mi sono imbattuto in un esemplare nuovo di un'edizione limitata di qualche anno fa.
Si tratta dell'edizione 2015 con una tiratura guarda caso di 2015 esemplari... il prezzo è di 40 euro più alto rispetto alle edizioni ordinarie, i colori sono belli, ma forse anche un po' troppo appariscenti per i miei gusti.
Domanda: ha senso spendere quei 40 euro in più? Perché scegliere una edizione limitata? Le gratificazioni sono solo edonistiche o riguardano anche calcoli in merito al valore della penna che potrebbe crescere nel tempo?
Grazie.
Alla ricerca di una pilot capless mi sono imbattuto in un esemplare nuovo di un'edizione limitata di qualche anno fa.
Si tratta dell'edizione 2015 con una tiratura guarda caso di 2015 esemplari... il prezzo è di 40 euro più alto rispetto alle edizioni ordinarie, i colori sono belli, ma forse anche un po' troppo appariscenti per i miei gusti.
Domanda: ha senso spendere quei 40 euro in più? Perché scegliere una edizione limitata? Le gratificazioni sono solo edonistiche o riguardano anche calcoli in merito al valore della penna che potrebbe crescere nel tempo?
Grazie.
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Oltre i 100€ è lusso, perciò se non soddisfi anche gli occhi che senso ha spendere queste cifre esagerate?
PS: le penne non sono un investimento quindi la considerazione speculativa non va nemmeno pensata. Sono davvero poche le penne che hanno acquisito maggior valore, ma solo perché la gente è un po' fuori di zucca.
PS: le penne non sono un investimento quindi la considerazione speculativa non va nemmeno pensata. Sono davvero poche le penne che hanno acquisito maggior valore, ma solo perché la gente è un po' fuori di zucca.
- Ottorino
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Ha senso un'edizione limitata?
..... e soprattutto l'aumento di valore lo si vede solo dopo
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?
Un bel panorama si vede dopo una bella salita
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Quindi puro edonismo. La semplice "gioia" del numero di serie stampigliato sul fusto?Lamy ha scritto: ↑domenica 29 novembre 2020, 16:06 Oltre i 100€ è lusso, perciò se non soddisfi anche gli occhi che senso ha spendere queste cifre esagerate?
PS: le penne non sono un investimento quindi la considerazione speculativa non va nemmeno pensata. Sono davvero poche le penne che hanno acquisito maggior valore, ma solo perché la gente è un po' fuori di zucca.
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- Ottorino
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Ha senso un'edizione limitata?
40 € solo per un numero mi sembrano troppi, ma sono solo opinioni
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Sono d'accordo con te Ottorino, tanto che di edizioni limitate di qualsivoglia cosa io non ne ho mai possedute. Mettiamola così a questo punto... se questo esemplare avesse un numero per me significativo (magari un numero che contiene la cifra 18, per me il 2018 è stato un anno magico) allora potrei davvero farci un pensierino.
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Fosse la 1818 o la 1888 o la 1118 oppure la 1018... isomma non potrei mai resistere.
- Ottorino
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Va bene. Questo è quello che Lamy classifica come fuori di zucca.
Allora siamo già in due; guarda i numeri delle mie penne del forum. La prima l'ho fallita miseramente
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C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?
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Ha senso un'edizione limitata?
Mi includo tra quelli un po' fuori di zucca. Ho comprato nel 2019 una Pelikan M200 Smoky Quartz con la paura di non poterla più comperare perché era un'edizione speciale del 2018. L'ho venduta poco più tardi, l'ho ricomprata a settembre 2020 e penso che la venderò ancora una volta. Sono decisamente fuori di zucca.
- Gargaros
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Ha senso un'edizione limitata?
La Delta Kristal che ho preso di recente è un'edizione limitata, ma non lo sapevo, e inoltre l'ho potuta prendere a un prezzaccio. Vedere quel numeretto stampato sul cappuccio non mi fa né caldo né freddo: lo tengo presente solo per spirito di inventario, per dire cioè che "la prima penna a tiratura limitata" è appunto quella.
Secondo me se non sei collezionista puoi evitare quelle decine di euro in più, perché significa che poi devi prendere gli altri pezzi e completare la collezione. Se ti accontenti di una, non sei un vero collezionista.
Comprare in vista di un guadagno futuro? Perché no? Ci penso proprio adesso: se rivendessi la Kristal potrei fare un bel gruzzolo (le poche che vedo in vendita hanno prezzi tre o quattro volte superiori a quanto ho speso). Ma il futuro è difficile da prevedere: cose che potrebbero subire rivalutazioni positive potrebbero anche subire tutto l'opposto, e viceversa...
In ogni caso, se hai disponibilità a prendere una Capless, credo che quelle 40 euro in più non siano poi molte, quindi vedi tu. Se la penna ti piace, fallo a prescindere.
Secondo me se non sei collezionista puoi evitare quelle decine di euro in più, perché significa che poi devi prendere gli altri pezzi e completare la collezione. Se ti accontenti di una, non sei un vero collezionista.
Comprare in vista di un guadagno futuro? Perché no? Ci penso proprio adesso: se rivendessi la Kristal potrei fare un bel gruzzolo (le poche che vedo in vendita hanno prezzi tre o quattro volte superiori a quanto ho speso). Ma il futuro è difficile da prevedere: cose che potrebbero subire rivalutazioni positive potrebbero anche subire tutto l'opposto, e viceversa...
