Quali pennini carenati semicarenati e di forma contemporanei?
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Quali pennini carenati semicarenati e di forma contemporanei?
Salve a tutti,
non sapevo come intitolare la discussione o come fare ricerca sul forum per l'argomento, quindi chiedo ai più esperti di indirizzarmi.
Secondo voi quali sono le penne in commercio che valga la pena comprare da nuove?
Messe sull'altare le 51 o 88 e vintage varie, cosa vale la pena acquistare:
- Lamy 2000
- Pilot Vanishing point (è una carenata? mmmhhh)
- Waterman carene (è un carenato? O è di "forma" per usare un termine orologiero...)
- Pilot Elite 95 (di che categoria fa parte ?)
Grazie a tutti per le eventuali risposte.
Davide
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Quali pennini carenati semicarenati e di forma contemporanei?
Io voto la Jinhao 51A, la Lamy 2000 e la new Parker 51 fra qualche mese.
Venceremos.
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Quali pennini carenati semicarenati e di forma contemporanei?
Fra le cinesi di pennini carenati ce ne sono a bizzeffe. Non so se valga la pena comprarle però. Ho una 51a,ma pennino scoperto, si comporta bene ma non fa testo. Credo che Lamy 2000 e Pilot Vanishing point, se può definirsi carenato, valgano la spesa. La nuova Parker 51, secondo me con il cappuccio avvitato, perde quell'immediatezza d'uso che la contraddistingue.
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Quali pennini carenati semicarenati e di forma contemporanei?
wing sung 601 (ovvero una 51 moderna, pump filler)Emazione ha scritto: ↑sabato 14 novembre 2020, 20:32 Salve a tutti,
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lamy 2000, M e basta
usata, duocart 2017 mk2 (di listino costa quanto la 2000 su amazon, sezione stampata e pennino in acciaio ma gran fascino)
ottime anche carene e decimo (meglio della VP): peschi bene in ogni caso, anche se sali di prezzo. la carene e' interessante, pennino un po' stub, perfino l'F
95? i don't do pocket pens
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Perchè la 2000 solo M, è un pennino capriccioso?merloplano ha scritto: ↑sabato 14 novembre 2020, 21:48wing sung 601 (ovvero una 51 moderna, pump filler)Emazione ha scritto: ↑sabato 14 novembre 2020, 20:32 Salve a tutti,
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ottime anche carene e decimo (meglio della VP): peschi bene in ogni caso, anche se sali di prezzo. la carene e' interessante, pennino un po' stub, perfino l'F
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Lamy 2000, concordo, nuova, si trova a cifre ragionevoli, bella penna davvero.
Waterman Carene, non ne possiedo una, ma se ne parla un gran bene. Come spesso accade con le Waterman di un certo livello minimo, pare che il punto forte sia il pennino.
La Vanishing Point è una penna particolare, non ne possiedo una, ma l'ho provata, scrive davvero bene. Tuttavia io la clip in mezzo alle dita mentre scrivo non riesco proprio a mandarla giù...
Duocart nuova (finta Duocart, nel senso che due cartucce non le porta), nuova di negozio no, la richiesta è eccessiva, tuttavia la Esselunga le dava in omaggio ai clienti e se ne trovano ancora in giro tra i 50-70 euro nuove inusate, a quella cifra è una penna che vale. Si impugna bene, come una 51, con un filo di corpo in più, il pennino è in acciaio ma morbido, l'alimentatore è in ebanite. Bisogna fare attenzione nel togliere il cappuccio, ruotarlo leggermente, è talmente a tenuta che se estratto in fretta crea il vuoto e succhia l'inchiostro fuori dal pennino...
Waterman Carene, non ne possiedo una, ma se ne parla un gran bene. Come spesso accade con le Waterman di un certo livello minimo, pare che il punto forte sia il pennino.
La Vanishing Point è una penna particolare, non ne possiedo una, ma l'ho provata, scrive davvero bene. Tuttavia io la clip in mezzo alle dita mentre scrivo non riesco proprio a mandarla giù...
Duocart nuova (finta Duocart, nel senso che due cartucce non le porta), nuova di negozio no, la richiesta è eccessiva, tuttavia la Esselunga le dava in omaggio ai clienti e se ne trovano ancora in giro tra i 50-70 euro nuove inusate, a quella cifra è una penna che vale. Si impugna bene, come una 51, con un filo di corpo in più, il pennino è in acciaio ma morbido, l'alimentatore è in ebanite. Bisogna fare attenzione nel togliere il cappuccio, ruotarlo leggermente, è talmente a tenuta che se estratto in fretta crea il vuoto e succhia l'inchiostro fuori dal pennino...
