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30 novembre 2024 - Hotel I Portici, via dell’Indipendenza 69
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Consiglio prima stilografica per università
Consiglio prima stilografica per università
Salve, come ho detto nel post di presentazione ho intenzione di acquistare la mia prima stilografica. Studio ingegneria e settimana scorsa googlando su le penne migliori per uso intenso mi sono imbattuto nel vostro bellissimo forum dove consigliavate una stilografica. Sinceramente ignoravo che fosse migliore delle penne a sfera per uso quotidiano le pensavo come un oggetto più estetico che funzionale e invece documentandomi ho capito di essere in torto marcio. Quindi dopo aver girovagato nel forum e visto qualche video su youtube ho deciso di comprare la mia prima stilografica. La utilizzerò quotidianamente all'università per prendere appunti, a volte anche per 8 ore al giorno, quindi avrei bisogno di qualcosa di affidabile e resistente, come tratto preferisco un medio-fine ed esteticamente mi piacerebbe sobria e non troppo appariscente. Non vorrei spendere più di 20 euro poichè non sono sicuro mi troverò a mio agio e anche perchè non vorrei rischiare di smarrirla/romperla dato che a volte sono poco attento. Ho letto tanti modelli consigliati da voi però non riesco a venirne fuori. Grazie mille in anticipo ed ancora complimenti per il forum
- Phormula
- Siringa Rovesciata
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Consiglio prima stilografica per università
Parti con una buona penna scolastica.
Sono dei muli da appunti.
Se compri una Lamy, Pelikan, Schneider, Waterman, Kaweco, Online, difficilmente caschi male. Ti conviene andare in un negozio e prenderla in mano. Quando devi scrivere per ore, oltre alla penna che non deve avere incertezze, conta tantissimo anche l'ergonomia, che è un fattore individuale. Io amo l'impugnatura triangolare della Lamy Nexx, ci potrei scrivere per ore senza stancarmi, ma ho regalato penne larghe e pesanti perché van bene per qualche nota veloce, ma le trovo stancanti nell'uso intenso.
Se proprio devo dirne una:
La Waterman Graduate per esempio potrebbe essere un buon punto di partenza. Design classico, prezzo contenuto, scrive benissimo e le misure sono nella media.
Sono dei muli da appunti.
Se compri una Lamy, Pelikan, Schneider, Waterman, Kaweco, Online, difficilmente caschi male. Ti conviene andare in un negozio e prenderla in mano. Quando devi scrivere per ore, oltre alla penna che non deve avere incertezze, conta tantissimo anche l'ergonomia, che è un fattore individuale. Io amo l'impugnatura triangolare della Lamy Nexx, ci potrei scrivere per ore senza stancarmi, ma ho regalato penne larghe e pesanti perché van bene per qualche nota veloce, ma le trovo stancanti nell'uso intenso.
Se proprio devo dirne una:
La Waterman Graduate per esempio potrebbe essere un buon punto di partenza. Design classico, prezzo contenuto, scrive benissimo e le misure sono nella media.
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
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Ho visto la watermand graduate che mi consigli, mi piace molto. Come sistema di caricamento ha cartucce proprietario mi è sembrato di capire. O mi sbaglio?
- Placo
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Intorno ai 5 euro puoi prendere una Platinum Preppy, che ha un ottimo rapporto qualità prezzo e contiene inchiostro sufficiente.
Con circa 20 euro puoi prendere una Pilot MR o una Lamy Safari, con poco meno una Kaweco Sport.
Mentre con 30 euro puoi andare su una Twsbi Eco, che ha un meccanismo a pistone e contiene decisamente più inchiostro.
Con circa 20 euro puoi prendere una Pilot MR o una Lamy Safari, con poco meno una Kaweco Sport.
Mentre con 30 euro puoi andare su una Twsbi Eco, che ha un meccanismo a pistone e contiene decisamente più inchiostro.
«Ma solo le parole resistono
all’efferatezza delle stagioni».
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- ClaBluReale
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So che ha un aspetto poco serio ma la Pilot Kakuno ha lo stesso pennino della Pilot MR/Metropolitan e costa quasi la metà, 12€ circa. Consiglio il tratto medio "M" perché tanto è uguale ai pennini occidentali di tratto fine.
