Mi dispiace ma non mi trovi d'accordo per nulla, se contesti tutti i produttori di marchi occidentali noti allora si, non vedo perché fare due pesi due misure. Le penne di Leonardo sono ottime avendo raccolto l'eredità di Delta, non sono seconde a nessuno.ASTROLUX ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 14:47
Tutte le mie penne (cinesi a parte), hanno i pennini in oro. Ciò che contesto nel caso di Leonardo è che pur montando un pennino commerciale, quindi non di propria manifattura, fa un ricarico palesemente esgerato sul prezzo di vendita. Ingiustificato dal richiamo del brand.
A parziale discolpa, potremmo dire che forse ha comprato "male" e deve rivendere "peggio". Speriamo che con l'avvento dei pennini Jowo, che in rete sembrano restare sotto i 100 euro, la politica cambi.
Su Aurora, non si può dire nulla...storicità del marchio, stile e qualità dei prodotti ne fanno un'eccellenza italiana.
Per quanto riguarda Santini, aspetto una versione della Libra che prenda spunto dalle critiche espresse sul forum (potenziale bacino di utenza), riducendo le dimensioni della penna o installando un pennino proporzionato alla stessa. Auguri alla Santini, perchè prosegua su un percorso di qualità a prezzo sostenibile.
Il mercato fa il prezzo ? Il mercato siamo noi, diventiamo clienti più esigenti e preparati, le aziende si adegueranno.
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Leonardo è Leonardo e Delta era Delta, così come Scribo non è la defunta Omas.francoiacc ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 19:20
Mi dispiace ma non mi trovi d'accordo per nulla, se contesti tutti i produttori di marchi occidentali noti allora si, non vedo perché fare due pesi due misure. Le penne di Leonardo sono ottime avendo raccolto l'eredità di Delta, non sono seconde a nessuno.
Un caso europeo:
Cleo skribent, marchio tedesco presente anche su amazon, penna stilografica a stantuffo a meno di 100 euro..con pennino in oro una maggiorazione di meno di 50 euro.
Quindi o questi vanno a rapinare i caveau delle banche o qualcuno ci marcia un po' troppo.

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Infatti Leonardo non è Delta, ha però ereditato molto da Delta e ciò le ha consentito di farsi subito conoscere per la qualità delle penne. Pensa che chi la possiede si chiama Matrone.ASTROLUX ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 19:56Leonardo è Leonardo e Delta era Delta, così come Scribo non è la defunta Omas.francoiacc ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 19:20
Mi dispiace ma non mi trovi d'accordo per nulla, se contesti tutti i produttori di marchi occidentali noti allora si, non vedo perché fare due pesi due misure. Le penne di Leonardo sono ottime avendo raccolto l'eredità di Delta, non sono seconde a nessuno.
Un caso europeo:
Cleo skribent, marchio tedesco presente anche su amazon, penna stilografica a stantuffo a meno di 100 euro..con pennino in oro una maggiorazione di meno di 50 euro.
Quindi o questi vanno a rapinare i caveau delle banche o qualcuno ci marcia un po' troppo.![]()
Comunque credo che mi stai fraintendendo, qua il discorso non è se Leonardo è Delta o meno, semplicemente che è già ampiamente riconosciuto come un marchio noto per la qualità dei suoi prodotti, e come altri nomi blasonati i pennini in oro se li fa pagare. Ripeto puoi ritenerlo ingiusto, e su questo non discuto, ma è in linea con i suoi diretti concorrenti. Quello che voglio dirti è semplicemente che non credo che debba farseli pagare di meno solo perché si chiama Leonardo, quindi secondo me se la crociata va fatta va fatta anche contro tanti altri marchi, non solo contro Leonardo, giusto per citarne qualcuno: Aurora, Visconti, Pelikan, Montegrappa e tanti altri che non mi sovvengono... e perché no anche Montblanc.
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Attualmente una Momento zero con pennino in oro 14k è prezzato più di una Pelikan M800... e non parlo delle offerte del warehouse o flash, ma basta cercare le M800 e M805 su Amazon.francoiacc ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 21:16Infatti Leonardo non è Delta, ha però ereditato molto da Delta e ciò le ha consentito di farsi subito conoscere per la qualità delle penne. Pensa che chi la possiede si chiama Matrone.ASTROLUX ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 19:56
Leonardo è Leonardo e Delta era Delta, così come Scribo non è la defunta Omas.
