Nessun miracolo, ma....
Inviato: lunedì 4 febbraio 2019, 15:45
E' abbastanza recente la messa in commercio di una "resina" semiliquida completamente trasparente che indurisce esposta ai raggi UV.
Si chiama BONDIC ed è reperibile molto facilmente in rete, nei siti usualmente utilizzati per approvvigionamenti vari per un paio di decine di euro si acquista una confezione contenente sia un tubetto di materiale che una piccola lampada UV a led. L'ho acquistata e vi racconto le primissime impressioni, che avranno logicamente necessità di essere confermate ed ampliate.
In primo non facciamoci raccontare che il BONDIC è valido come adesivo "senso stretto" perché sembra avere ben poche attitudini a tale uso: d'altra perte mi vien da pensare che se due superfici non trasparenti combaciano, gli UV non possono penetrare ed innescare il processo d'indurimento.
Molto più promettente sembrerebbe l'utilizzo per riempimenti/ricostruzioni: ho fatto una prima prova su un cappuccio con due evidenti contratture di quelle che preludono la cristallizzazione della celluloide riempiendo le suddette col BONDIC e successivamente levigando e lucidando il materiale.
Como si vede dalla foto, anche tenendo conto dell'ingrandimento rispetto alle dimensioni reali, il risultato è buono e se non si sa dove e cosa cercare, nulla risulta evidente. Intendiamoci, per esperienze fatte, utilizzando della celluloide trasparente liquefatta il risultato non sarebbe stato inferiore; però mentre questa sarebbe presto coinvolta nel fenomeno di ammaloramento, c'è una flebile speranza che il BONDIC, isolando la zona dal contatto con l'atmosfera, possa inibirne il processo degenerativo. Data la fluidità del materiale non sarebbe nemmeno troppo difficile stenderne un sottile strato sull'intera superficie. Naturalmente all'interno la cosa è ben più complessa...
C'è da osservare un'avvertenza evidenziata anche nelle istruzioni: spessori di una certa rilevanza vanno ottenuti per strati, esponendo ogni volta la resina stesa agli UV.
Spero che altri vorranno testare questo prodotto e mettere a fattor comune le esperienze maturate: non c'è da aspettarsi nulla di miracoloso, ma potrebbe essere un aiuto importante per restaurare graffi profondi, sbeccature o bruciature, che naturalmente dovranno preventivamente essere trattate per non risultare visibili in trasparenza.
Si chiama BONDIC ed è reperibile molto facilmente in rete, nei siti usualmente utilizzati per approvvigionamenti vari per un paio di decine di euro si acquista una confezione contenente sia un tubetto di materiale che una piccola lampada UV a led. L'ho acquistata e vi racconto le primissime impressioni, che avranno logicamente necessità di essere confermate ed ampliate.
In primo non facciamoci raccontare che il BONDIC è valido come adesivo "senso stretto" perché sembra avere ben poche attitudini a tale uso: d'altra perte mi vien da pensare che se due superfici non trasparenti combaciano, gli UV non possono penetrare ed innescare il processo d'indurimento.
Molto più promettente sembrerebbe l'utilizzo per riempimenti/ricostruzioni: ho fatto una prima prova su un cappuccio con due evidenti contratture di quelle che preludono la cristallizzazione della celluloide riempiendo le suddette col BONDIC e successivamente levigando e lucidando il materiale.
Como si vede dalla foto, anche tenendo conto dell'ingrandimento rispetto alle dimensioni reali, il risultato è buono e se non si sa dove e cosa cercare, nulla risulta evidente. Intendiamoci, per esperienze fatte, utilizzando della celluloide trasparente liquefatta il risultato non sarebbe stato inferiore; però mentre questa sarebbe presto coinvolta nel fenomeno di ammaloramento, c'è una flebile speranza che il BONDIC, isolando la zona dal contatto con l'atmosfera, possa inibirne il processo degenerativo. Data la fluidità del materiale non sarebbe nemmeno troppo difficile stenderne un sottile strato sull'intera superficie. Naturalmente all'interno la cosa è ben più complessa...
C'è da osservare un'avvertenza evidenziata anche nelle istruzioni: spessori di una certa rilevanza vanno ottenuti per strati, esponendo ogni volta la resina stesa agli UV.
Spero che altri vorranno testare questo prodotto e mettere a fattor comune le esperienze maturate: non c'è da aspettarsi nulla di miracoloso, ma potrebbe essere un aiuto importante per restaurare graffi profondi, sbeccature o bruciature, che naturalmente dovranno preventivamente essere trattate per non risultare visibili in trasparenza.