In alternativa, una Pelikan Style o un Pelikano Up. Stesso pennino, corpo diverso. Il pennino è a tratto unico medio, ma un medio grosso, ed è molto affidabile.
Una penna Pelikan scolastica sai che te la compri e stai a posto per anni. Io ne ho usate un paio durante il liceo e col senno di poi ne sono molto contenta.
In alternativa, una Pelikan Style o un Pelikano Up. Stesso pennino, corpo diverso. Il pennino è a tratto unico medio, ma un medio grosso, ed è molto affidabile.
Una penna Pelikan scolastica sai che te la compri e stai a posto per anni. Io ne ho usate un paio durante il liceo e col senno di poi ne sono molto contenta.
Claudia
- Phormula
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La Graduate usa cartucce Waterman o Pelikan (e simili).
Ha un look molto classico, non sfigura nemmeno in ambiente business.
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
- MaPe
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Invece direi un Fper la Kakuno, considerando tutte le formule ed i calcoli che dovrà fare. Abbinerei anche il converter CON-70 se ha l'attacco proprietario Pilot, altrimenti con attacco internazionale/Pelikan cartucce lunghe Pelikan o Waterman.ClaBluReale ha scritto: ↑giovedì 5 luglio 2018, 23:44 So che ha un aspetto poco serio ma la Pilot Kakuno ha lo stesso pennino della Pilot MR/Metropolitan e costa quasi la metà, 12€ circa. Consiglio il tratto medio "M" perché tanto è uguale ai pennini occidentali di tratto fine.
In alternativa, una Pelikan Style o un Pelikano Up. Stesso pennino, corpo diverso. Il pennino è a tratto unico medio, ma un medio grosso, ed è molto affidabile.
Una penna Pelikan scolastica sai che te la compri e stai a posto per anni. Io ne ho usate un paio durante il liceo e col senno di poi ne sono molto contenta.
Lamy Safari (EF) è un'ottima compagna con la possibilità di poter cambiare i pennini con pochi euro.
Kaweco Sport, ma sei legato alle cartucce corte, spendendo un po' di più la Student.
Se riesci ad arrivare sui 37-38€ la TWSBI Eco (EF).
Massimo
- blaustern
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Io prenderei senza ombra di dubbio una Lamy Safari!
Leggera e ergonomica (certo deve andare a genio l‘impugnatura) e con il particolare non certo trascurabile di poter sostituire il pennino con pochi euro (per altro compatibile anche con altri modelli della casa, vedi Linea ST, CP1, Studio).
Leggera e ergonomica (certo deve andare a genio l‘impugnatura) e con il particolare non certo trascurabile di poter sostituire il pennino con pochi euro (per altro compatibile anche con altri modelli della casa, vedi Linea ST, CP1, Studio).
Geppina & Pelmingway
- Phormula
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Io lascerei stare le TWSBI. Ottime penne da scrivania ma con una reputazione di trafilamenti e rotture.
Se vuoi una penna da università devi prendere in considerazione qualcosa che sopporti lo stress della vita studentesca.
Io per tutta l'università ho usato la Paper Mate Chrome che mi aveva accompagnato già per tutto il liceo.
Caduta durante una lezione in una di quelle aule a gradoni, mai più ritrovata (MIA - Missed in Action).
Poi, sulla base della propria esperienza, ognuno ti può consigliare una particolare penna, come del resto ho fatto anch'io.
Al che ti rinnovo il mio consiglio, fai un giro in un negozio che ha una buona disponibilità di penne scolastiche e prova a prenderle in mano.
Le penne scolastiche nascono pensando agli studenti che, a differenza degli appassionati, le usano e non le trattano con i guanti.
Alcune delle penne che ti hanno consigliato qui io non le comprerei mai per scriverci a lungo, e non perchè non siano valide, ma perchè non si adattano alla mia idea di ergonomia per un uso prolungato. Per quanto riguarda il pennino invece io starei su un fine europeo (medio giapponese), secondo me è il miglior compromesso tra velocità di scrittura e possibilità di scrivere formule matematiche. I pennini molto sottili sono appaganti ma devi trovarne uno che regga la scrittura rapida in condizioni non ideali, non sempre hai lo spazio per appoggiarti.