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Ciao, io ne ho tre su quattro: Lamy 2000, Pilot Capless e Waterman Caréne. Secondo me vale la pena averle tutte. Sono veramente tre splendide penne ognuna a modo suo e scrivono benissimo. Se ne dovessi comprare solo una probabilmente prenderei la Capless ma non sono sicuro al 100%. Non so perché ti abbiano consigliato la Lamy 2000 solo M, la mia ha il pennino EF e scrive benissimo con inchiostro Lamy nero oltre ad avere un design oggettivamente di tutto rispetto, e il materiale tra le
mani trasmette una bella sensazione di qualità. La Capless ha pennino F che vola letteralmente sulla carta ed è praticissima con l’apertura a scatto. La clip, almeno a me, non crea alcun fastidio impugnandola, ci ho scritto anche parecchio senza problemi. Anche la Carene ha pennino F scorrevolissimo ma dal flusso più controllato, dal mio punto di vista un pregio perché ne consegue una scrittura più precisa e un tratto fine “vero”. Inoltre la Caréne senza cappuccio calzato si impugna veramente bene, ed è molto ben bilanciata e confortevole. Anche calzando il cappuccio si usa bene ma la preferisco senza. Del pennino della Caréne altri utenti più esperti mi hanno detto non essere carenato ma a coda di rondine se non ricordo male, in ogni caso lo trovo molto bello e particolare. Queste le mie impressioni personalissime ma derivate da uso diretto.
. . Le foto sono ruotate ma aprendole si raddrizzano. Per come impugno la penna io, (credo una impugnatura nella norma) la clip nemmeno si tocca. Ho mani medie comunque. Magari con dita più grandi può dare fastidio.
Saluti
mani trasmette una bella sensazione di qualità. La Capless ha pennino F che vola letteralmente sulla carta ed è praticissima con l’apertura a scatto. La clip, almeno a me, non crea alcun fastidio impugnandola, ci ho scritto anche parecchio senza problemi. Anche la Carene ha pennino F scorrevolissimo ma dal flusso più controllato, dal mio punto di vista un pregio perché ne consegue una scrittura più precisa e un tratto fine “vero”. Inoltre la Caréne senza cappuccio calzato si impugna veramente bene, ed è molto ben bilanciata e confortevole. Anche calzando il cappuccio si usa bene ma la preferisco senza. Del pennino della Caréne altri utenti più esperti mi hanno detto non essere carenato ma a coda di rondine se non ricordo male, in ogni caso lo trovo molto bello e particolare. Queste le mie impressioni personalissime ma derivate da uso diretto.
. . Le foto sono ruotate ma aprendole si raddrizzano. Per come impugno la penna io, (credo una impugnatura nella norma) la clip nemmeno si tocca. Ho mani medie comunque. Magari con dita più grandi può dare fastidio.
Saluti
Fabio
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Quali pennini carenati semicarenati e di forma contemporanei?
no. ha un suo sweet spot, piu' facile da gestire se piu' ampio. la 601 e' piu' sensibile, ma non e' un gran problema. piuttosto, la 2000 ha flusso abbondante, ottimo per inchiostri con shading significativo. non mortificarlo con un F (le avevo entrambe, ho tenuto la M). alla stessa conclusione sono giunte inkfade e pens and tea (youtube reviewers). leggo adesso Iridium: se usi inchiostro senza shading (il lamy nero per esempio), qualsiasi larghezza funziona. ma non fa esprimere la penna al suo meglio
meglio chiarire. decimo e VP sono due penne diverse, come 88 a c/c ed a pistone. nel caso di pilot, il pennino e' identico, ma la diametro e forma della clip no. fanno un sacco di differenza
quella di cui parli e' la mk1. evitala anche regalata. dopo 11 mesi aurora mi ha reso il nuovo modello corretto, la mk2. banalmente, l'alimentatore della 1 era troppo staccato dal pennino, errore di progettazione piu' che di stampaggio, direi. e' pieno di review in rete che parlano del flusso eccessivo, anzi e' un buon criterio per separare il grano dalla gramigna il pennino adesso e' spinto dal nuovo alimentatore (fa quasi un a piega verso l'alto), e' rigidoDuocart nuova (finta Duocart, nel senso che due cartucce non le porta), nuova di negozio no, la richiesta è eccessiva, tuttavia la Esselunga le dava in omaggio ai clienti e se ne trovano ancora in giro tra i 50-70 euro nuove inusate, a quella cifra è una penna che vale. Si impugna bene, come una 51, con un filo di corpo in più, il pennino è in acciaio ma morbido, l'alimentatore è in ebanite. Bisogna fare attenzione nel togliere il cappuccio, ruotarlo leggermente, è talmente a tenuta che se estratto in fretta crea il vuoto e succhia l'inchiostro fuori dal pennino...
