Converter o pistone?

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Monet63
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Converter o pistone?

Messaggio da Monet63 »

Pierre ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 8:36 La domanda è: mi sfugge qualcosa? Sono io che nn capisco le qualità del pistone?
Semplicemente, preferisci quello.
Il converter ha moltissimi pro, e personalmente non vedo svantaggi, tanto che è il mio sistema preferito. Non sto lì a fare i calcoli circa la capacità di uno o dell'altro sistema, ma dato che trovo tutti i miei inchiostri preferiti anche in cartuccia, se devo andare in giro e prevedo di scrivere molto trovo più logico portare una o due scatoline di quelle, con un'autonomia impensabile per qualsiasi metodo di caricamento.
Posseggo anche alcune penne a pistone, ma il grosso è tutto a cartuccia/converter.
L'unica cosa che mi infastidisce molto è quando qualche fabbricante "salda" un converter al corpo, impedendone la facile rimozione, solo per poter parlare di "pistone", perché vengono meno tutti i vantaggi.
:wave:
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Messaggio da DRJEKILL »

Per me dipende molto dalla tipologia di pistone...
Per esempio Pelikan... con la facilità con cui si smonta
Il pennino e serbatoio, rende molto facile anche la pulizia...
E hai una grande autonomia, hai la finestra (quindi ricarichi sempre verso la fine della ricarica e non rimani a secco quando sei fuori), hai la solidità del pistone,. Difficile trovare un sistema così... e quindi se non è possibile svitare il pennino, io preferisco il converter!!!
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Messaggio da francoiacc »

La cartuccia è l’evoluzione di anni di esperienza sui sistemi di ricarica, è pulito, funzionale ed efficiente. Una penna a pistone può contenere anche tanto inchiostro (e questa cosa sulle penne a pistone moderne è stato ampiamente smentito), ma non sarà mai quanto quello di una scatolina di cartucce che ci si può facilmente portare dietro (a differenza di una boccetta di inchiostro).
Il pistone serve solo a far lievitare il prezzo di una penna rendendola più esclusiva.
Detto questo per me il sistema di ricarica non è una discriminante nell scelta di una penna, basta che funzioni. :wave:
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Phormula
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Messaggio da Phormula »

L'unica cosa che mi infastidisce molto è quando qualche fabbricante "salda" un converter al corpo, impedendone la facile rimozione.
E' una cosa che mi fa arrabbiare, anche perchè la durata nel tempo di un converter non è certo quella di un pistone con un meccanismo fatto come si deve. Infatti avevo apprezzato la scelta fatta da Delta con la The Journal, ovvero vendere un converter "de luxe" che faceva assomigliare la penna ad una penna a pistone, ma che può essere sostituito se necessario.

Il fascino di alcune soluzioni poi risiede nella loro storicità. Se la cartuccia fosse il sistema adottato dal 1915 in avanti e il pistone fosse inventato oggi, probabilmente ci sarebbe chi sceglierebbe la cartuccia per la sua storicità.
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
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Pierre
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Messaggio da Pierre »

Phormula ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 15:00
L'unica cosa che mi infastidisce molto è quando qualche fabbricante "salda" un converter al corpo, impedendone la facile rimozione.
E' una cosa che mi fa arrabbiare, anche perchè la durata nel tempo di un converter non è certo quella di un pistone con un meccanismo fatto come si deve. Infatti avevo apprezzato la scelta fatta da Delta con la The Journal, ovvero vendere un converter "de luxe" che faceva assomigliare la penna ad una penna a pistone, ma che può essere sostituito se necessario.

Il fascino di alcune soluzioni poi risiede nella loro storicità. Se la cartuccia fosse il sistema adottato dal 1915 in avanti e il pistone fosse inventato oggi, probabilmente ci sarebbe chi sceglierebbe la cartuccia per la sua storicità.
Ecco secondo me il fascino del pistone sta proprio lì! Nella sua storicità! Tipo la kaweco sport un tempo era a pistone se non sbaglio... di fatto quelle di oggi ad essere cattivi sono imitazioni ad essere buoni riedizioni... lì sì forse il pistone fa la differenza in positivo.

Direi che questo è un inquadramento che mi piace. Le penne nate a pistone per il mio modo (rigido e becero, lo so) di pensare possono in effetti avere un senso anche oggi con il sistema di carica originario (mi viene in mente pelikan per esempio)... diversamente si tratta di scelte delle aziende per dare alle loro penne un tocco vintage (ma secondo me le due situazioni sono assai diverse: la prima è tradizione, la seconda intento pittoresco).

