Presentazione di Giovanni
Inviato: lunedì 9 aprile 2018, 23:57
Rivolto un ringraziamento agli amministratori che mi hanno accolto, mi presento: sono Giovanni, ho 46 anni, vivo tra Cagliari e Milano e amo le penne stilografiche. Sono molto attratto sia dall'estetica che dai materiali che dalla tecnica, ovvero la storia della evoluzione dei brevetti sui sistemi di riempimento.
Ed è per questo che, pur avendo anche le mie belle penne nuove, e qualche cartuccia da portare in aereo, ho nella mia collezione una particolare attenzione per gli originali delle penne che hanno cambiato qualcosa, dalle safety, alla vacumatic, alla duofold, alle snorkel ed alle lever filler dalla commovente semplicità. Le penne d'epoca, in ebanite, in caseina, in celluloide, in 'permanite' o altri bizzarri nomi di allora, hanno per me più senso perché allora rappresentavano un vero progresso, una conquista, una sfida per la sopravvivenza sul mercato (a volte con un pizzico di concorrenza sleale) e non una raffinatezza per collezionisti. Sono vecchietti pieni di energia, e li uso ancora, compresa la mia waterman 42 in ebanite, guardando con indulgenza le mie camicie macchiate: loro possono permetterselo, una nuova no!
In aereo vado prevalentemente con la mia Parker 51 col Capillary filler, che ovviamente non teme vuoti d'aria: è stata lei, vecchia penna dismessa da mio padre, vissuta in un cassetto per decenni insieme all'altro mio primo amore, la Sheaffer Crest (nel collezionismo non v'è monogamia...) a farmi innamorare dell'oggetto enigmatico, perché non capivo affatto come funzionasse.
Il mio difetto è invece che, a parte pulire e tenere in ordine, la mia è tutta teoria: non so fare quasi nulla, quanto mi piacerebbe di più saperci mettere le mani!
Beh sono qui, spero di fare un bel percorso con voi.
Ed è per questo che, pur avendo anche le mie belle penne nuove, e qualche cartuccia da portare in aereo, ho nella mia collezione una particolare attenzione per gli originali delle penne che hanno cambiato qualcosa, dalle safety, alla vacumatic, alla duofold, alle snorkel ed alle lever filler dalla commovente semplicità. Le penne d'epoca, in ebanite, in caseina, in celluloide, in 'permanite' o altri bizzarri nomi di allora, hanno per me più senso perché allora rappresentavano un vero progresso, una conquista, una sfida per la sopravvivenza sul mercato (a volte con un pizzico di concorrenza sleale) e non una raffinatezza per collezionisti. Sono vecchietti pieni di energia, e li uso ancora, compresa la mia waterman 42 in ebanite, guardando con indulgenza le mie camicie macchiate: loro possono permetterselo, una nuova no!
In aereo vado prevalentemente con la mia Parker 51 col Capillary filler, che ovviamente non teme vuoti d'aria: è stata lei, vecchia penna dismessa da mio padre, vissuta in un cassetto per decenni insieme all'altro mio primo amore, la Sheaffer Crest (nel collezionismo non v'è monogamia...) a farmi innamorare dell'oggetto enigmatico, perché non capivo affatto come funzionasse.
Il mio difetto è invece che, a parte pulire e tenere in ordine, la mia è tutta teoria: non so fare quasi nulla, quanto mi piacerebbe di più saperci mettere le mani!
Beh sono qui, spero di fare un bel percorso con voi.