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30 novembre 2024 - Hotel I Portici, via dell’Indipendenza 69
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Vigilia anomala
- Dory
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Vigilia anomala
Nella mia famiglia la Vigilia non é mai stata festeggiata in favore del giorno di Natale quando ci trovavamo per pranzo e successivo pellegrinaggio alla parentela per auguri vari.
Era tradizione peró trovarsi con gli amici nella via principale del paese per fare gli auguri e bere un vin brulé in compagnia...non stasera, che dedicheró a qualche appunto sparso e biglietti di auguri vari che consegneró nei prossimi giorni.
Quali erano le vostre tradizioni e cosa fate in questa Vigilia anomala?
Anche se lontani, tanti auguri a tutti.
Era tradizione peró trovarsi con gli amici nella via principale del paese per fare gli auguri e bere un vin brulé in compagnia...non stasera, che dedicheró a qualche appunto sparso e biglietti di auguri vari che consegneró nei prossimi giorni.
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Da bravi "sudisti" noi di solito ci riuniamo fra parenti per divorare quantità industriali di pesce, dopo il quasidigiuno del giorno. La vigilia per me è sempre stata problematica perché non mangio pesce, ad eccezione del tonno in scatola che sa poco di pesce, per l'appunto. Dopo cena, e dopo le chiacchiere varie accompagnati da dolci e amaro o qualche liquore home made, ci si incontrava con gli amici nel paesello per scambiarci gli auguri. Stasera, auguri online anche con gli amici che avrei visto in giro, e un po' di lettura vicino la stufa a legna. E un onnipresente e piacevole tè ad avvolgere il tutto.
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Nel mio paese è tradizione, nella vigilia del Natale, che un un gruppo di cantori accompagnati dalla fisarmonica canti "l'oggi è nato" una antica filastrocca natalizia ormai quasi scomparsa. Il gruppo si sposta di via in via e dove sosta gli abitanti della via preparano, su un banchetto, dolci, vin brulè e bevande calde. Chi vuole si accoda nel pellegrinare di strada in strada e poi tutti a messa. Stasera no.
mandi e Bon Nadâl a ducj (ciao e Buon Natale a tutti)
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Riccardo
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie (G.U.)
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Noi cenone... linguina al sugo di baccalà ...
Crostacei crudi...
E poi processione di mezzanotte per far nascere Gesù Bambino... con mio suocero e mio cognato con forti problemi di equilibrio... etilici...
Poi in piazza per amari... e botti!
Quest’anno vi scrivo dal letto..
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TOTO'
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Vigilia anomala
Lo stesso qui, ancora più a sud, grossomodo. A me queste feste speciali non mi sono mai piaciute,oltretutto sono vegano da più di venti anni, ma l'importanza di certe piccole cose la capisci bene quando per qualsiasi motivo non sei più libero di poterle fare.Spiller84 ha scritto: ↑giovedì 24 dicembre 2020, 21:42 Da bravi "sudisti" noi di solito ci riuniamo fra parenti per divorare quantità industriali di pesce, dopo il quasidigiuno del giorno. La vigilia per me è sempre stata problematica perché non mangio pesce, ad eccezione del tonno in scatola che sa poco di pesce, per l'appunto. Dopo cena, e dopo le chiacchiere varie accompagnati da dolci e amaro o qualche liquore home made, ci si incontrava con gli amici nel paesello per scambiarci gli auguri. Stasera, auguri online anche con gli amici che avrei visto in giro, e un po' di lettura vicino la stufa a legna. E un onnipresente e piacevole tè ad avvolgere il tutto.
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Vigilia anomala
Uguri, Dory.
Personalmente non ho mai fatto nulla alla vigilia. Però ci si incontrava in famiglia la sera e si faceva notte. A volte si organizzava la magnata a casa di mia sorella che abita in periferia, anzi diciamo pure in campagna, laddove si poteva fare la grigliata all'aria aperta (se il meteo lo permetteva). Altre a casa di un'altra sorella, dove però eravamo in venti chiusi in una sala da pranzo di quattro metri per otto (più o meno), tipo sardine in scatola, ma ci si divertiva comunque.
