Lamy problematica
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Ciao,
Per Natale ho acquistato due lamy safari una f per me e una m per la mia ragazza. La mia scrive senza alcun problema ma con quella della mia ragazza qualcosa non va.
La ho provata io stesso ed effettivamente non solo secca molto velocemente rendendo difficile ripartire dopo pochi secondi di sosta ma soprattutto sembra scorrere molto poco sulla carta come se vi fosse un attrito maggiore sulla carta.
La sensazione non è di tagliare o grattare in modo affilato piuttosto la stilo anzi che scorrere come la mia va trascinata come se fosse una bic scarica...
Ho provato a fare cadere una goccia di inchiostro sul pennino per inzupparlo bene ma non è cambiato, ho provato anche a premere la cartuccia montata nella speranza facesse fluire l'inchiostro meglio che magari l'alimentatore andasse riempito bene ma nulla da fare.
Consigli? L'unica via è la sostituzione del pennino? E se fosse l'alimentatore? Magari c'è qualche pulizia che potrebbe aiutare? Ho letto che a volte si trovano residui di cere.
Per Natale ho acquistato due lamy safari una f per me e una m per la mia ragazza. La mia scrive senza alcun problema ma con quella della mia ragazza qualcosa non va.
La ho provata io stesso ed effettivamente non solo secca molto velocemente rendendo difficile ripartire dopo pochi secondi di sosta ma soprattutto sembra scorrere molto poco sulla carta come se vi fosse un attrito maggiore sulla carta.
La sensazione non è di tagliare o grattare in modo affilato piuttosto la stilo anzi che scorrere come la mia va trascinata come se fosse una bic scarica...
Ho provato a fare cadere una goccia di inchiostro sul pennino per inzupparlo bene ma non è cambiato, ho provato anche a premere la cartuccia montata nella speranza facesse fluire l'inchiostro meglio che magari l'alimentatore andasse riempito bene ma nulla da fare.
Consigli? L'unica via è la sostituzione del pennino? E se fosse l'alimentatore? Magari c'è qualche pulizia che potrebbe aiutare? Ho letto che a volte si trovano residui di cere.
- Phormula
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Comincia a guardare i rebbi del pennino per vedere che non siano disallineati.
E ovviamente verifica che il pennino sia montato bene sull'alimentatore.
Se il problema persiste, puoi provare a fare quello che io chiamo "condizionamento" dell'alimentatore.
E ovviamente verifica che il pennino sia montato bene sull'alimentatore.
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E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
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Per pulizia sarebbe indicato lavare ogni penna nuova con una goccia di detersivo per i piatti, comunque non mi sembra questo il problema, ho un pennino M che mi ha dato lo stesso problema, i rebbi erano allineati ma a mio parere troppo stretti li ho allargati un poco e il pennino ha preso ad andare meglio, ma a differenza di un altro M che ho ha sempre un certo feedback è sempre più spigoloso. Prova a fare un lavaggio per iniziare.
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Io adotto una soluzione più drastica, una vera e propria siringata di sgrassante (lo Chantecler va benissimo) sparata nell'alimentatore con una cartuccia e lasciata agire per un quarto d'ora, seguita da abbondante risciacquo. Gli alimentatori moderni sono stampati ad iniezione e spesso vengono aggiunti additivi alla plastica o spruzzati lubrificanti sullo stampo per facilitare il distacco. Questo altera tantissimo lo scorrimento dell'inchiostro. A volte mi sono uscite morchie dovute a prove per intinzione effettuate dal negozio non seguite da un adeguato lavaggio. Comunque con questo trattamento molte penne dal flusso problematico prive di difetti ai pennini sono diventate dei gioiellini.
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Ma le "morchie" dovute a prove per intinzione non sarebbero uscite anche con l'acqua? O al limite con ammoniaca diluita, come ai vecchi tempi? E non avrebbe senso iniziare con prodotti meno aggressivi di uno sgrassatore commerciale?Phormula ha scritto: ↑mercoledì 30 dicembre 2020, 21:13Io adotto una soluzione più drastica, una vera e propria siringata di sgrassante (lo Chantecler va benissimo) sparata nell'alimentatore con una cartuccia e lasciata agire per un quarto d'ora, seguita da abbondante risciacquo. Gli alimentatori moderni sono stampati ad iniezione e spesso vengono aggiunti additivi alla plastica o spruzzati lubrificanti sullo stampo per facilitare il distacco. Questo altera tantissimo lo scorrimento dell'inchiostro. A volte mi sono uscite morchie dovute a prove per intinzione effettuate dal negozio non seguite da un adeguato lavaggio. Comunque con questo trattamento molte penne dal flusso problematico prive di difetti ai pennini sono diventate dei gioiellini.