Un caso europeo:
Cleo skribent, marchio tedesco presente anche su amazon, penna stilografica a stantuffo a meno di 100 euro..con pennino in oro una maggiorazione di meno di 50 euro.
Quindi o questi vanno a rapinare i caveau delle banche o qualcuno ci marcia un po' troppo.![]()
Comunque credo che mi stai fraintendendo, qua il discorso non è se Leonardo è Delta o meno, semplicemente che è già ampiamente riconosciuto come un marchio noto per la qualità dei suoi prodotti, e come altri nomi blasonati i pennini in oro se li fa pagare. Ripeto puoi ritenerlo ingiusto, e su questo non discuto, ma è in linea con i suoi diretti concorrenti. Quello che voglio dirti è semplicemente che non credo che debba farseli pagare di meno solo perché si chiama Leonardo, quindi secondo me se la crociata va fatta va fatta anche contro tanti altri marchi, non solo contro Leonardo, giusto per citarne qualcuno: Aurora, Visconti, Pelikan, Montegrappa e tanti altri che non mi sovvengono... e perché no anche Montblanc.
Le Leonardo sono concorrenziali, solo nel segmento basso, cioè con pennino in acciaio i cui prezzi oscillano tra i 148 e178 euro. Nella fascia medio alta si scontrano con penne di ben altra caratura (a mio avviso) e mostrano tutte le loro debolezze.
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Non capisco, se i pennini in oro costano pochi spiccioli perché Pelikan sarebbe in diritto di venderli a 260€ ? Una Furore base costa 178, con pennino 14K 398 pertanto ci sono 220€ di differenza, quindi il pennino d'oro di Leonardo, considerando la caratura, è più o meno in linea con quello di Pelikan. Non capisco, perché dovremmo accettare il costo elevato di un pennino in oro Pelikan e non quello di Leonardo ? Scusa ma se l'oro cosa "x" costa "x" per tutti, o reputi che un marchio secondo te più noto possa giustificare questi eventuali sovrapprezzi?ASTROLUX ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 21:50Attualmente una Momento zero con pennino in oro 14k è prezzato più di una Pelikan M800... e non parlo delle offerte del warehouse o flash, ma basta cercare le M800 e M805 su Amazon.francoiacc ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 21:16
Infatti Leonardo non è Delta, ha però ereditato molto da Delta e ciò le ha consentito di farsi subito conoscere per la qualità delle penne. Pensa che chi la possiede si chiama Matrone.
Comunque credo che mi stai fraintendendo, qua il discorso non è se Leonardo è Delta o meno, semplicemente che è già ampiamente riconosciuto come un marchio noto per la qualità dei suoi prodotti, e come altri nomi blasonati i pennini in oro se li fa pagare. Ripeto puoi ritenerlo ingiusto, e su questo non discuto, ma è in linea con i suoi diretti concorrenti. Quello che voglio dirti è semplicemente che non credo che debba farseli pagare di meno solo perché si chiama Leonardo, quindi secondo me se la crociata va fatta va fatta anche contro tanti altri marchi, non solo contro Leonardo, giusto per citarne qualcuno: Aurora, Visconti, Pelikan, Montegrappa e tanti altri che non mi sovvengono... e perché no anche Montblanc.
Le Leonardo sono concorrenziali, solo nel segmento basso, cioè con pennino in acciaio i cui prezzi oscillano tra i 148 e178 euro. Nella fascia medio alta si scontrano con penne di ben altra caratura (a mio avviso) e mostrano tutte le loro debolezze.
Intelligenti pauca.
Ti rifaccio di nuovo la mia osservazione, se vuoi fare la crociata contro i costi elevati dei pennini in oro lo capisco perfettamente, se vuoi fare la crociata contro i costi elevati dei pennini in oro di Leonardo, per una sua presunta inferiorità ad altri marchi, non credo che sia corretto. E poi questa superiorità di Pelikan, come scrivi sopra, è una tua valutazione, rispettabile ma pur sempre soggettiva, ci sono molti altri che non la vedono e io sono tra questi.