Se vuoi una penna da università devi prendere in considerazione qualcosa che sopporti lo stress della vita studentesca.
Io per tutta l'università ho usato la Paper Mate Chrome che mi aveva accompagnato già per tutto il liceo.
Caduta durante una lezione in una di quelle aule a gradoni, mai più ritrovata (MIA - Missed in Action).
Poi, sulla base della propria esperienza, ognuno ti può consigliare una particolare penna, come del resto ho fatto anch'io.
Al che ti rinnovo il mio consiglio, fai un giro in un negozio che ha una buona disponibilità di penne scolastiche e prova a prenderle in mano.
Le penne scolastiche nascono pensando agli studenti che, a differenza degli appassionati, le usano e non le trattano con i guanti.
Alcune delle penne che ti hanno consigliato qui io non le comprerei mai per scriverci a lungo, e non perchè non siano valide, ma perchè non si adattano alla mia idea di ergonomia per un uso prolungato. Per quanto riguarda il pennino invece io starei su un fine europeo (medio giapponese), secondo me è il miglior compromesso tra velocità di scrittura e possibilità di scrivere formule matematiche. I pennini molto sottili sono appaganti ma devi trovarne uno che regga la scrittura rapida in condizioni non ideali, non sempre hai lo spazio per appoggiarti.
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
- shinken
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partiamo dall' inizio:
ingegneria--> non scriverai dei temi ma fondamentalmente delle equazioni, cose del tipo : n indice i sottoindice k.
Direi che dovrai orientari verso tratti fini o avrai qualche problema a scrivere alcune cose.
Ti capiterà di essere tutto il giorno in giro e magari di fare esercizi in biblioteca o in una sala studi in gruppo quindi hai bisogno di autonomia.
Personalmente propenderei per una penna con un converter + un pacchetto di cartucce di scorta.
Il converter ha meno autonomia di una penna a stantufo per erempio, ma non fa parte del corpo della penna quindi se si rompe lo sostituisci, le cartucce di scorta compensano e superano l' autonomia di una penna a stantufo.
L' inchiostro in cartucce ha un costo medio superiore a quello in calamai, quindi in linea di principio sarebbe meglio usarlo solo per le emergenze.
ingegneria--> non scriverai dei temi ma fondamentalmente delle equazioni, cose del tipo : n indice i sottoindice k.
Direi che dovrai orientari verso tratti fini o avrai qualche problema a scrivere alcune cose.
Ti capiterà di essere tutto il giorno in giro e magari di fare esercizi in biblioteca o in una sala studi in gruppo quindi hai bisogno di autonomia.
Personalmente propenderei per una penna con un converter + un pacchetto di cartucce di scorta.
Il converter ha meno autonomia di una penna a stantufo per erempio, ma non fa parte del corpo della penna quindi se si rompe lo sostituisci, le cartucce di scorta compensano e superano l' autonomia di una penna a stantufo.
L' inchiostro in cartucce ha un costo medio superiore a quello in calamai, quindi in linea di principio sarebbe meglio usarlo solo per le emergenze.
Luigi, tabaccaio in Genova.
Quarantadue è la risposta!
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Io non suggeriro' una penna ma ti posso suggerire (anche riassumento da altri) cosa dovrebbe avere:
- una buona impugnatura per la TUA mano: ci devi scrivere tanto, non deve essere pesante e sopratutto non deve venirti scomoda da tenere
- Robusta e affidabile: non devi rischiare che si rompa o che perda, ci sono penne molto belle ma da scrivania, a te serve un mulo, una penna per farci la guerra
- Inchiostro: se ci devi scrivere tanto (tu hai detto anche otto ore) ti consiglio di andare o su una che porta cartucce "standard" (le cartucce pelikan) oppure una a stantuffo, la prima perche' viene facile e veloce cambiare una cartuccia esaurita e la seconda perche' visto che una penna a stantuffo contiene da 2ml a salire non dovrebbe capitarti di restare a secco nella stessa giornata in cui la carichi. Se scrivi davvero tanto ti sconsiglio il converter invece (cosa strana per me) perche' vorrebbe dire portarsi un calamaio o una provetta dietro con l'inchiostro per caricarla ed e' una cosa da non fare a meta' lezione.