Lo chiedo per due motivi: sia perchè vedo sempre più spesso consigliato lo chanteclair su questo forum ultimamente (e non capisco se ci sia un'epidemia di grasso occulto negli alimentatori o cosa) ma anche perchè apprezzo i tuoi interventi, che sono sempre molto "scientifici" e documentati, e quindi con piacere te lo chiedo. Grazie!
Venceremos.
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Mi sono fatto mandare qualche foto e il pennino mi sembra ben montato sull'alimentatore. Domani avrò modo di vederlo dal vivo e controllare meglio anche i rebbi. Magari vi carico qualche foto per avere un riscontro.
Nel caso non dovessero evidenziarsi i difetti sopra citati pensavo di procedere con la tecnica di phormula e solo in extremis allargare i rebbi anche perché non ho idea di come si faccia. Un piccolo chiarimento sulla tecnica dello sgrassatore, dovrei lavare la penna con acqua prima? Carico una cartuccia di sgrassatore e la spremo mentre è montata facendolo passare tutto nel pennino? E una volta finito ripeto in modo simile ma con acqua e magari poi lasciandola anche un po' a bagno?
Nel caso non dovessero evidenziarsi i difetti sopra citati pensavo di procedere con la tecnica di phormula e solo in extremis allargare i rebbi anche perché non ho idea di come si faccia. Un piccolo chiarimento sulla tecnica dello sgrassatore, dovrei lavare la penna con acqua prima? Carico una cartuccia di sgrassatore e la spremo mentre è montata facendolo passare tutto nel pennino? E una volta finito ripeto in modo simile ma con acqua e magari poi lasciandola anche un po' a bagno?
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Non è una tecnica da usare sugli alimentatori in ebanite, ma quelli di solito non hanno il problema.maylota ha scritto: ↑mercoledì 30 dicembre 2020, 21:48 Lo chiedo per due motivi: sia perchè vedo sempre più spesso consigliato lo chanteclair su questo forum ultimamente (e non capisco se ci sia un'epidemia di grasso occulto negli alimentatori o cosa) ma anche perchè apprezzo i tuoi interventi, che sono sempre molto "scientifici" e documentati, e quindi con piacere te lo chiedo. Grazie!
Parlare di epidemia in questo momento non è il caso

Per rispondere a Kiwi:
La tattica che uso io è lavare prima con acqua e poi infilare lo sgrassante utilizzando una cartuccia a cui ho tagliato il fondo. Appoggi l'ugello dell'erogatore alla cartuccia bucata e pompi fin che dal pennino esce sgrassante pulito. Poi sciacqui l'esterno della penna (chiudendo con un dito l'attacco, lasci agire per una mezz'oretta lo sgrassante all'interno e sciacqui abbondantemente appoggiando la cartuccia al rubinetto in maniera che il getto faccia una certa pressione. Lo Chanteclair è un ottimo prodotto e sinora non ha rovinato nessuna penna, ma credo che qualsiasi altro sgrassante faccia il lavoro. Ho provato anche prodotti come il Vetril, ma come lo Chanteclair non ce n'è.
Un negoziante serio fa le prove per intinzione con un un inchiostro come il Pelikan Royal Blue e lava la penna, ma le ho viste fare con gli inchiostri più disparati, spesso vecchi calamai, per cui non escludo che certe morchie abbiano bisogno di una spinta ulteriore rispetto al lavaggio di qualche minuto sotto il rubinetto o in ammollo. Mi sono capitate penne in condizioni terribili.
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Grazie molte per la spiegazione, la descrizione del processo produttivo degli alimentatori è illuminante.Phormula ha scritto: ↑mercoledì 30 dicembre 2020, 22:56
Parlare di epidemia in questo momento non è il casoperò gli alimentatori economici sono di polipropilene stampato ad iniezione, e per realizzare quella struttura serve un polimero molto fluido, che riempia bene lo stampo e che si stacchi altrettanto bene quando si deve espellere il pezzo finito. Più aumenta la velocità del processo, più aumenta l'importanza del rapido riempimento ed altrettanto rapido distacco. Questo può far si che sulla superficie dell'alimentatore ci siano sostanze oleose. Magari non su tutti, potrebbe essere che dopo un inciampo il tecnico abbia spruzzato dello spray sbloccante e quindi i primi alimentatori prodotti sono più unti dei successivi. Lo sgrassante serve appunto a questo, rimuovere i residui oleosi. Io preferisco spruzzarlo dalla cartuccia senza smontare l'alimentatore ed il pennino, perchè ci potrebbe essere contaminazione oleosa anche sul lato interno dell'impugnatura e perchè penso che se non è rotto non valga la pena di smontarlo e rischiare di romperlo. Un effetto collaterale dello sgrassante è anche quello di trattare superficialmente la plastica rendendola più idrofila, e quindi di facilitare lo scorrimento dell'inchiostro. E' per questo che lo lascio agire un po'.