Ieri sera non abbiamo fatto nulla, quindi. Ma si tratta solo di saltare un anno, quindi non piangiamoci troppo addosso.
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Vigilia anomala
Io ieri sera ed anche oggi in casa con mia moglie, niente cene e pranzi in compagnia.
Io sono figlio unico e non ho più i genitori, i parenti di mia moglie genitori, sorelle, cognati e nipoti sono tutti positivi ed in quarantena
La vigilia da ragazzo per me era festa con cena, attesa della mezzanotte per i regali e la nascita del bambino Gesù, purtroppo esattamente 30 anni fa nel 1990 il 22 dicembre è venuta a mancare mia mamma ed il 24 mattina abbiamo celebrato il funerale, da allora non di riesco più a viverlo come un sereno giorno di festa.
Gli altri anni la compagnia e l’allegria dei nipoti attenuavano la tristezza ma quest’anno i ricordi e la nostalgia si sono fatti sentire pixel solito.
Io sono figlio unico e non ho più i genitori, i parenti di mia moglie genitori, sorelle, cognati e nipoti sono tutti positivi ed in quarantena
La vigilia da ragazzo per me era festa con cena, attesa della mezzanotte per i regali e la nascita del bambino Gesù, purtroppo esattamente 30 anni fa nel 1990 il 22 dicembre è venuta a mancare mia mamma ed il 24 mattina abbiamo celebrato il funerale, da allora non di riesco più a viverlo come un sereno giorno di festa.
Gli altri anni la compagnia e l’allegria dei nipoti attenuavano la tristezza ma quest’anno i ricordi e la nostalgia si sono fatti sentire pixel solito.
Cesare Augusto
- sussak
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Quanto ha iscritto mi ha colpito profondamente, perchè anch'io ho vissuto esattamente le tue esperienze.Automedonte ha scritto: ↑venerdì 25 dicembre 2020, 21:26 Io ieri sera ed anche oggi in casa con mia moglie, niente cene e pranzi in compagnia.
Io sono figlio unico e non ho più i genitori, i parenti di mia moglie genitori, sorelle, cognati e nipoti sono tutti positivi ed in quarantena
La vigilia da ragazzo per me era festa con cena, attesa della mezzanotte per i regali e la nascita del bambino Gesù, purtroppo esattamente 30 anni fa nel 1990 il 22 dicembre è venuta a mancare mia mamma ed il 24 mattina abbiamo celebrato il funerale, da allora non di riesco più a viverlo come un sereno giorno di festa.
Gli altri anni la compagnia e l’allegria dei nipoti attenuavano la tristezza ma quest’anno i ricordi e la nostalgia si sono fatti sentire pixel solito.
E' passato il desiderio di feste e l'allegria, che resta una maschera per le figlie ed i nipoti, ma il mio pensiero torna sempre amaramente indietro.
Inoltre, avendo vissuto in un'altra epoca, quella odierna corre troppo veloce per me, ed adattarmici costa sforzo.
Mia moglie, nata e per un poco cresciuta in campagna, è molto più ancorata alle tradizioni, che invece per me ormai significano poco.
Come poca è la voglia di divertirmi; questo mi aiuta nel forzato coprifuoco e clausura imposta, perchè non mi sento privato di nulla e le vivo senza disagio, bastandomi libri, diario, penne ed inchiostro (e la compagnia del mio cane).
Non l'ho detto a nessuno, ma come regalo ho ricevuto, a parte un paio di maglioni, l'iscrizione ed un corso di scrittura.
Nonostante tutto, buone feste, la vecchiaia è una fregatura.
Umberto
Se la democrazia declina è perché la lasciamo declinare. Benedetto Croce
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Vigilia anomala
Di solito tra sera della vigilia, mattina di Natale e mattina di santo Stefano panifico per un tot di persone in svariati nuclei familiari.
Quest'anno, non so come, son riuscita a passare comunque buona parte di questi giorni con impasti o cotture in corso, nonostante si fosse solo noi (niente visite, né a parenti né men che meno ad amici)… però una parte è già finita nel freezer (ho voluto comunque mantenere almeno parte della varietà).
Qualcuno dei parenti è stato visto in confcall, con altri solo telefonata, speriamo che l'anno prossimo vada meglio.
