lucawm ha scritto: ↑mercoledì 4 dicembre 2019, 19:06
Allora mi conviene lasciare stare sperando che non si rompa nulla.
A mio parere ci sono due aspetti preliminari che è necessario conoscere per capire la strategia migliore da applicare:
Il primo è il tipo di materiale; dalla foto si può escludere abbastanza sicuri che non si tratta di ebanite, ma non è chiaro se si tratti di celluloide o galalite. E' abbastanza facile da appurare: sfregandola su un panno, nel primo caso si sente abbastanza netto l'odore della canfora; nel secondo dovrebbe sentirsi piuttosto odore... di formaggio. Il materiale è infatti ricavato dalla caseina del latte.
La seconda cosa da verificare se il cappuccio calzato sforza sul corpo, ed in particolare se la crepa tende ad aprirsi. Naturalmente se si trattasse di un cappuccio ad incastro ciò sarebbe inevitabile, ma ad occhio e croce mi sembra una penna troppo "moderna" per non avere il fissaggio a vite.
In tale caso, qualora avvitando il cappuccio sul corpo si sentisse che il bordo interno del cappuccio forzasse contro la superficie dl corpo, verosimilmente si tratta di un problema patologico, dovuto ad una leggera contrazione del materiale. Questo sforzo complica notevolmente la riparazione perché sottopone la parte ad uno sforzo di trazione, che, già critico per il materiale integro, è deleterio per un'incollatura, che mai potrebbe resistere.
La prima cosa da valutare è se il problema possa essere eliminato od almeno ridotto riducendo con della carta abrasiva il diametro del corpo nella zona di contatto. Nessuna paura: 1/10 di mm o poco più può essere sufficiente ed assolutamente impercettibile esteticamente. Del tutto sconsigliabile invece assottigliare dall'interno il bordo cappuccio, già di per sé sottile e delicato.
La prima cosa da fare è pulire accuratamente il cappuccio, sia all'interno che all'esterno (se si tratta di galalite poca acqua ed asciugare molto rapidamente evitando di tenere a bagno la parte).
L'intervento migliore da farsi, per la mia esperienza è quello di chiudere la frattura: se si tratta di celluloide operando con acetone (assolutamente non quello da cosmesi!) od acetato d'etile; un successivo piccolo riporto di celluloide liquefatta (sempre coi medesimi solventi) trasparente o di un colore adeguato per la zona da riparare ed una levigatura possono rendere la riparazione del tutto invisibile. Se si trattasse di galalite, temo che l'unica strada sia utilizzare dell'Attack o similari. Con un piccola levigatura e lucidatura la crepa ricomposta sarà comunque poco visibile.
Il secondo, fondamentale intervento va fatto sulla parte interna del cappuccio. Ritagliare un brandello di carta velina che sia sufficiente a ricoprire bene la frattura, spalmare l'adesivo sulla zona della crepa con l'aiuto di uno stuzzicadenti, piazzare la carta velina senza preoccuparsi se sporge dal fondo del cappuccio e spalmarci sopra ancora dell'Attack in modo che la carta resti imbevuta di colla ed assicurarsi che si bene stesa e senza grinze. Non è una cosa banalissima da farsi: la "toppa" tenderà a muoversi, ma con un pò di pazienza e mantenendo la calma si riesce nell'intento. Naturalmente non c'è una strategia precisa: si può anche imbibire il pezzetto di carta velina prima di posizionarlo e chiudere la frattura dall'esterno prima o dopo di quest'intervento; le difficoltà non cambiano di molto.
Una volta essicata la colla si può eliminare l'eventuale eccesso che fuoriesce: se è molto tagliandolo con delle forbicine da unghie prima di usare la carta abrasiva.
Ha quasi dell'incredibile la resistenza che assume la carta velina imbevuta di Attack dopo che questo è seccato: tagliandolo con le forbici ci se ne rende conto, ma si può prepararne un pezzetto e provare quindi a strapparlo: nulla di paragonabile alla delicatissima carta velina allo stato "nature".
La cosa buona è che imbevuta di colla la carta velina diventa trasparente e si nota quindi molto poco: non che l'interno del cappuccio sia una posizione molto in vista, ma comunque il fatto che si mimetizzi è comunque positivo.
Lo spessore aggiunto è naturalmente irrisorio; in compenso l'irrobustimento della riparazione, in special modo allo sforzo di trazione è veramente ragguardevole.