Premesso che se è una procedura empiricamente funziona non vedo ragioni per metterla in dubbio, mi rimane una curiosità sull'uso "dell'opzione nucleare" (uno sgrassatore industriale) su alimentatori nuovi oppure su gruppi scrittura con qualche anno alle spalle ma con problemi di flusso.
Ho notato che qui lo Chanteclair è citato molto di frequente nei rimedi, ma ad esempio se vado su altri forum e cerco "degreaser", trovo forse meno consenso o interesse su sgrassatori molto aggressivi.
Il mio dubbio è che se diluisco dell'ammoniaca in acqua, so che cosa infilo nell'alimentatore. Anche se ci metto una dose omeopatica di liquido per lavare i piatti.
Se invece ci metto un prodotto con una formulazione commerciale studiata per consentire alla casalinga di Voghera di pulire senza sforzo una cucina sporca di unto incrostato, non so al 100% cosa ci sia dentro o quanto sia facile poi togliercelo dall'alimentatore.
In ogni caso, se funziona, si tratta di pura discussione teorica (forse borderline con la "fisima"), a meno che non ci siano altre evidenze che non conosco visto che non sono un chimico o tantomeno un esperto di fluidodinamica.

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Beh, è chiaro che io andrei con i guanti sulle penne vintage, che hanno materiali più delicati e che hanno subito gli insulti del tempo.
Sulle penne moderne invece dubito che uno sgrassatore domestico possa fare troppi danni, se l'alimentatore e l'impugnatura sono in plastica comune e non in ebanite o celluloide (due materie plastiche molto delicate, al punto da essere praticamente scomparse, e non per ragioni di costo).
Stiamo parlando di uno sgrassatore domestico, quindi qualcosa pensato per la casalinga di Voghera che deve sgrassare la cucina ma anche che non è detto che usi i guanti e gli occhiali di protezione dagli schizzi. Gli sgrassatori industriali sono mostruosamente più aggressivi, devono dare il risultato nel tempo e con lo sforzo minimo e richiedono misure di protezione per gli operatori che in casa non si usano.
Oltre agli alimentatori che nascono già unti di fabbrica, se così si può dire, nel corso del tempo certe sostanze tendono a migrare sulla superficie delle plastiche, per cui molte penne moderne che sono state prodotte anni fa e rimaste sugli scaffali o nei magazzini, possono presentare lo stesso problema. Anche qui, lo sgrassatore è la soluzione ideale.
Certo, si può provare con acqua o con acqua e ammoniaca o con acqua e quantità omeopatiche di detersivo per piatti. Ma non è detto che funzioni e se funziona ci vuole tempo, si tratta di rimuovere incrostazioni e sostanze che con l'acqua non sono molto affini. Se uno ha tempo e voglia, può provare a procedere per approssimazioni successive, fino al risultato che funziona.
Sulle penne moderne invece dubito che uno sgrassatore domestico possa fare troppi danni, se l'alimentatore e l'impugnatura sono in plastica comune e non in ebanite o celluloide (due materie plastiche molto delicate, al punto da essere praticamente scomparse, e non per ragioni di costo).
Stiamo parlando di uno sgrassatore domestico, quindi qualcosa pensato per la casalinga di Voghera che deve sgrassare la cucina ma anche che non è detto che usi i guanti e gli occhiali di protezione dagli schizzi. Gli sgrassatori industriali sono mostruosamente più aggressivi, devono dare il risultato nel tempo e con lo sforzo minimo e richiedono misure di protezione per gli operatori che in casa non si usano.
Oltre agli alimentatori che nascono già unti di fabbrica, se così si può dire, nel corso del tempo certe sostanze tendono a migrare sulla superficie delle plastiche, per cui molte penne moderne che sono state prodotte anni fa e rimaste sugli scaffali o nei magazzini, possono presentare lo stesso problema. Anche qui, lo sgrassatore è la soluzione ideale.
Certo, si può provare con acqua o con acqua e ammoniaca o con acqua e quantità omeopatiche di detersivo per piatti. Ma non è detto che funzioni e se funziona ci vuole tempo, si tratta di rimuovere incrostazioni e sostanze che con l'acqua non sono molto affini. Se uno ha tempo e voglia, può provare a procedere per approssimazioni successive, fino al risultato che funziona.
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https://forum.fountainpen.it/viewtopic. ... 416#p66416
Aggiungo qusto interessante scambio al link sopra.
Grazie Luca
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Grazie Luca
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?
