Meisterstúck nei loro stilofori

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fufluns
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Meisterstúck nei loro stilofori

Messaggio da fufluns »

Alcuni di voi avranno letto e forse ricorderanno che sono partigiano degli stilofori dedicati. Dico dedicati perché personalmente non vedo l’arte di una silofono fatto per appoggiarvi la penna chiusa. Lo stiloforo dedicato ha invece un cappuccio (tecnicamente il “tulipano”) rivolto verso lo scrivente, dove si può inserire il puntale della penna e che si adatta a questo in modo che, quando la penna é inserita, l’inchiostro non asciuga. Nello tiloforo dedicato la penna é perciò inserta aperta.

Gli silofoni erano piú diffusi in passato, ma la maggior parte erano corredati da penne dal fusto specialmente allungato, dette “da scrivania”, un disegno di penna che non mi non piace. Non ci sono molte penne moderne per le quali sia prodotto uno stiloforo dedicato. A memoria ricordo la bellissima “La Città Reale” prodotta da Delta nel 2005, una penna in celluloide marmorizzata sui toni del caffè rossiccio, dedicata alla Reggia di Caserta voluta da Carlos de Borbón, re di Napoli e Sicilia, che si inizió a costruire nel 1750, ispirata al palazzo di Versailles. Molte volte, vedendola offerta in sconto, sono stato seriamente tentato di acquistare questa bella Delta…

Delta.jpg
[le fotografie sono di Bryant a Chatterley Luxury]

Delta fece anche uno stiloforo per una “Dolce Vita” da scrivania, e ricordo di avere provato da Brunori se potesse adattarsi a una Dolce Vita normale, ma senza successo.

Neppure Montegrappa, che pure ha prodotto calamai dedicati per le sue “Eternal Bird” (scavato in un meraviglioso pezzo di alabastro) e "Chaos" (in cristallo di rocca e onestamente bellissimo), ha mai fatto - che io sappia - stilofori per le sue penne, né per le versioni regolari né per le edizioni limitate.

La marca che ha fatto, e continua a fare, stilofori dedicati per la sua linea Meisterstück é Montblanc. Dei suoi modelli, io prediligo quelli in resina e cristallo al piombo, o in argento e cristallo al piombo, che sono stati in catalogo sino al decennio scorso. Venivano prodotti per i modelli 149, 146 e 144 in versione con filetto dorato, e solamente per le due penne piú piccole nella versione platinum.

Da quando ho in uso la 149 Calligraphy, da circa metá marzo, la penna é sempre stata ospitata, pronta per l’uso, in uno stiloforo dedicato al centro della mia scrivania. Da qualche giorno le ho affiancato un secondo stiloforo per il modello 149, che questa volta ospita la mia Hemingway (tra le edizioni limitate, tanto la Hemingway come la Dumas, e credo la Year of the Golden Dragon si adattano allo stilforo per il modello 149).

Avere li sulla scrivania, l’una accanto all’altra, due delle penne che apprezzo maggiormente, entrambe pronte all’uso nei loro stilofori, é un vero lusso!

Lusso sulla scrivania ©FP.jpg
Lusso sulla scrivania (2) ©FP.jpg

So che alcuni degli amici di penna di questo forum hanno fatto lo stesso con la loro Meisterstück 149… e spero che come me apprezzino quotidianamente la comodità di uno stiloforo dedicato.
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stanzarichi
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Messaggio da stanzarichi »

Credo che l’accoppiata Hemingway a Calligraphy nella stessa foto, entrambe col proprio stiloforo, sia semplicemente pornografia. In senso “buono” :lol:
Riccardo
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Polemarco
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Messaggio da Polemarco »

fufluns ha scritto: sabato 18 luglio 2020, 2:21 So che alcuni degli amici di penna di questo forum hanno fatto lo stesso con la loro Meisterstück 149… e spero che come me apprezzino quotidianamente la comodità di uno stiloforo dedicato.
Un rebus colto per fufluns
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Mi manca tanto la Hemingway che però è una prima donna)
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Messaggio da francoiacc »

fufluns ha scritto: sabato 18 luglio 2020, 2:21[/i]

A memoria ricordo la bellissima “La Città Reale” prodotta da Delta nel 2005, una penna in celluloide marmorizzata sui toni del caffè rossiccio, dedicata alla Reggia di Caserta voluta da Carlos de Borbón, re di Napoli e Sicilia, che si inizió a costruire nel 1750, ispirata al palazzo di Versailles. Molte volte, vedendola offerta in sconto, sono stato seriamente tentato di acquistare questa bella Delta…
Io non ho resistito, è appena tornata dalle cure del suo creatore. Quando è carica normalmente riposa nel suo stiloforo.
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Messaggio da Polemarco »

Bellissima ! Si può vedere lo stiloforo. Se e quando puoi !
P.S. Invidia profonda ma senza malocchio 😂
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fufluns
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Messaggio da fufluns »

Polemarco ha scritto: sabato 18 luglio 2020, 14:52
Un rebus colto per fufluns
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Mi manca tanto la Hemingway che però è una prima donna)
Caro amico di penna: mi sono cimentato con il rebus ma non ne sono venuto a capo.