Certo che con la tecnologia anche solo di 20 anni fa sarebbe andata molto peggio.
Quest'anno, non so come, son riuscita a passare comunque buona parte di questi giorni con impasti o cotture in corso, nonostante si fosse solo noi (niente visite, né a parenti né men che meno ad amici)… però una parte è già finita nel freezer (ho voluto comunque mantenere almeno parte della varietà).
Qualcuno dei parenti è stato visto in confcall, con altri solo telefonata, speriamo che l'anno prossimo vada meglio.
Certo che con la tecnologia anche solo di 20 anni fa sarebbe andata molto peggio.
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Più che vigilia qui facevamo il pranzo di natale.Dory ha scritto: ↑giovedì 24 dicembre 2020, 21:30 Nella mia famiglia la Vigilia non é mai stata festeggiata in favore del giorno di Natale quando ci trovavamo per pranzo e successivo pellegrinaggio alla parentela per auguri vari.
Era tradizione peró trovarsi con gli amici nella via principale del paese per fare gli auguri e bere un vin brulé in compagnia...non stasera, che dedicheró a qualche appunto sparso e biglietti di auguri vari che consegneró nei prossimi giorni.
Quali erano le vostre tradizioni e cosa fate in questa Vigilia anomala?
Anche se lontani, tanti auguri a tutti.
Diciamo che io sono sempre stato abbastanza allergico alle feste in generale e, anzi, proprio agli ormai famosi assembramenti.
Le cene e i pranzi delle ricorrenze mi hanno sempre annoiato perché infarciti dei soliti discorsi che fanno le persone in tali occasioni.
La sera della vigilia invece mi è sempre piaciuta perché più intima e magica in attesa dei doni piovuti dal cielo fin sotto l'albero in compagnia degli immancabili film della disney.
Quest'anno, siccome mia moglie ieri e oggi era di turno nel suo reparto covid, abbiamo deciso di spostare le lancette indietro di 24 ore. Per me stasera è la vigilia (magica come sempre) e domani sarà natale con tanto di doni e pranzo solo tra noi tre.
Ho avvertito Enea che Babbo Natale da noi avrebbe tardato 24 ore.
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valhalla ha scritto: ↑venerdì 25 dicembre 2020, 22:07 Di solito tra sera della vigilia, mattina di Natale e mattina di santo Stefano panifico per un tot di persone in svariati nuclei familiari.
Quest'anno, non so come, son riuscita a passare comunque buona parte di questi giorni con impasti o cotture in corso, nonostante si fosse solo noi (niente visite, né a parenti né men che meno ad amici)… però una parte è già finita nel freezer (ho voluto comunque mantenere almeno parte della varietà).
Anche a me piace fare il pane ma lo faccio solo per il mio nucleo familiare; fra poco preparerò l'impasto per la pagnotta da infornare domani ; mi farebbe molto piacere scambiare opinioni, esperienze, ricette per imparare cose nuove e continuare a sperimentare (non smetto mai). Stasera invece pizza al piatto
A me la tristezza nei giorni di festa - ed anche quella nelle feste in genere - è venuta molto prima, a partire dai miei cinque anni di età per la morte improvvisa di mio padre e non è più andata via. Capisco quindi perfettamente lo stato d'animo di Automedonte e Sussak. Quest'anno siamo solo in tre perchè due dei miei tre figli vivono a Nord La lontananza viene comunque mitigata dalla tecnologia che aiuta con videochiamate ecc. e così noi neononni possiamo vedere il nipotino nato a maggio scorso, in pieno anno bisestile e pandemico Non mi lamento di nulla perchè guardandosi intorno si scorge con molta facilità chi sta peggio. Un saluto affettuoso a tutti i partecipanti a questo bel circolosussak ha scritto: ↑venerdì 25 dicembre 2020, 21:58
Quanto ha iscritto mi ha colpito profondamente, perchè anch'io ho vissuto esattamente le tue esperienze.
E' passato il desiderio di feste e l'allegria, che resta una maschera per le figlie ed i nipoti, ma il mio pensiero torna sempre amaramente indietro.
Inoltre, avendo vissuto in un'altra epoca, quella odierna corre troppo veloce per me, ed adattarmici costa sforzo.