Poi se ti ci trovi e devi scrivere tanto personalmente ti consiglio un tratto fine (EF o F) perche' consuma meno inchiostro, ma qui lascio un po' alle tue preferenze di scrittura
- una buona impugnatura per la TUA mano: ci devi scrivere tanto, non deve essere pesante e sopratutto non deve venirti scomoda da tenere
- Robusta e affidabile: non devi rischiare che si rompa o che perda, ci sono penne molto belle ma da scrivania, a te serve un mulo, una penna per farci la guerra
- Inchiostro: se ci devi scrivere tanto (tu hai detto anche otto ore) ti consiglio di andare o su una che porta cartucce "standard" (le cartucce pelikan) oppure una a stantuffo, la prima perche' viene facile e veloce cambiare una cartuccia esaurita e la seconda perche' visto che una penna a stantuffo contiene da 2ml a salire non dovrebbe capitarti di restare a secco nella stessa giornata in cui la carichi. Se scrivi davvero tanto ti sconsiglio il converter invece (cosa strana per me) perche' vorrebbe dire portarsi un calamaio o una provetta dietro con l'inchiostro per caricarla ed e' una cosa da non fare a meta' lezione.
Poi se ti ci trovi e devi scrivere tanto personalmente ti consiglio un tratto fine (EF o F) perche' consuma meno inchiostro, ma qui lascio un po' alle tue preferenze di scrittura
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Consiglio prima stilografica per università
Ciao,
ti hanno risposto persone molto più preparate di me, ma penso che qualcosa posso dirla. Ovvero fai attenzione all'inchiostro che andrai ad usare.
Innanzitutto, non tutti sono disponibili in zona e su la spesa richiesta dagli inchiostri le spedizioni incidono molto, e non tutti hanno caratteristiche adeguate a tutte le penne.
Gli inchiostri per stilografica hanno generalmente poca resistenza all'acqua e sono cancellabili con articoli noti comunemente come superpirat. Può essere molto comodo per correggere appunti, ma ciò li rende del tutto inadatti all'uso durante gli esami. Gli inchiostri indelebili sono pochi, non sempre disponibili in cartucce compatibili con la propria penna e spesso più problematici (se non altro perché meno fluidi). Inoltre gli inchiostri più economici hanno dei neri peggiori, per cui o rinunci al nero o sali di prezzo.
La soluzione razionalmente più comoda per risolvere questi problemi sarebbe affidarsi a Platinum e alle sue cartucce proprietarie, che possiedono il Carbon Black, ovvero un nero indelebile relativamente poco costoso da far funzionare sulle penne Platinum che hanno gli accorgimenti adatti a evitare la rapida essiccazione di quell'inchiostro. Te la caveresti con 4 € di penna e 3 € per 4 cartucce lunghe. L'altra faccia della medaglia è che ti legheresti mani e piedi ad un fornitore che non ha una rete di vendita molto estesa (e solitamente le spese ammontano a 5 €, più della penna e delle cartuccie.
Inchiostri indelebili comunque economici ma più reperibili sono i ferrogallici, solitamente quelli economici hanno un colore blu-nero che non apprezzo moltissimo, ma questo propone il mercato. Un secondo e meno soggettivo problema è che sono inchiostri poco fluidi, adatti a penne con alimentatori generosi e pennini M.
La Pilot MR media nella recensione che l'utente xFer ha fatto del R&K Salix ferrogallico ha restituito un bel tratto sottile, mentre quella penna caricata con cartucce Pelikan 4001 Blue Royale è un discreto innaffiatoio molto simile al tratto medio della Pelikan Jazz.
Personalmente ho provato il Pelikan 4001 Blu-Black (un ferrogallico a differenza del Royal Blu) e ha ridotto il tratto altrimenti ingestibile della mia Lamy Safari Extra Fine ma ha fatto scrivere problematicamente la mia Wing Sung 698 F (0.5) che scrive divinamente con inchiostri Herbin e Lamy (mediamente più costosi di R&K e Pelikan 4001).