Conosco il dipinto di Poussin (a proposito, ne esiste un altro dello stesso autore, di circa un decennio anteriore, dove la figura femminile é molto più bella e sensuale) e conosco, anche se non bene, i significati esoterici attribuiti alla iscrizione "Et in Arcadia ego" che appare sul sepolcro, ma anche cosí, il rebus non si scioglie ai miei occhi...

Ho persino avuto il dubbio che la tua frase di clausura (Mi manca tanto la Hemingway che però è una prima donna) facesse parte del rebus, rendendolo ancora più difficile...

Grazie per il bel gioco, in ogni caso!
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Messaggio da fufluns »

stanzarichi ha scritto: sabato 18 luglio 2020, 7:34 Credo che l’accoppiata Hemingway a Calligraphy nella stessa foto, entrambe col proprio stiloforo, sia semplicemente pornografia. In senso “buono” :lol:
Mia moglie mi ha detto spesso che la nostra insana passio per le stilografiche nasconde probabilmente un recondito significato sessuale...
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Messaggio da fufluns »

francoiacc ha scritto: sabato 18 luglio 2020, 20:27
fufluns ha scritto: sabato 18 luglio 2020, 2:21[/i]

A memoria ricordo la bellissima “La Città Reale” prodotta da Delta nel 2005, una penna in celluloide marmorizzata sui toni del caffè rossiccio, dedicata alla Reggia di Caserta voluta da Carlos de Borbón, re di Napoli e Sicilia, che si inizió a costruire nel 1750, ispirata al palazzo di Versailles. Molte volte, vedendola offerta in sconto, sono stato seriamente tentato di acquistare questa bella Delta…
Io non ho resistito, è appena tornata dalle cure del suo creatore. Quando è carica normalmente riposa nel suo stiloforo.
E hai fatto bene, Francesco! Una penna cosí bella, e con uno stiloforo dedicato, é un uccello raro.

Devo dire però che un po' mi preoccupi... Il grado del tuo contagio con la stilografite é tra i più alti che io conosca. Leggo, qua e là, argomenti tuoi e risposte tue a temi d'altri, e ne ho avuto l'impressione che la tua collezione di penne sia cresciuta vertiginosamente. Poi, durante la settimana e durante il mese, non troverai più il tempo necessario per godertele tutte...
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Messaggio da jebstuart »

fufluns ha scritto: domenica 19 luglio 2020, 0:43
stanzarichi ha scritto: sabato 18 luglio 2020, 7:34 Credo che l’accoppiata Hemingway a Calligraphy nella stessa foto, entrambe col proprio stiloforo, sia semplicemente pornografia. In senso “buono” :lol:
Mia moglie mi ha detto spesso che la nostra insana passio per le stilografiche nasconde probabilmente un recondito significato sessuale...
In plus o in minus? Perché un po’ cambia il senso... :D :D :D



PS... Io ho i due stilofori Dolcevita. Ma si adattano sono alle loro penne, e cioè una stilo a levetta ed una sfera.
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Messaggio da fufluns »

Polemarco ha scritto: sabato 18 luglio 2020, 14:52 Mi manca tanto la Hemingway che però è una prima donna)
Quanto alla prima donna, mi riprometto con frequenza di scrivere una onesta recensione della Hemingway, da utente maturo, che l'ha avuta tra le mani per molto tempo. In generale, diffido un po' delle recensioni a caldo: appena spacchettate (e appena pagate), tutte le penne sembrano "la più bella del mondo"...
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Messaggio da fufluns »

jebstuart ha scritto: domenica 19 luglio 2020, 1:24
fufluns ha scritto: domenica 19 luglio 2020, 0:43
Mia moglie mi ha detto spesso che la nostra insana passio per le stilografiche nasconde probabilmente un recondito significato sessuale...
In plus o in minus? Perché un po’ cambia il senso... :D :D :D

PS... Io ho i due stilofori Dolcevita. Ma si adattano sono alle loro penne, e cioè una stilo a levetta ed una sfera.
Caro jebstuart, su certe cose preferisco lasciar andare, senza approfondire troppo...

