Oggi è relativamente semplice fare la laminatura ad una penna con bagno galvanico, secondo la percentuale d'oro presente nel liquido ed il numero di bagni si può calcolare lo spessore della lamina e portarla alla misura voluta.
Pensandoci nei primi decenni del novecento fare una laminatura liscia o leggermente lavorata non mi pare fosse difficile ne troppo complicato anche se si usavano sottilissimi fogli d'oro, ma mi chiedo e chiedo a chi ne sa più di me, come facevano a laminare penne che avevano come base dei veri capolavori in basso rilievo.
Laminatura
- maxpop 55
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puo' essere che prima le laminavano e poi le ribattevano dalla parte meno nobile? Visto che lo strato d'oro era piu' spesso (fogli d'oro) e l'oro molto duttile vedo la cosa occhiometricamente possibile
“Ankh-Morpork had dallied with many forms of government and had ended up with that form of democracy known as One Man, One Vote. The Patrician was the Man; he had the Vote.”
- maxpop 55
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Questa potrebbe essere una soluzione, dopo averle unite, lavorare lamina e base contemporaneamente con delle presse sulle quali era stampato il disegno in bassorilievo.
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- Ottorino
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La laminatura dovrebbe essere l'accoppiamento a caldo tramite pressione di una sottile sfoglia d'oro a un metallo meno nobile, tipo il rame o l'ottone. Credo che ormai sia una tecnica scomparsa, a differenza della "placcatura", la tecnica galvanica che ben conosciamo
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?
Un bel panorama si vede dopo una bella salita
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- maxpop 55
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Grazie Otto, mi chiedevo come facessero a lavorare i disegni in basso rilievo poi leggendo HoodedNib ho capito che venivano prima unite le due parti e poi stampate con presse, sarebbe impossibile che un artigiano facesse una penna alla volta a meno che non sia un ordine particolare di un cliente.Ottorino ha scritto: ↑martedì 2 aprile 2019, 9:33 La laminatura dovrebbe essere l'accoppiamento a caldo tramite pressione di una sottile sfoglia d'oro a un metallo meno nobile, tipo il rame o l'ottone. Credo che ormai sia una tecnica scomparsa, a differenza della "placcatura", la tecnica galvanica che ben conosciamo
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In realtà se si fa eccezione per i rarissimi rivestimenti fatti a bulino, la "artigianalità" dei rivestimenti, inclusi quelli particolarmente eleganti ed elaborati, traforati o sbalzati che fossero, è abbastanza relativa. C'erano infatti ditte che fornivano bande laminate con svariate lavorazioni e di dimensioni che venivano composte in fasce alternate, sia in senso orizzontale che verticale o avvolte a spirale. Ho avuto occasione di vedere cataloghi d'epoca dove erano illustrate queste forniture. Consultando libri e pubblicazioni si può constatare come gli elementi, pur combinati tra loro in modi diversi e laminati con oro di diverso colore, si ripetono con una certa frequenza. Allo stesso modo si ritrovano testine e fermagli, anche se questi ultimi, almeno in alcuni casi, hanno una certa "esclusività" per i marchi che li hanno utilizzati.
La curiosità è madre dell'interesse. Una vita senza interessi è una vita in stato comatoso.
- maxpop 55
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Grazie Marcello, in effetti era questo che mi interessava sapere. 
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