Rottura sul puntale di una 361
Inviato: giovedì 20 febbraio 2020, 17:24
Alcuni giorni fa un'amica mi manda via WhatsApp la foto seguente
Me la immagino pronunciare questa frase vestita di una tunica candida, l'aureola e due alucce dietro le scapole; freno quindi il primo istinto ed invece di replicare con "schiacciatela sotto i piedi" digito un molto più diplomatico "Ho una carenatura recuperata, ma non so se è uguale; altrimenti si può vedere se riparandolo viene fuori qualcosa di decente". "Allora te la mando".
La penna arriva ed è una bellissima 361 in celluloide arco di colore grigio: un vero peccato che sia afflitta da quel problema. Naturalmente il ricambio che ho non va bene Chi conosce la 361 sa che la carenatura che ricopre il pennino è il vero tallone d'Achille di questa penna: realizzata in ebanite sottile come un guscio d'uovo si rompe solo a stringerla tra le dita. Per questo motivo trovare un ricambio è quasi impossibile, tantopiù che ne esistono almeno tre tipi differenti. Qualcuno è in grado di ricostruirli ex nuovo, ma non è una cosa alla mia portata; tento quindi una riparazione con la nota tecnica della polvere di ebanite impastata con cianacrilico (Attak o simili). Non ho pensato a documentare l'intervento, ma posso dire che il primo tentativo non ha avuto successo: con uno spessore del materiale così ridotto la superficie di incollaggio è minima e mentre la levigavo la parte riportata si è staccata di netto. Potevo tranquillamente aspettarmelo, ma la pigrizia mi ha indotto ad abbreviare il lavoro sperando che tenesse lo stesso. Così ricomincio daccapo facendo le cose giuste: un piccolo ritaglio di carta velina imbevuta di Attak incollata dall'interno fornisce un supporto stabile e sufficientemente robusto sul quale deporre l'impasto. Questa volta le cose vanno decisamente meglio ed il risultato dopo la levigatura è più che accettabile. Completo l'opera con una mano della vernice americana specifica per l'ebanite che uniforma perfettamente il colore.
La foto seguente, che mostra il particolare fortemente ingrandito, denota qualche piccola imperfezione, ma a grandezza naturale è davvero difficile accorgersi dell'intervento fatto.
corredata dal messaggio "Pensi si possa fare qualcosa?". Me la immagino pronunciare questa frase vestita di una tunica candida, l'aureola e due alucce dietro le scapole; freno quindi il primo istinto ed invece di replicare con "schiacciatela sotto i piedi" digito un molto più diplomatico "Ho una carenatura recuperata, ma non so se è uguale; altrimenti si può vedere se riparandolo viene fuori qualcosa di decente". "Allora te la mando".
La penna arriva ed è una bellissima 361 in celluloide arco di colore grigio: un vero peccato che sia afflitta da quel problema. Naturalmente il ricambio che ho non va bene Chi conosce la 361 sa che la carenatura che ricopre il pennino è il vero tallone d'Achille di questa penna: realizzata in ebanite sottile come un guscio d'uovo si rompe solo a stringerla tra le dita. Per questo motivo trovare un ricambio è quasi impossibile, tantopiù che ne esistono almeno tre tipi differenti. Qualcuno è in grado di ricostruirli ex nuovo, ma non è una cosa alla mia portata; tento quindi una riparazione con la nota tecnica della polvere di ebanite impastata con cianacrilico (Attak o simili). Non ho pensato a documentare l'intervento, ma posso dire che il primo tentativo non ha avuto successo: con uno spessore del materiale così ridotto la superficie di incollaggio è minima e mentre la levigavo la parte riportata si è staccata di netto. Potevo tranquillamente aspettarmelo, ma la pigrizia mi ha indotto ad abbreviare il lavoro sperando che tenesse lo stesso. Così ricomincio daccapo facendo le cose giuste: un piccolo ritaglio di carta velina imbevuta di Attak incollata dall'interno fornisce un supporto stabile e sufficientemente robusto sul quale deporre l'impasto. Questa volta le cose vanno decisamente meglio ed il risultato dopo la levigatura è più che accettabile. Completo l'opera con una mano della vernice americana specifica per l'ebanite che uniforma perfettamente il colore.
La foto seguente, che mostra il particolare fortemente ingrandito, denota qualche piccola imperfezione, ma a grandezza naturale è davvero difficile accorgersi dell'intervento fatto.