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una M800 su amazon con pennino 18k, prodotto dalla stessa azienda costa meno di una momento zero con carica a captive converter con pennino Boch a 14k. A questo mi riferivo, non ho mai parlato di pennini forniti come ricambi...che come tutti i ricambi fanno altro prezzo.francoiacc ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 23:06Non capisco, se i pennini in oro costano pochi spiccioli perché Pelikan sarebbe in diritto di venderli a 260€ ? Una Furore base costa 178, con pennino 14K 398 pertanto ci sono 220€ di differenza, quindi il pennino d'oro di Leonardo, considerando la caratura, è più o meno in linea con quello di Pelikan. Non capisco, perché dovremmo accettare il costo elevato di un pennino in oro Pelikan e non quello di Leonardo ? Scusa ma se l'oro cosa "x" costa "x" per tutti, o reputi che un marchio secondo te più noto possa giustificare questi eventuali sovrapprezzi?ASTROLUX ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 21:50
Attualmente una Momento zero con pennino in oro 14k è prezzato più di una Pelikan M800... e non parlo delle offerte del warehouse o flash, ma basta cercare le M800 e M805 su Amazon.
Le Leonardo sono concorrenziali, solo nel segmento basso, cioè con pennino in acciaio i cui prezzi oscillano tra i 148 e178 euro. Nella fascia medio alta si scontrano con penne di ben altra caratura (a mio avviso) e mostrano tutte le loro debolezze.
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Ti rifaccio di nuovo la mia osservazione, se vuoi fare la crociata contro i costi elevati dei pennini in oro lo capisco perfettamente, se vuoi fare la crociata contro i costi elevati dei pennini in oro di Leonardo, per una sua presunta inferiorità ad altri marchi, non credo che sia corretto. E poi questa superiorità di Pelikan, come scrivi sopra, è una tua valutazione, rispettabile ma pur sempre soggettiva, ci sono molti altri che non la vedono e io sono tra questi.
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Allora ti ho frainteso, credevo si parlasse dei costi eccessivi dei pennini in oro non di costi di penne.
Comunque tecnicamente anche una M800 ha un captive converter, solo di capacità maggiore e meno visibile e secondo i tuoi calcoli un 18K dovrebbe venire circa 16,5€ di materiale contro i 13€ di un 14K, e questo a prescindere che lo produca Pelikan o Bock. Peraltro non so quanto lavoro artigianale ci sia in una M800, ma se la preferisci non lo discuto affatto.
De gustibus non est disputandum.
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Comunque tecnicamente anche una M800 ha un captive converter, solo di capacità maggiore e meno visibile e secondo i tuoi calcoli un 18K dovrebbe venire circa 16,5€ di materiale contro i 13€ di un 14K, e questo a prescindere che lo produca Pelikan o Bock. Peraltro non so quanto lavoro artigianale ci sia in una M800, ma se la preferisci non lo discuto affatto.
De gustibus non est disputandum.
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La M800 ha un caricamento a pistone tradizionale, autentico, ben lontano dal captive converter di Leonardo, di Sailor e di altri fabbricanti, come chiunque può facilmente vedere con i propri occhi smontando una M800 qualsiasi, magari per pulirla a fondo.francoiacc ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 23:54 Comunque tecnicamente anche una M800 ha un captive converter, solo di capacità maggiore e meno visibile
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Tecnicamente no, ti cito il Picardi "Inoltre in certi casi la distinzione è labile, anche la Pelikan 100 (la prima penna a stantuffo) aveva una “binde” a formare la parte decorativa esterna del corpo ed anche le Pelikan recenti (che restano un riferimento per le penne a stantuffo) hanno un corpo costituito da un doppio tubo".Monet63 ha scritto: ↑venerdì 27 settembre 2019, 0:11La M800 ha un caricamento a pistone tradizionale, autentico, ben lontano dal captive converter di Leonardo, di Sailor e di altri fabbricanti, come chiunque può facilmente vedere con i propri occhi smontando una M800 qualsiasi, magari per pulirla a fondo.francoiacc ha scritto: ↑giovedì 26 settembre 2019, 23:54 Comunque tecnicamente anche una M800 ha un captive converter, solo di capacità maggiore e meno visibile
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Non so che dirti. Con tutta la stima che ho per Piccardi, quelle che ho smontato io, comprese M200 e M800, non avevano il doppio tubo, e comunque il sistema era ben lontano dall'essere un captive converter.francoiacc ha scritto: ↑venerdì 27 settembre 2019, 6:29Tecnicamente no, ti cito il Picardi "Inoltre in certi casi la distinzione è labile, anche la Pelikan 100 (la prima penna a stantuffo) aveva una “binde” a formare la parte decorativa esterna del corpo ed anche le Pelikan recenti (che restano un riferimento per le penne a stantuffo) hanno un corpo costituito da un doppio tubo".Monet63 ha scritto: ↑venerdì 27 settembre 2019, 0:11
La M800 ha un caricamento a pistone tradizionale, autentico, ben lontano dal captive converter di Leonardo, di Sailor e di altri fabbricanti, come chiunque può facilmente vedere con i propri occhi smontando una M800 qualsiasi, magari per pulirla a fondo.
