Ritorno all'analogico.
Inviato: sabato 23 giugno 2018, 18:20
<t>Buonasera,<br/>
grazie innanzitutto per far parte della vostra famiglia.<br/>
Mi chiamo Marcello, ho 46 anni, sono originario di Lecce ma sono trapiantato ormai da anni nel salernitano. Mi occupo di informatica di circa 28 anni.<br/>
Sarà stato proprio per il tipo di lavoro svolto e per la vita di ogni giorno ormai sempre più permeata dalla tecnologia e dall'automazione che il mio io più interiore ha sentito il bisogno fisiologico di un ritorno all'analogico. Per alcuni questo disagio dovuto alla tecnologia moderna, alla frenesia che essa comporta, al tempo che dovrebbe farci guadagnare ma che in realtà toglie (si pensi al tempo perso sui cellulari, social, pc, ecc.) si sarà manifestato nei modi più disparati, ad esempio co il ritorno al vinile. Per quanto mi riguarda questa necessità di prendersi una pausa da tutta questa virtualità si è inaspettatamente presentata con una curiosità per le penne stilografiche. Devo dire, ad onor di cronaca, che fin da piccolo ho avuto una discreta grafia che ho cercato di affinare nel corso degli anni. Ricordo che per la prima comunione ebbi in dono un'Aurora 88, ma a quel tempo ero poco attratto dalla magia che si celava in quell'oggetto. Oggi a distanza di molti anni, quella curiosità si è tramutato in interesse fino a diventare passione, non solo per le stilo, ma per i pennini, inchiostri e carta. Insomma per gli elementi necessari per una vera esperienza scrittoria.
Come dicevo in precedenza, l'interesse per le stilografiche è stato il pretesto per un progetto assai più ampio che altro non è che il ritorno ad una vita più semplice, fatta di gesti semplici che sempre più sembrano affievolirsi col passare del tempo, un vero e proprio ritorno all'analogico, non come modus operandi assoluto, ma complementare alla vita odierna.
Tornando al mondo delle stilografiche aggiungo che il mio interesse è per le quelle a buon mercato ma di qualità. Non disdegno le stilo costose per intenderci e non per una questione di budget, ma per me il valore relativo che mi può dare una stilo a buon mercato, che fa il proprio lavoro, è superiore a quello che mi potrebbe dare una penna di marca. Per farvi un esempio: tra i vari pc in mio possesso ne ho uno acquistato nel lontano 2008. Oggigiorno il medesimo è senza dubbio obsoleto. Tuttavia da tempo gli ho ridato una seconda vita installando un sistema linux specifico per vecchi pc. Ecco per me quello è il valore relativo di cui parlavo. Per me quel portatile ha un ritorno maggiore, più gusto, rispetto all'altro computer attuale di ultima generazione.
Tra i miei hobby: la lettura, le percussioni, la PNL, il cinema di qualità, le piante di peperoncino piccante e le relative cultivar.
Elenco alcune delle cose, riportate in ordine casuale, da cui sono particolarmente attratto: i salotti stile inglese, l'illuminazione a luce calda, le tradizioni e le gestualità di una volta, oggetti in legno, vigne, casali e masserie, le tradizioni legate al vino ed alla birra, le biblioteche con gli scaffali in legno, i quadri, i tappeti, biografie e autobiografie, il portamento di alcune donne che vanno oltre la semplice bellezza (il quid pluris), i brocardi latini, alcuni oggetti marinareschi (quali sestanti, ottanti e notturnali), le pipe (anche se ad oggi non le fumo), storia delle civiltà nonché delle relazioni internazionali, assaporare rum mentre ascolto musica cubana, ascoltare buona musica nelle giuste occasioni, le cene improvvisate e frugali tra amici ma soprattutto osservare le persone in genere, perché da chiunque c'è qualcosa da imparare.
Cosa non amo: confusione, luce bianca, l'apparire a scapito dell'essere (anche se ogni cosa richiede forma e sostanza come in una matrice).
Non mi dilungo oltre, penso di avervi ammorbato abbastanza. Sono curioso, invece, di leggere di voi.