In quella resina nera lucidissima, gli stilofori Dolce Vita erano bellissimi. Come dicevo, ne vidi uno in carne ed ossa da Brunori, e provammo qualche Dolce Vita (medium size, a cartuccia e a pistone, e oversize), ma non si adattavano al diametro e alla forma del calice. Quel giorno ero ben disposto a cedere alla tentazione...
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Messaggio da jebstuart »

fufluns ha scritto: domenica 19 luglio 2020, 1:39
jebstuart ha scritto: domenica 19 luglio 2020, 1:24

In plus o in minus? Perché un po’ cambia il senso... :D :D :D

PS... Io ho i due stilofori Dolcevita. Ma si adattano sono alle loro penne, e cioè una stilo a levetta ed una sfera.
Caro jebstuart, su certe cose preferisco lasciar andare, senza approfondire troppo...

In quella resina nera lucidissima, gli stilofori Dolce Vita erano bellissimi. Come dicevo, ne vidi uno in carne ed ossa da Brunori, e provammo qualche Dolce Vita (medium size, a cartuccia e a pistone, e oversize), ma non si adattavano al diametro e alla forma del calice. Quel giorno ero ben disposto a cedere alla tentazione...

In realtà anch’io ho provato tutte le Dolcevita che ho in ogni misura (ne ho una specie di fissazione), ma non si adattano.
La deskpen dedicata, che comunque è una Oversize, è comunque molto interessante e gradevole, non fosse altro che per la levetta.

Tornando al rebus, credo che Polemarco si riferisca proprio all’anagramma di “Et in arcadia ego”, che fa riferimento alla custodia di segreti connessi a Gesù Cristo. Non ricordo benissimo, ma la costruzione dei soggetti del quadro mi pare richiamasse la famosa, ed inesatta, storia dell’arrivo della Maddalena in Francia con un figlio di Cristo, o addirittura con Cristo stesso, ripresa poi nel “Codice da Vinci”.
Sfugge però anche a me il legame con Montblanc...
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Messaggio da Polemarco »

Mia è la colpa. Il quadro aveva solo lo scopo di ricordare “Et in Arcadia ego”, dove voleva essere prevalente il riferimento alla terra e al tempo mitici quando gli uomini e la natura vivevano in pefetta armonia. Armonia che ho scorto nelle foto di fufluns e non solo per le due ultime penne. E qui arrivava la mia Mont Blanc, nel suo tulipano dedicato, che rivendicava (“ci sono anche io”) la propria appartenenza a quello stato di grazia, ma si doleva della mancata vicinanza della sorella “maggiore”. Insomma, il mio riferimento era a Virgilio. Ma ho offerto indizi equivoci.
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Messaggio da fufluns »

Polemarco ha scritto: domenica 19 luglio 2020, 14:05 Mia è la colpa. Il quadro aveva solo lo scopo di ricordare “Et in Arcadia ego”, dove voleva essere prevalente il riferimento alla terra e al tempo mitici quando gli uomini e la natura vivevano in pefetta armonia. Armonia che ho scorto nelle foto di fufluns e non solo per le due ultime penne. E qui arrivava la mia Mont Blanc, nel suo tulipano dedicato, che rivendicava (“ci sono anche io”) la propria appartenenza a quello stato di grazia, ma si doleva della mancata vicinanza della sorella “maggiore”. Insomma, il mio riferimento era a Virgilio. Ma ho offerto indizi equivoci.
Cordialità
Carissimo Polemarco:

Cimentarsi con il tuo rebus è stato divertente e una bella opportunità per rivisitare le pitture di Poussin (e quella di poco più antica, del Guercino), intorno al tema arcadiano che mi é caro. Grazie!
Quanto all’intenzione nascosta del tuo rebus, è nobile è bella!
Lo “stato di grazia”, per usare le tue parole, una pace dolce e arcadica è proprio quello che sperimento a volte, solo
nel mio studiolo, in compagnia di penne e carta. Scrivere è una grande consolazione, e scrivere con una penna che si ama assomiglia alla grazia, per quel che ci è concesso... Un caro saluto.
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Messaggio da Mequbbal »

Splendide le due penne, e splendidi gli stilofori.
Io amo anche le penne da scrivania allungate e, infatti, ho ceduto alla tentazione delle Platinum (antica e nuova versione)... ma qui stiamo parlando di serie Dilettanti.

Devo ammettere che, a furia di osservare le magnifiche foto di Franco, piano piano il mio rifiuto di alcune forme Montblanc si sta dissolvendo - con la conseguente crescita del desiderio di una bella penna di questa marca con il relativo stiloforo...
Non ti è imposto di completare l'opera ma non sei libero di sottrartene.
(Rabbi Tarfón)
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