In ogni caso, se hai disponibilità a prendere una Capless, credo che quelle 40 euro in più non siano poi molte, quindi vedi tu. Se la penna ti piace, fallo a prescindere.
- stanzarichi
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Tutto ciò che costa più di una bic lo è, secondo questo assioma
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Riccardo
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Dipende.
Personalmente, tranne un unico caso, in cui c'era una questione di modello/estetica (e visto che potevo mi sono scelto il numero che volevo), non trovo un vero senso.
Per alcune edizioni, però, possono giocare altri fattori, come succede per le edizioni annuali Pelikan (M200-Edelstein): molte penne non le ho prese, ma per alcune non ho potuto resistere. Per la Smoky Quartz, ad esempio, ho un vero e proprio debole, inchiostro compreso (prese ben 3 boccette). Per il Garnet (che trovo bellissimo) ho fatto di tutto pur di assicurarmi una boccetta quando era impossibile trovarlo, e alla fine ci sono riuscito. Tuttavia io sono decisamente più interessato all'uso che non all'aspetto collezionistico, tranne - parzialmente - l'unico caso a cui alludevo prima.
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Personalmente, tranne un unico caso, in cui c'era una questione di modello/estetica (e visto che potevo mi sono scelto il numero che volevo), non trovo un vero senso.
Per alcune edizioni, però, possono giocare altri fattori, come succede per le edizioni annuali Pelikan (M200-Edelstein): molte penne non le ho prese, ma per alcune non ho potuto resistere. Per la Smoky Quartz, ad esempio, ho un vero e proprio debole, inchiostro compreso (prese ben 3 boccette). Per il Garnet (che trovo bellissimo) ho fatto di tutto pur di assicurarmi una boccetta quando era impossibile trovarlo, e alla fine ci sono riuscito. Tuttavia io sono decisamente più interessato all'uso che non all'aspetto collezionistico, tranne - parzialmente - l'unico caso a cui alludevo prima.
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L’opera d’arte è sempre una confessione.
Umberto Saba
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Non sono d'accordo: fino a 50 euro trovi stilografiche con materiali, prestazioni e durata migliori.stanzarichi ha scritto: ↑domenica 29 novembre 2020, 17:51Tutto ciò che costa più di una bic lo è, secondo questo assioma![]()
Il lusso secondo me comincia poco prima di 100 euro, dove trovi penne con (apparentemente) gli stessi materiali delle economiche. Senza contare difetti vari e assortiti relativi alla manifattura (parti incollate male in primis)...
Mi sto facendo un'esperienza sulle fasce medio-alte e si rafforza in me la convinzione che chi esalta la "qualità alta" lo fa solo per motivi psicologici... Mi manca ancora la fascia "veramente alta", però.
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Ma possibile che una penna prodotta in 2015 esemplari in tutto il globo terracqueo non acquisisca valore con il tempo?
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Ha senso un'edizione limitata?
La penna serve per scrivere: se la valutiamo per la funzione base, tutto ciò che va oltre lo strumento più economico in assoluto, è lusso. Se per fare la stessa cosa preferiamo spendere 50 € anziché 50 eurocent è perché ce lo possiamo permettere e abbiamo una passione, ma rimane un lusso o uno sfizio che dir si vogliaGargaros ha scritto: ↑domenica 29 novembre 2020, 18:16 Non sono d'accordo: fino a 50 euro trovi stilografiche con materiali, prestazioni e durata migliori.
Il lusso secondo me comincia poco prima di 100 euro, dove trovi penne con (apparentemente) gli stessi materiali delle economiche. Senza contare difetti vari e assortiti relativi alla manifattura (parti incollate male in primis)...
Mi sto facendo un'esperienza sulle fasce medio-alte e si rafforza in me la convinzione che chi esalta la "qualità alta" lo fa solo per motivi psicologici... Mi manca ancora la fascia "veramente alta", però.

Riccardo
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Ciao
Credo che le edizioni limitate rispondano in primis ad una esigenza specifica: quella della casa fabbricante di stimolare ulteriori vendite di penne a partire dai modelli base...contando sulla nostra "pazzia"
Insomma un pò come i pianisti Allevi o Einaudi che a partire da un tema lo arricchiscono di fioriture ripetendolo più volte fino a farne diventare un pezzo musicale (perchè no, anche bello)
Insomma, le edizioni limitate sono un fenomeno contemporaneo. Credo di aver capito che una volta, quando la stilografica era "lo strumento" per la scrittura, le edizioni limitate non esistevano...c'erano si variazioni estetiche sul tema ma di base le varie edizioni tendevano ad avvicendare vere migliorie tecniche sulle quali le case si disputavano il mercato e la fedeltà dei clienti
Credo che le edizioni limitate rispondano in primis ad una esigenza specifica: quella della casa fabbricante di stimolare ulteriori vendite di penne a partire dai modelli base...contando sulla nostra "pazzia"
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Insomma un pò come i pianisti Allevi o Einaudi che a partire da un tema lo arricchiscono di fioriture ripetendolo più volte fino a farne diventare un pezzo musicale (perchè no, anche bello)
Insomma, le edizioni limitate sono un fenomeno contemporaneo. Credo di aver capito che una volta, quando la stilografica era "lo strumento" per la scrittura, le edizioni limitate non esistevano...c'erano si variazioni estetiche sul tema ma di base le varie edizioni tendevano ad avvicendare vere migliorie tecniche sulle quali le case si disputavano il mercato e la fedeltà dei clienti