Le furore e momento zero grandi penso siano penne meravigliose ad esempio, ma io le avrei fatte con un bel converter. Poi certo avere tra le mani un esclusivo pistone targato Leonardo sarà una soddisfazione, ma cade il discorso storicità.
Una kaweco sport a pistone invece la prenderei subito, non capisco perché nn la facciano!
Pierre

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Messaggio da Spiller84 »

Io sono fra quelli che preferisce il sistema cartuccia/converter. Certo, pistoni o siringhe rovesciate sono più "di qualità" e affascinanti da usare, ma ad esempio nel caso delle cartucce internazionali, si può anche togliere la cartuccia da una penna e inserirla in un'altra, per vedere come va quell'inchiostro lì dentro. Poi, in giro due o tre scatolette di cartucce è facile portarle in giro anche in tasca, mentre con le boccette è un po' più difficile. Poi, se una penna ha un bel gruppo scrittura, funziona eggregiamente sia a cartuccia, a converter o a pistone che sia. Se poi ci mettiamo una bella estetica, che piace a noi, stiamo a cavallo
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Phormula
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Messaggio da Phormula »

Il motivo per cui le aziende riducono la capienza dei serbatoi nelle penne a pistone è che all'aumentare della capienza del serbatoio, aumentano i problemi di incostanza del flusso. Io ho sperimentato penne con caricamento a siringa rovesciata che andavano a secco dopo due pagine di scrittura continua. Inoltre, se escludiamo l'ambito scolastico (a tutti i livelli, dalle elementari all'università) oggi si scrive molto meno di un tempo.
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
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Messaggio da maylota »

Pierre ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 15:48
Ecco secondo me il fascino del pistone sta proprio lì! Nella sua storicità! Tipo la kaweco sport un tempo era a pistone se non sbaglio... di fatto quelle di oggi ad essere cattivi sono imitazioni ad essere buoni riedizioni... lì sì forse il pistone fa la differenza in positivo.
Rimanendo nel puro ambito di discussione teorica ...sulla "storicità" del pistone si potrebbe anche discutere.

E' arrivato solo negli anni 30 quando una certa parte della storia delle stilografiche era già stata scritta, è stato ignorato dalle storiche marche USA (a parte un isolato modello), dagli Inglesi e dai Giapponesi.

In linea teorica, se vogliamo parlare di "storicità", l'ideale sarebbe riproporre in chiave moderna una delle tante variazioni sul tema del sistema a compressione del serbatoio (c'è solo l'imbarazzo della scelta).

La realtà è che la stragrande maggioranza di chi ha usato una stilografica nella storia (specie ai tempi d'oro), non ha avuto in mano una penna a pistone, credo.
Venceremos.
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rolex hunter
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Messaggio da rolex hunter »

Pierre ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 13:42
Grazie per la disponibilità, Giorgio!
Allora vedrò a tempo debito.
La mia manualità è limitatissima comunque.
Quando devo fare il primo "tagliando" ?
Manutenzione "ordinaria" (se fossi un militare, diresti "da campagna"):

quando cambi l'inchiostro (colore o marca)
oppure

(se sei tendenzialmente un "perfettino") :mrgreen:
quando finisci la carica di inchiostro (ma credimi, a meno di inchiostri fortemente pigmentati o con inclusioni tipo "shimmering", non ne vale la pena)
  • Lavaggio del gruppo scrittura, prima sciacquando sotto il rubinetto e poi lasciando a bagno il pennino (e parte della sezione) una mezz'oretta in acqua, per finire aspirando ed espellendo acqua finché non esce (quasi) pulita.
  • Poi assorbi l'acqua dal gruppo scrittura usando qualcosa di assorbente (carta da cucina, asciugoni, carta igienica....)
  • Se contestualmente programmi di "metterla a riposo" per qualche tempo (qualche mese, almeno), prima di chiuderla (avvitando/chiudendo il cappuccio) lasciala a riposare, a pennino scoperto,magari inclinata con il pennino verso il basso, una giornata o più per consentire all'acqua dentro la penna di evaporare.
Manutenzione "straordinaria"
Di solito implica lo smontaggio di tutta o parte della penna.

Per sapere "se e quando" si segue il (sacro e saggio) principio "se non è rotto, non cercare di aggiustarlo".

Se ti ritrovi con una penna che non carica, gocciola dal pennino, improvvisamente (stesso inchiostro e nel giro di uno-due giorni) ha variato il modo di scrivere (scriveva "secco" ed ora è un fiume, o viceversa), oppure ti è caduta e adesso magari il pennino gratta, o non scrive...

Ecco, allora si può cominciare ad indagare sul motivo, il che potrebbe portare ad un intervento approfondito, che potresti essere in grado di eseguire tu (con supporto ed ausilio della comunità) oppure deve essere eseguito da un professionista.