Mia moglie, nata e per un poco cresciuta in campagna, è molto più ancorata alle tradizioni, che invece per me ormai significano poco.
Come poca è la voglia di divertirmi; questo mi aiuta nel forzato coprifuoco e clausura imposta, perchè non mi sento privato di nulla e le vivo senza disagio, bastandomi libri, diario, penne ed inchiostro (e la compagnia del mio cane).
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Vigilia anomala
Abbiamo cenato in cinque, io con la mia compagna e suo fratello con la moglie, a casa di mia suocera. Hanno preparato come di consueto, con tavolo molto ampio. Qualche mese fa la prima ondata si è portato via mio suocero, ma abbiamo fatto in modo che mia suocera fosse un minimo serena.
Ti capisco benissimo, caro amico. Io ho perso la mamma a 13 anni, il giorno dopo Natale del 1977 (oggi esattamente 43 anni) e, nonostante io sia stato abituato a crescere e vivere senza di lei in una situazione familiare a dir poco delicata, mi è sempre stato impossibile vedere il tutto con la tipica totale serenità.Automedonte ha scritto: ↑venerdì 25 dicembre 2020, 21:26 La vigilia da ragazzo per me era festa con cena, attesa della mezzanotte per i regali e la nascita del bambino Gesù, purtroppo esattamente 30 anni fa nel 1990 il 22 dicembre è venuta a mancare mia mamma ed il 24 mattina abbiamo celebrato il funerale, da allora non di riesco più a viverlo come un sereno giorno di festa.
L’opera d’arte è sempre una confessione.
Umberto Saba
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Mi spiace davvero per queste vostre esperienze.
Mi fate quasi sentire in colpa per la mia idiosincrasia verso gli assembramenti, ma si tratta di una faccenda innata, anzi ereditaria (colpisce anche mio padre).
I miei vecchi sono ancora vivi. Lotto con le unghie e con i denti per difenderli dal Covid, è molto stancante: loro non collaborano. Sono sacrifici che faccio volentieri ma che dopo quasi un anno di lotta mi stanno portando all'esaurimento.
Adesso che abbiamo diradato i contatti stretti con la mia famiglia di origine cresco mio figlio con il solo aiuto della suocera. Mia moglie fa cosa può perché essere infermiera in questo momento storico è una condizione gravosa.
Non per andare OT ma è per questo che aspetto il vaccino e che lo farò appena possibile. Non posso piu andare avanti così è troppo dispendioso. I miei cerco di tenerli in casa quanto più è possibile ma ciò significa fargli tutto... e se aggiungiamo la scarsa lucidità che rimane a mia madre... potete immaginare.
Mi fate quasi sentire in colpa per la mia idiosincrasia verso gli assembramenti, ma si tratta di una faccenda innata, anzi ereditaria (colpisce anche mio padre).
I miei vecchi sono ancora vivi. Lotto con le unghie e con i denti per difenderli dal Covid, è molto stancante: loro non collaborano. Sono sacrifici che faccio volentieri ma che dopo quasi un anno di lotta mi stanno portando all'esaurimento.
Adesso che abbiamo diradato i contatti stretti con la mia famiglia di origine cresco mio figlio con il solo aiuto della suocera. Mia moglie fa cosa può perché essere infermiera in questo momento storico è una condizione gravosa.
Non per andare OT ma è per questo che aspetto il vaccino e che lo farò appena possibile. Non posso piu andare avanti così è troppo dispendioso. I miei cerco di tenerli in casa quanto più è possibile ma ciò significa fargli tutto... e se aggiungiamo la scarsa lucidità che rimane a mia madre... potete immaginare.
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Vigilia anomala
Ma figurati! Io, poi, sono abbastanza solitario per natura, e passando ogni giorno, da anni, la maggior parte del tempo a dipingere, per me l'unica differenza con un lockdown è dovermi fare il caffé in casa anziché prenderlo al bar. Sotto questo aspetto sono molto fortunato, non percepisco differenze e reggo molto bene.
Idem. Io faccio parte di una di quelle generazioni che hanno potuto vivere abbastanza serenamente grazie ai vaccini, quindi lo farò appena potrò farlo.
L’opera d’arte è sempre una confessione.
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