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Non è un captive converter, ma sono comunque realizzate con un doppio tubo, la parte interna su cui c'è anche la trasparenza a cui è incollata la parte esterna decorativa. Solo che è incollato parecchio bene, e non si separano sostanzialmente mai (ed eviterei di spezzarne una in due per controllare...). Su quelle antiche che si stacchi è un po' più facile.
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In molte penne a stantuffo, il meccanismo non sarà un captive converter, ma nella realtà è un pistone con il meccanismo di plastica non tanto diverso da quello di un converter, solo un po' più grande. In casa Pelikan il salto è dalla 800 in su, che ha il meccanismo in ottone, così come Delta aveva il meccanismo a frizione.
Detto questo, il captive converter della Leonardo non mi dispiace, esteticamente sembra un pistone, e se ha problemi lo posso sostituire. Per riparare una penna a stantuffo (che si era inceppato) ho speso una discreta sommetta, non dico che l'avrei potuta ricomprare nuova, ma poco ci mancava. Invece sono rimasto male nel vedere alcune penne vendute come a stantuffo che montavano incollato nel fusto un converter da due soldi, che non puoi nemmeno sostituire se si rompe.
Tornando alla produzione dei pennini, penso che abbia senso solo se i volumi produttivi lo giustificano, perchè se le apparecchiature restano ferme per il 90% del tempo, allora conviene approvigionarsi all'esterno. Leonardo al momento mi sembra ancora un prodotto di nicchia, fuori dai confini nazionali devo ancora vederne una nella vetrina di un negozio (le Delta le vedevo).
Detto questo, il captive converter della Leonardo non mi dispiace, esteticamente sembra un pistone, e se ha problemi lo posso sostituire. Per riparare una penna a stantuffo (che si era inceppato) ho speso una discreta sommetta, non dico che l'avrei potuta ricomprare nuova, ma poco ci mancava. Invece sono rimasto male nel vedere alcune penne vendute come a stantuffo che montavano incollato nel fusto un converter da due soldi, che non puoi nemmeno sostituire se si rompe.
Tornando alla produzione dei pennini, penso che abbia senso solo se i volumi produttivi lo giustificano, perchè se le apparecchiature restano ferme per il 90% del tempo, allora conviene approvigionarsi all'esterno. Leonardo al momento mi sembra ancora un prodotto di nicchia, fuori dai confini nazionali devo ancora vederne una nella vetrina di un negozio (le Delta le vedevo).
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
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ancora vederne una nella vetrina di un negozio
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Se la democrazia declina è perché la lasciamo declinare. Benedetto Croce
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Io le ho trovate all'Aia da P.W. Akkerman in vetrina.
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Ok, ora mi torna. Grazie!piccardi ha scritto: ↑venerdì 27 settembre 2019, 11:48Non è un captive converter, ma sono comunque realizzate con un doppio tubo, la parte interna su cui c'è anche la trasparenza a cui è incollata la parte esterna decorativa. Solo che è incollato parecchio bene, e non si separano sostanzialmente mai (ed eviterei di spezzarne una in due per controllare...). Su quelle antiche che si stacchi è un po' più facile.
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