sono fortemente convinto che l'alimentatore fosse in plastica. data la forma, l'attuale lo e' sicuramente
il cappuccio e' un problema che aurora ha. la mia mk1 si apriva intorno ai 120gr (praticamente da sola, safari e 2000 oltre i 400gr). la prima mk2 sostitutiva si apriva correttamente (non ho misurato). la seconda e finale mk2 necessita di 2 mani! misurate entrambe le mk2, stesso diametro veretta di tenuta, 10.6mm. il problema e' che chi ha progettato la penna ha immaginato una veretta molto larga (3 anelli). ne consegue un elevato attrito ed ogni deviazione dalla misura nominale ha un effetto triplicato. la 98 aveva un solo anello di tenuta e funziona magnificamente: pur con carichi di apertura diversi (ne ho 3), non raggiunge il ridicolo valore della mk2 che adesso ho (1500gr). l'inchiostro volava perche' l'alimentatore era difettoso. la mia non perde neanche quando per aprirla le tiro il collo

vale i soldi che costa (140e)? include una bottiglia di inchiostro aurora chiuso con la ceralacca. la resina non e' affatto speciale. se considero che la m200 costa 120e e non ha l'inchiostro, siamo li (no, secondo me produrre un pistone o un converter non costa di piu'). leonardo e franklin-christoph costano 160e con resine molto piu' attraenti e sono tornite, ma hanno pennini bock/jowo (come le twsbi, a pistone, 60e). tuttavia, se cerchi cappuccio in metallo e non a vite, pennino carenato, ottima sensazione in mano (il fusto contiene una parte in metallo per appesantirlo), c/c..non credo ci siano alternative (la esterbrook non la conto, e' di qualita' inferiore). con la 2000 cosi vicina in termini di prezzo (ma non di scrittura, ora il flusso e' perfettamente controllato), aspetterei di trovarla sui 100e, ma non ne vedo molte in vendita (mk2, that's it)
edit: tolta un g alla f-c
Ultima modifica di merloplano il domenica 15 novembre 2020, 15:07, modificato 1 volta in totale.
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Complimenti per la precisione e per la cura nel fornire spiegazioni.merloplano ha scritto: ↑domenica 15 novembre 2020, 10:32no. ha un suo sweet spot, piu' facile da gestire se piu' ampio. la 601 e' piu' sensibile, ma non e' un gran problema. piuttosto, la 2000 ha flusso abbondante, ottimo per inchiostri con shading significativo. non mortificarlo con un F (le avevo entrambe, ho tenuto la M). alla stessa conclusione sono giunte inkfade e pens and tea (youtube reviewers). leggo adesso Iridium: se usi inchiostro senza shading (il lamy nero per esempio), qualsiasi larghezza funziona. ma non fa esprimere la penna al suo meglio
meglio chiarire. decimo e VP sono due penne diverse, come 88 a c/c ed a pistone. nel caso di pilot, il pennino e' identico, ma la diametro e forma della clip no. fanno un sacco di differenza
quella di cui parli e' la mk1. evitala anche regalata. dopo 11 mesi aurora mi ha reso il nuovo modello corretto, la mk2. banalmente, l'alimentatore della 1 era troppo staccato dal pennino, errore di progettazione piu' che di stampaggio, direi. e' pieno di review in rete che parlano del flusso eccessivo, anzi e' un buon criterio per separare il grano dalla gramignaDuocart nuova (finta Duocart, nel senso che due cartucce non le porta), nuova di negozio no, la richiesta è eccessiva, tuttavia la Esselunga le dava in omaggio ai clienti e se ne trovano ancora in giro tra i 50-70 euro nuove inusate, a quella cifra è una penna che vale. Si impugna bene, come una 51, con un filo di corpo in più, il pennino è in acciaio ma morbido, l'alimentatore è in ebanite. Bisogna fare attenzione nel togliere il cappuccio, ruotarlo leggermente, è talmente a tenuta che se estratto in fretta crea il vuoto e succhia l'inchiostro fuori dal pennino...