In sintesi: è vero che un F orientale è più sottile di un F europeo, ma i medi si somigliano. Non è detto che uno è migliore dell'altro, perché una differenza enorme la fa l'inchiostro. Se un pennino fine può essere visto come più adatto alle esigenze di chi ha una grafia minuta (come me) bisogna ricordarsi che sarà più schizzinoso verso gli inchiostri più economici. Se un pennino M risulta troppo spesso lo si può ridurre usando inchiostri poco viscosi come il Peilkan 4001 Brillant Black o i ferrogallici.
Personalmente ho provato i pennini F ed EF Lamy: Il primo non era domabile nemmeno col 4001 Blu-Black, il secondo è quello che un Fine dovrebbe essere ma pur essendo scorrevole produce troppo rumore per i miei gusti.
La Wing Sung 698 0.5: una penna cinese molto ben recensita è un'ottimo suggerimento, ma è schizzinosa sugli inchiostri, si accontenta solo del meglio! Si scherza, bastano gli Herbin, che comunque non sono economicissimi.
Kaweco Sport EF: un EF vero al punto che avrei preferito un F. Il corpo è troppo sottile per essere usato comodamente a lungo, ma dovrebbe condividere il pennino (Bock) con Perkeo e Student.
Pelikan Jazz: un'ottima penna, una scolastica Pelikan con un corpo presentabile, il tratto non è sottilissimo, ma un ferrogallico o un Pelikan Brillant Black lo correggono. Si trova nelle cartolerie tra i 13 e i 17 €. Per mani più piccole delle mie è perfetta, per le mie non è lunga abbastanza da renderla comoda alla lunga.
Pilot MR: nonstante sia una giapponese il suo M non è molto diverso da quello della Jazz, ma è più lunga e il pennino ha un non so che di migliore, costa dai 19,5 ai 24 €.
Se intendessi usare un ferrogallico prenderei una delle due precedenti, altrimenti un Fine giapponese o Wing Sung (una ottima cinese che propone penne economiche con caricamento a serbatoio). Personalmente prenderei una Platinum se la disponibilità in zona c'è. altrimenti un F giapponese, ricordandomi di firmare e fare esami con una BIC o una Pilot V5
ti hanno risposto persone molto più preparate di me, ma penso che qualcosa posso dirla. Ovvero fai attenzione all'inchiostro che andrai ad usare.
Innanzitutto, non tutti sono disponibili in zona e su la spesa richiesta dagli inchiostri le spedizioni incidono molto, e non tutti hanno caratteristiche adeguate a tutte le penne.
Gli inchiostri per stilografica hanno generalmente poca resistenza all'acqua e sono cancellabili con articoli noti comunemente come superpirat. Può essere molto comodo per correggere appunti, ma ciò li rende del tutto inadatti all'uso durante gli esami. Gli inchiostri indelebili sono pochi, non sempre disponibili in cartucce compatibili con la propria penna e spesso più problematici (se non altro perché meno fluidi). Inoltre gli inchiostri più economici hanno dei neri peggiori, per cui o rinunci al nero o sali di prezzo.
La soluzione razionalmente più comoda per risolvere questi problemi sarebbe affidarsi a Platinum e alle sue cartucce proprietarie, che possiedono il Carbon Black, ovvero un nero indelebile relativamente poco costoso da far funzionare sulle penne Platinum che hanno gli accorgimenti adatti a evitare la rapida essiccazione di quell'inchiostro. Te la caveresti con 4 € di penna e 3 € per 4 cartucce lunghe. L'altra faccia della medaglia è che ti legheresti mani e piedi ad un fornitore che non ha una rete di vendita molto estesa (e solitamente le spese ammontano a 5 €, più della penna e delle cartuccie.
Inchiostri indelebili comunque economici ma più reperibili sono i ferrogallici, solitamente quelli economici hanno un colore blu-nero che non apprezzo moltissimo, ma questo propone il mercato. Un secondo e meno soggettivo problema è che sono inchiostri poco fluidi, adatti a penne con alimentatori generosi e pennini M.
La Pilot MR media nella recensione che l'utente xFer ha fatto del R&K Salix ferrogallico ha restituito un bel tratto sottile, mentre quella penna caricata con cartucce Pelikan 4001 Blue Royale è un discreto innaffiatoio molto simile al tratto medio della Pelikan Jazz.
