Lamy Safari: una seconda impressione...

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Tribbo
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Lamy Safari: una seconda impressione...

Messaggio da Tribbo »

A volte le prime impressioni non è che siano sbagliate, semplicemente riflettono il nostro atteggiamento del momento...

Così, agli inizi del mio interesse per il mondo delle stilografiche, come molti di voi ho scelto di abbinare alla mia Pelikan M200 l'entry level per antonomasia: la Lamy Safari
La presi nella versione Umbra, opportunamente scelta con il pennino EF, perchè per quel poco che scrivevo, non avrei potuto gestire assolutamente un tratto troppo ampio. La comprai nel negozio fisico di Roma e rimasi molto divertito quando la signora Ornella (allora senza mascherina) mise un pezzo di scotch sul pennino e con un plateale gesto lo tirò via per sostituirlo con l'EF :D

Pieno di aspettative, tornato a casa iniziai a scrivere con la Lamy caricata con il suo nero proprietario e... ne rimasi sfavorevolmente impressionato, in quanto reputai subito il tratto eccessivamente abbondante per un EF nominale.

Così la lamy fu lavata e riposta in un cassetto

Nel frattempo ho comprato qualche .. alcune.. un pò.. si molte altre stilografiche :lol: ed ho iniziato sempre di più ad apprezzare questo strumento, guadagnando anche un nuovo gusto: quello della scrittura a mano libera

L'altro giorno, a due anni di distanza, spostando le cose nel cassetto ho visto la Lamy Safari fare capolino. Ho fatto "spallucce" e mi sono detto: ma si diamogli un'altra possibilità!

Detto fatto ho svuotato la cartuccia proprietaria, l'ho caricata con il Pilot Hiroshizuku Yu Yake arancione (ma si, abbondiamo..) e ho iniziato a scrivere con ben poche aspettative, ricordandomi la vecchia esperienza

Magia... il tratto che prima mi sembrava intollerabilmente spesso ora era del tutto gestibile, anzi mi comunicava espressività (anche arricchendo di espressione la mia scrittura). Il pennino scorreva dolcemente e la penna mi rendeva una sensazione di grande comodità, con le dita perfettamente posizionate sulle facce triangolari della sezione.

Insomma.. a due anni di distanza ho dovuto veramente ricredermi su questa penna!

A voi non è successo qualcosa di simile? Una penna accantonata con delusione, quasi con fastidio che ripresa dopo alcuni anni ha iniziato (inspiegabilmente?) a darvi soddisfazione?
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Monet63
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Messaggio da Monet63 »

Le prime impressioni, oltre a riflettere l'atteggiamento del momento, sono per l'appunto prime impressioni, cioè un qualcosa di affrettato in base al quale non si dovrebbero prendere decisioni.
E' vero, noi cambiamo, quindi cambiano necessità, gusti, idee. Se vuoi essere un minimo accurato e capire davvero dove sta l'inghippo devi, però, partire dallo stesso inchiostro e dalla stessa carta della scorsa volta, in modo da capire se sia cambiata la prima, importante variabile in gioco (lo scrivano).
Poi sarebbe da caricare di nuovo l'arancio Pilot (o qualsiasi cosa ti venga in mente), mantenendo la stessa carta, facendo caso alla seconda variabile (l'inchiostro).
Infine, la carta.
La carta è la variabile più importante; è in grado, a parità di pennino, di indurre ampi cambiamenti di profondità cromatica, brillantezza, sfumature, tratto (anche 2 o 3 misure), tempo di asciugatura; è il motivo per cui, quando si fa - ad esempio - la recensione di un inchiostro, è bene indicare che carta si è usata o, ancora meglio, testarlo su almeno due o tre carte diverse. Inoltre alcune carte (quelle più spesse e assorbenti) possono arrivare a mandare in asfissia un alimentatore che prima era sul filo di lana.
Se la carta è la stessa della scorsa volta, ti consiglio di provare nuovamente la penna con lo stesso inchiostro, e poi procedere con il resto.
:wave:
L’opera d’arte è sempre una confessione.
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MatteoM
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Messaggio da MatteoM »

Tribbo ha scritto: lunedì 6 settembre 2021, 23:16 A voi non è successo qualcosa di simile? Una penna accantonata con delusione, quasi con fastidio che ripresa dopo alcuni anni ha iniziato (inspiegabilmente?) a darvi soddisfazione?
Si, mi e' successo eccome!! Tempo fa ero tutto per i fini ed extra-fini, ma adesso che ho imparato a gestire tratti più' abbondanti, mi danno una grande soddisfazione!
Non si tratta solo di trovare il giusto accoppiamento penna-inchiostro-carta, anche gusti si evolvono... ;)
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Gargaros
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Messaggio da Gargaros »

Io ho avuto un'esperienza simile in generale coi tratti: all'inizio gradivo i tratti più sottili possibili, oggi non userei di norma qualcosa che sia più risicato di un F occidentale. In compenso però continuo a trovare antipatiche penne spacciate per M che però sono B.

Comunque, la mia Al Star (siamo lì, in fondo) con pennino EF è una delusione cosmica. Il pennino gratta che è una bruttezza. Il tratto invece direi che è un relativo EF. Preferisco usarla con uno stub 1.1.

Penne rivalutate dopo tot tempo? Boh, dovrei controllare nel diario... Ho una memoria del piffero. Ma dipende anche dalla mutevolezza dei miei gusti: a volte una penna appena presa mi entusiasma subito, poi cambio idea, poi ricambio idea, e via...


EDIT
Eccola, m'è tornata in mente: la Pilot Metropolitan. All'inizio fu amore, ma subito mi accorsi di quanto trovassi scomodo il dislivello tra sezione e fusto. In seguito l'ho ripresa e, beh, oggi la uso con gran piacere.
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Messaggio da Spiller84 »

A me è capitato con la Loom. Non mi piaceva la forma, non mi piaceva soprattutto quella in metallo lucido, la trovavo sgraziata... Poi, ne ho regalata una a chi piaceva, la ho provata un po', e alla fine... ne ho comprata una, in metallo lucido, e mi ci trovo bene, scrive benissimo e la sento bene in mano, la sezione in metallo satinata non mi risulta troppo scivolosa. La ho rivalutata alla grande, e oggi la ritengo una ottima penna. Soprattutto perché la ho acquistata a metà del suo prezzo originario :D. Ancora non riesco a convincermi a comprare un pennino broad, sono più per i fini o al massimo medi. Forse qualche stub come quello della Pluminix, uno stub medio :think:
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