Un saluto. Non fate caso agli orrori, ho scritto di getto.
Marcello
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grazie innanzitutto per far parte della vostra famiglia.<br/>
Mi chiamo Marcello, ho 46 anni, sono originario di Lecce ma sono trapiantato ormai da anni nel salernitano. Mi occupo di informatica di circa 28 anni.<br/>
Sarà stato proprio per il tipo di lavoro svolto e per la vita di ogni giorno ormai sempre più permeata dalla tecnologia e dall'automazione che il mio io più interiore ha sentito il bisogno fisiologico di un ritorno all'analogico. Per alcuni questo disagio dovuto alla tecnologia moderna, alla frenesia che essa comporta, al tempo che dovrebbe farci guadagnare ma che in realtà toglie (si pensi al tempo perso sui cellulari, social, pc, ecc.) si sarà manifestato nei modi più disparati, ad esempio co il ritorno al vinile. Per quanto mi riguarda questa necessità di prendersi una pausa da tutta questa virtualità si è inaspettatamente presentata con una curiosità per le penne stilografiche. Devo dire, ad onor di cronaca, che fin da piccolo ho avuto una discreta grafia che ho cercato di affinare nel corso degli anni. Ricordo che per la prima comunione ebbi in dono un'Aurora 88, ma a quel tempo ero poco attratto dalla magia che si celava in quell'oggetto. Oggi a distanza di molti anni, quella curiosità si è tramutato in interesse fino a diventare passione, non solo per le stilo, ma per i pennini, inchiostri e carta. Insomma per gli elementi necessari per una vera esperienza scrittoria.
Come dicevo in precedenza, l'interesse per le stilografiche è stato il pretesto per un progetto assai più ampio che altro non è che il ritorno ad una vita più semplice, fatta di gesti semplici che sempre più sembrano affievolirsi col passare del tempo, un vero e proprio ritorno all'analogico, non come modus operandi assoluto, ma complementare alla vita odierna.
Tornando al mondo delle stilografiche aggiungo che il mio interesse è per le quelle a buon mercato ma di qualità. Non disdegno le stilo costose per intenderci e non per una questione di budget, ma per me il valore relativo che mi può dare una stilo a buon mercato, che fa il proprio lavoro, è superiore a quello che mi potrebbe dare una penna di marca. Per farvi un esempio: tra i vari pc in mio possesso ne ho uno acquistato nel lontano 2008. Oggigiorno il medesimo è senza dubbio obsoleto. Tuttavia da tempo gli ho ridato una seconda vita installando un sistema linux specifico per vecchi pc. Ecco per me quello è il valore relativo di cui parlavo. Per me quel portatile ha un ritorno maggiore, più gusto, rispetto all'altro computer attuale di ultima generazione.
Tra i miei hobby: la lettura, le percussioni, la PNL, il cinema di qualità, le piante di peperoncino piccante e le relative cultivar.
Elenco alcune delle cose, riportate in ordine casuale, da cui sono particolarmente attratto: i salotti stile inglese, l'illuminazione a luce calda, le tradizioni e le gestualità di una volta, oggetti in legno, vigne, casali e masserie, le tradizioni legate al vino ed alla birra, le biblioteche con gli scaffali in legno, i quadri, i tappeti, biografie e autobiografie, il portamento di alcune donne che vanno oltre la semplice bellezza (il quid pluris), i brocardi latini, alcuni oggetti marinareschi (quali sestanti, ottanti e notturnali), le pipe (anche se ad oggi non le fumo), storia delle civiltà nonché delle relazioni internazionali, assaporare rum mentre ascolto musica cubana, ascoltare buona musica nelle giuste occasioni, le cene improvvisate e frugali tra amici ma soprattutto osservare le persone in genere, perché da chiunque c'è qualcosa da imparare.
Cosa non amo: confusione, luce bianca, l'apparire a scapito dell'essere (anche se ogni cosa richiede forma e sostanza come in una matrice).
Non mi dilungo oltre, penso di avervi ammorbato abbastanza. Sono curioso, invece, di leggere di voi.
Un saluto. Non fate caso agli orrori, ho scritto di getto.
Marcello
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