Personalmente ho provato il Pelikan 4001 Blu-Black (un ferrogallico a differenza del Royal Blu) e ha ridotto il tratto altrimenti ingestibile della mia Lamy Safari Extra Fine ma ha fatto scrivere problematicamente la mia Wing Sung 698 F (0.5) che scrive divinamente con inchiostri Herbin e Lamy (mediamente più costosi di R&K e Pelikan 4001).
In sintesi: è vero che un F orientale è più sottile di un F europeo, ma i medi si somigliano. Non è detto che uno è migliore dell'altro, perché una differenza enorme la fa l'inchiostro. Se un pennino fine può essere visto come più adatto alle esigenze di chi ha una grafia minuta (come me) bisogna ricordarsi che sarà più schizzinoso verso gli inchiostri più economici. Se un pennino M risulta troppo spesso lo si può ridurre usando inchiostri poco viscosi come il Peilkan 4001 Brillant Black o i ferrogallici.
Personalmente ho provato i pennini F ed EF Lamy: Il primo non era domabile nemmeno col 4001 Blu-Black, il secondo è quello che un Fine dovrebbe essere ma pur essendo scorrevole produce troppo rumore per i miei gusti.
La Wing Sung 698 0.5: una penna cinese molto ben recensita è un'ottimo suggerimento, ma è schizzinosa sugli inchiostri, si accontenta solo del meglio! Si scherza, bastano gli Herbin, che comunque non sono economicissimi.
Kaweco Sport EF: un EF vero al punto che avrei preferito un F. Il corpo è troppo sottile per essere usato comodamente a lungo, ma dovrebbe condividere il pennino (Bock) con Perkeo e Student.
Pelikan Jazz: un'ottima penna, una scolastica Pelikan con un corpo presentabile, il tratto non è sottilissimo, ma un ferrogallico o un Pelikan Brillant Black lo correggono. Si trova nelle cartolerie tra i 13 e i 17 €. Per mani più piccole delle mie è perfetta, per le mie non è lunga abbastanza da renderla comoda alla lunga.
Pilot MR: nonstante sia una giapponese il suo M non è molto diverso da quello della Jazz, ma è più lunga e il pennino ha un non so che di migliore, costa dai 19,5 ai 24 €.
Se intendessi usare un ferrogallico prenderei una delle due precedenti, altrimenti un Fine giapponese o Wing Sung (una ottima cinese che propone penne economiche con caricamento a serbatoio). Personalmente prenderei una Platinum se la disponibilità in zona c'è. altrimenti un F giapponese, ricordandomi di firmare e fare esami con una BIC o una Pilot V5
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La mia esperienza di universitario, pur risalendo al secolo scorso è che il Pelikan Royal Blue era perfetto per prendere appunti, la possibilità di usare il Super Pirat per cancellare mi permetteva di correggere gli errori. La non resistenza all'acqua non è stata un problema, non ho mai messo gli appunti a mollo. Inoltre non ci sono solo gli appunti, ma anche i ripassi, ricordo di avere riempito pagine su pagine mentre studiavo. Le cartucce blu Pelikan compatibili costano pochissimo, meno di molti inchiostri in calamaio.
Per gli esami, ricordo di averne fatti tanti con la stilografica e nessuno mi ha mai fatto storie perchè l'inchiostro non era permanente. In altri casi ho usato una normale biro Paper Mate. In fondo il numero di esami scritti che uno deve fare è ridotto e anche la quantità di cose che uno deve scrivere durante un esame. Non è come quando si prendono appunti a lezione o si ripassa. Se uno proprio vuole usare la stilografica in sede di esame scritto, può sempre ricorrere al ferrogallico.
Sulla praticità, come le cartucce non ce n'è. Qualsiasi altro sistema (converter, pistone, ...) ti vincola alla quantità di inchiostro nella penna. Il che non è solo il rischio di restare a secco sul più bello, ma anche che qualcosa vada storto, apri il cappuccio e trovi l'impugnatura allagata, magari perchè ha preso un colpo nella borsa. Raro, ma succede. Alcune penne sono più delicate di altre, ce ne sono alcune che basta muoverle bruscamente per rischiare che perdano la goccia. In una penna a cartucce, sciughi tutto con un fazzoletto di carta e anche se la cartuccia è rimasta semivuota per via dell'inchiostro perso, poco male, quando finisce la cambi in corsa. Ricaricare in corsa una penna a converter o a stantuffo nel mezzo di una lezione è quantomeno scomodo.