Un bel panorama si vede dopo una bella salita
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Ciao,
Il pennino mi sembra ben montato i rebbi hanno qualcosa di strano ma non mi sembrano disallineati ma non me ne intendo vi metto qualche foto.
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- Phormula
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A vederli in fotografia, sembrano OK, io proverei il lavaggio con lo sgrassatore.
Il trattamento con lo sgrassatore è da prendere in considerazione su una penna nuova problematica o su una penna moderna che è rimasta inutilizzata per anni, per rimuovere eventuali sostanze oleose dal meccanismo di alimentazione. Oppure per una penna con residui di inchiostro di dubbia (o nota e tignosa) provenienza.
Non lo userei (e non lo uso) per una penna che mi è andata a secco con dentro una cartuccia di Pelikan 4001 Royal Blue, perchè per un inchiostro del genere l'acqua basta e avanza, l'ammollo più o meno prolungato risolve il problema.
La mia personale cassetta degli attrezzi:
Dal lato della penna:
Sciacquata sotto il rubinetto (manutenzione periodica preventiva e prima di togliere una penna dalla rotazione)
Ammollo con acqua più o meno prolungato (va bene per le penne andate a secco con dentro inchiostri non problematici, come il Pelikan Royal Blue)
Ammollo con acqua e goccia di detersivo (come sopra, accelera i tempi)
Ammollo con acqua ed etanolo 1:1 (va bene per residui di inchiostro che non vengono via con acqua, ideale per gli inchiostri parzialmente resistenti all'acqua)
Sgrassante domestico, lasciandolo agire nell'alimentatore per una mezz'oretta (ideale per penne problematiche da nuove o con inchiostri tignosi)
Acqua ossigenata (quando occorre intervenire permanentemente sulle caratteristiche idrofobiche di alimentatori e converter).
Salamoia (cit. Roger Rabbit)...
Dal lato dell'inchiostro:
Brillantante per lavastoviglie (ottimo per aumentare la fluidità, una goccia ogni 3-5 ml)
Biocida (per inchiostri che uso poco e potrebbero fare muffe, quello per i cosmetici fai da te va benissimo)
Grazie. In realtà, come in tutte le cose, la strategia dovrebbe essere adattata al problema.Ottorino ha scritto: ↑giovedì 31 dicembre 2020, 11:41 https://forum.fountainpen.it/viewtopic. ... 416#p66416
Aggiungo qusto interessante scambio al link sopra.
Grazie Luca
Il trattamento con lo sgrassatore è da prendere in considerazione su una penna nuova problematica o su una penna moderna che è rimasta inutilizzata per anni, per rimuovere eventuali sostanze oleose dal meccanismo di alimentazione. Oppure per una penna con residui di inchiostro di dubbia (o nota e tignosa) provenienza.
Non lo userei (e non lo uso) per una penna che mi è andata a secco con dentro una cartuccia di Pelikan 4001 Royal Blue, perchè per un inchiostro del genere l'acqua basta e avanza, l'ammollo più o meno prolungato risolve il problema.
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Ammollo con acqua più o meno prolungato (va bene per le penne andate a secco con dentro inchiostri non problematici, come il Pelikan Royal Blue)
Ammollo con acqua e goccia di detersivo (come sopra, accelera i tempi)
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Dal lato dell'inchiostro:
Brillantante per lavastoviglie (ottimo per aumentare la fluidità, una goccia ogni 3-5 ml)
Biocida (per inchiostri che uso poco e potrebbero fare muffe, quello per i cosmetici fai da te va benissimo)
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Una domanda: la triade acqua-ammoniaca-sapone (ossia quello che viene venduto a peso d'oro in boccettine con su scritto "pen flush") in che punto della cassetta degli attrezzi troverebbe eventualmente posto, dal punto di vista dell'efficacia chimica?Phormula ha scritto: ↑venerdì 1 gennaio 2021, 10:12
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Sciacquata sotto il rubinetto (manutenzione periodica preventiva e prima di togliere una penna dalla rotazione)
Ammollo con acqua più o meno prolungato (va bene per le penne andate a secco con dentro inchiostri non problematici, come il Pelikan Royal Blue)
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Per diagnosticare il problema della lamy, non potresti guardare cosa succede scambiando il pennino f e quello m?
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E' qualcosa che non uso, quindi nella mia scaletta non c'è.maylota ha scritto: ↑venerdì 1 gennaio 2021, 10:59 Una domanda: la triade acqua-ammoniaca-sapone (ossia quello che viene venduto a peso d'oro in boccettine con su scritto "pen flush") in che punto della cassetta degli attrezzi troverebbe eventualmente posto, dal punto di vista dell'efficacia chimica?
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.