Di solito, fatti salvi i sopra descritti accadimenti "traumatici" e "straordinari", una penna può restare in buona salute e ottime condizioni d'uso anche per decenni (no, non è un'esagerazione) senza alcun "tagliando".
Giorgio

la penna perfetta non esiste, quindi per essere felici bisogna avere tante penne (cit.)
&...
I don't want to belong to any club that will accept people like me as a member (cit)
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Messaggio da sussak »

rolex hunter ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 16:42
Di solito, fatti salvi i sopra descritti accadimenti "traumatici" e "straordinari", una penna può restare in buona salute e ottime condizioni d'uso anche per decenni (no, non è un'esagerazione) senza alcun "tagliando".
In effetti la mia Pelikan M800, che mi è servita per 40 anni di lavoro, funziona come nuova, senza alcun intervento.
Su di lei posso sempre contare, anche dopo un mese od un anno che non la uso. E' fantastica.
Umberto

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Messaggio da piccardi »

DRJEKILL ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 14:38 E hai una grande autonomia, hai la finestra (quindi ricarichi sempre verso la fine della ricarica e non rimani a secco quando sei fuori), hai la solidità del pistone,.
La finestra si, la grande autonomia sicuramente no. Una cartuccia internazionale lunga surclassa agevolmente tutte le MXXX, a parte, forse, la M1000, che non ho potuto misurare, ma che non mi aspetto poi sia così diversa dalle altre.

Vedi https://www.fountainpen.it/Capacit%C3%A ... camento/it

I converter cubano senz'altro meno, ma non così tanto (il CON70 era dato per 0.9-1.0 ml, dovrei misurarlo...).

Simone
Questo è un forum in italiano, per pietà evitiamo certi obbrobri linguistici:
viewtopic.php?f=19&t=3123
e per aiutare chi non trova un termine:
viewtopic.php?f=19&t=1758
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Messaggio da Phormula »

E' vero che la M1000 ha un serbatoio enorme, ma la penna è un annaffiatoio anche con il pennino EF, per cui alla fine il numero di pagine che si riescono a scrivere non cambia. Io ho fatto il confronto tra le due, e la M1005 ha meno autonomia della Delta Dolcevita a pistone.
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Messaggio da DRJEKILL »

piccardi ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 18:21
DRJEKILL ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 14:38 E hai una grande autonomia, .
La finestra si, la grande autonomia sicuramente no. Una cartuccia internazionale lunga surclassa agevolmente tutte le MXXX,

I converter cubano senz'altro meno, ma non così tanto (il CON70 era dato per 0.9-1.0 ml, dovrei misurarlo...).

Simone
Eh si hai ragione...Effettivamente...
anche se di cartucce lunghe non c’e tutta la scelta dei calamai...
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Messaggio da sussak »

Phormula ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 18:42 E' vero che la M1000 ha un serbatoio enorme, ma la penna è un annaffiatoio anche con il pennino EF, per cui alla fine il numero di pagine che si riescono a scrivere non cambia. Io ho fatto il confronto tra le due, e la M1005 ha meno autonomia della Delta Dolcevita a pistone.
la mia M800 ha un pennino EF che naturalmente scrive come un M, come d'uso per i Pelikan, ma il flusso è sempre stato normale.
Per le minute delle relazioni da battere a macchina usavo i quinterni, e normalmente mi scriveva cinque o sei fogli di 4 facciate senza bisogno di alcuna ricarica. Tenere in ufficio una bottiglietta di inchiostro poi non è questo gran disturbo, e per l'uso fuori di casa non è che occorra poi questa enorme autonomia. Se poi trovassi una M1000 ad un prezzo umano, la comprerei più che volentieri.
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Messaggio da Phormula »

sussak ha scritto: mercoledì 23 dicembre 2020, 19:27 la mia M800 ha un pennino EF che naturalmente scrive come un M, come d'uso per i Pelikan, ma il flusso è sempre stato normale.
Per le minute delle relazioni da battere a macchina usavo i quinterni, e normalmente mi scriveva cinque o sei fogli di 4 facciate senza bisogno di alcuna ricarica. Tenere in ufficio una bottiglietta di inchiostro poi non è questo gran disturbo, e per l'uso fuori di casa non è che occorra poi questa enorme autonomia. Se poi trovassi una M1000 ad un prezzo umano, la comprerei più che volentieri.
Ma mia M1005 pennino EF scrive molto più largo e moooolto più copiosamente della M805 con pennino F.
Fai conto che con un pieno scrivi più o meno altrettanto, ma caricare una M1000 con un inchiostro premium è un Euro che se ne va.
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