Per gli esami, ricordo di averne fatti tanti con la stilografica e nessuno mi ha mai fatto storie perchè l'inchiostro non era permanente. In altri casi ho usato una normale biro Paper Mate. In fondo il numero di esami scritti che uno deve fare è ridotto e anche la quantità di cose che uno deve scrivere durante un esame. Non è come quando si prendono appunti a lezione o si ripassa. Se uno proprio vuole usare la stilografica in sede di esame scritto, può sempre ricorrere al ferrogallico.
Sulla praticità, come le cartucce non ce n'è. Qualsiasi altro sistema (converter, pistone, ...) ti vincola alla quantità di inchiostro nella penna. Il che non è solo il rischio di restare a secco sul più bello, ma anche che qualcosa vada storto, apri il cappuccio e trovi l'impugnatura allagata, magari perchè ha preso un colpo nella borsa. Raro, ma succede. Alcune penne sono più delicate di altre, ce ne sono alcune che basta muoverle bruscamente per rischiare che perdano la goccia. In una penna a cartucce, sciughi tutto con un fazzoletto di carta e anche se la cartuccia è rimasta semivuota per via dell'inchiostro perso, poco male, quando finisce la cambi in corsa. Ricaricare in corsa una penna a converter o a stantuffo nel mezzo di una lezione è quantomeno scomodo.
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
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Consiglio prima stilografica per università
Assolutamente hai ragione, però mi sembrava corretto dirlo. Io uso una Wing Sung a pistone con inchiostri cancellabili verdi, finora è andato tutto bene non sono capitati ne incidenti ne scariche improvvise, per gli esami mi cautelo a prescindere usando una Pilot V5 nera o la Safari con 4001 blue/black. Il costo e la reperibilità di questo ferrogallico sono identici al Pelikan Royal Blue, ma l'uso dell'uno o dell'altro inchiostro mi farebbe preferire una penna o l'altra. Ho evidenziato l'uso del superpirat, proprio perché potrebbe essere un ulteriore vantaggio delle stilo rispetto alle biro (le biro cancellabili scrivono male).
Per quanto mi riguarda non ho nulla contro le cartucce, purché siano reperibili (standard o Lamy) ed economiche (standard). Il mio consiglio era di stare alla larga da formati diversi come i Pilot, i Sailor, gli Sheaffer, ecc…. I Platinum potrebbero essere una parziale eccezione per i motivi che ho detto, ma tutto è subordinato a dove abita, sono il primo a non avere rivenditori in zona e dunque non li uso.
Per quanto mi riguarda non ho nulla contro le cartucce, purché siano reperibili (standard o Lamy) ed economiche (standard). Il mio consiglio era di stare alla larga da formati diversi come i Pilot, i Sailor, gli Sheaffer, ecc…. I Platinum potrebbero essere una parziale eccezione per i motivi che ho detto, ma tutto è subordinato a dove abita, sono il primo a non avere rivenditori in zona e dunque non li uso.
Consiglio prima stilografica per università
Grazie mille dei consigli, per quanto riguarda l'inchiostro userei uno cancellabile per gli appunti ed esercizi che è utilissimo per apportare correzioni, e per fare esami una sfera normale non sarebbe un problema anche perchè gli esami sono 3 ogni 3 mesi. Io solitamente scrivo in nero per abitudine, ho letto che da un pò più di problemi ma non penso tali da non poterlo usare. Come metodo di caricamento forse sono meglio le cartucce o a pistone, non vorrei avere problemi nel bel mezzo di una lezione. Come cartucce per l'uso che ne faccio io forse sarebbe meglio penne che usano le standard perchè ho visto che sono più facilmente reperibili e i boccioni da 100 pezzi costano pochissimo mentre magari con una cartuccia proprietaria il prezzo sale e dato il notevole utilizzo non vorrei spendere più in cartucce che penna.