duocart nib down.jpg
duocart nib up.jpg
il pennino adesso e' spinto dal nuovo alimentatore (fa quasi un a piega verso l'alto), e' rigido
sono fortemente convinto che l'alimentatore fosse in plastica. data la forma, l'attuale lo e' sicuramente
il cappuccio e' un problema che aurora ha. la mia mk1 si apriva intorno ai 120gr (praticamente da sola, safari e 2000 oltre i 400gr). la prima mk2 sostitutiva si apriva correttamente (non ho misurato). la seconda e finale mk2 necessita di 2 mani! misurate entrambe le mk2, stesso diametro veretta di tenuta, 10.6mm. il problema e' che chi ha progettato la penna ha immaginato una veretta molto larga (3 anelli). ne consegue un elevato attrito ed ogni deviazione dalla misura nominale ha un effetto triplicato. la 98 aveva un solo anello di tenuta e funziona magnificamente: pur con carichi di apertura diversi (ne ho 3), non raggiunge il ridicolo valore della mk2 che adesso ho (1500gr). l'inchiostro volava perche' l'alimentatore era difettoso. la mia non perde neanche quando per aprirla le tiro il collo
vale i soldi che costa (140e)? include una bottiglia di inchiostro aurora chiuso con la ceralacca. la resina non e' affatto speciale. se considero che la m200 costa 120e e non ha l'inchiostro, siamo li (no, secondo me produrre un pistone o un converter non costa di piu'). leonardo e frankling-christoph costano 160e con resine molto piu' attraenti e sono tornite, ma hanno pennini bock/jowo (come le twsbi, a pistone, 60e). tuttavia, se cerchi cappuccio in metallo e non a vite, pennino carenato, ottima sensazione in mano (il fusto contiene una parte in metallo per appesantirlo), c/c..non credo ci siano alternative (la esterbrook non la conto, e' di qualita' inferiore). con la 2000 cosi vicina in termini di prezzo (ma non di scrittura, ora il flusso e' perfettamente controllato), aspetterei di trovarla sui 100e, ma non ne vedo molte in vendita (mk2, that's it)
Solo una domanda: come misuri la forza necessaria per estrarre il cappuccio a pressione ? Immagino una sorta di dinamometro, ma quale e come ? Mi interessa per utilizzarlo anche per individuare eventuali sostituzioni. Ti ringrazio. Polemarco
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ave PolemarcoPolemarco ha scritto: ↑domenica 15 novembre 2020, 14:16 Complimenti per la precisione e per la cura nel fornire spiegazioni.
Solo una domanda: come misuri la forza necessaria per estrarre il cappuccio a pressione ? Immagino una sorta di dinamometro, ma quale e come ? Mi interessa per utilizzarlo anche per individuare eventuali sostituzioni. Ti ringrazio. Polemarco

immeritati (e immotivati) ma grazie
con una bilancia digitale. al liceo il dinamometro che avevamo era a molla, quindi di fatto una bilancia
screengrab del video. in alto, cappuccio della 2000, pennino in giu'. la clip blocca uno spago, che blocca una struttura "rigida" (contenitore di compresse in plastica, ma oltre 30mm di diametro, buon momento d'inerzia quindi trascuro la sua flessione), che e' bloccata alla bilancia. azzeri con la struttura, penna esclusa, appoggiata. la bilancia deve pesare piu' della trazione massima, altrimenti devi appesantirla (necessario con la mk2 in mio possesso). il coso bianco e' filtro cappa che serve ad evitare di danneggiare la bilancia (piu' delle penne mi piace cucinare)
se non fosse chiaro, ti mando il video
correzione: non era la safari ma la preppy si, lo so che non e' un fenomeno quasi-statico. il roark propone un fattore 2; se anche fosse diverso, sarebbe lo stesso per i cappucci con lo stesso sistema di blocco, quindi non potrei dire che il cappuccio della penna 1 si apre a tot grammi, ma potrei dire che si apre sotto un carico n volte maggiore della penna 2. ed e' quanto mi serve per rendere una penna che funziona non come da progetto
[super OT]
non ci posso credere, la suzuki ha vinto il mondiale

[/super OT]
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Grazie a tuti per le esaurienti risposte. L'idea potendo é di prenderle tutte, ognuna di loro é un'icona, come adoro i pennini a coda di rondine delle Sheaffer ma lì si ricade nel vintage. Della 2000 chiedevo perché sulla amazzone il pennino F viene 20 euro in meno dell'M, solitamente non uso inchiostri strutturati ma pieni, ma mai dire mai. Per la Pilot purtroppo non ho mai avuto il piacere di prenderla in mano, per decidere se la normale o la decimo sia più confortevole, al netto della clip. La Fermo invece non mi piace il metodo di apertura, nottolino troppo cicciotto e il sistema a rotazione che impone un uso a due mani, vanificando la praticità. Io poi non so perché la prenderei GIALLA! Per l'Aurora é sempre un po' un vorrei ma non posso, mi piace ma non mi convince del tutto, come giustamente meglio puntare all'occasione se arriva.
Si mediamente preferisco il cappuccio a pressione, che poi mi sembra sia più coerente con lo stile delle penne dal profilo "aerodinamico" e\o futurista...
P.S. meglio le Sheaffer vintage con pennino in oro suppongo delle produzioni odierne?
Si mediamente preferisco il cappuccio a pressione, che poi mi sembra sia più coerente con lo stile delle penne dal profilo "aerodinamico" e\o futurista...
P.S. meglio le Sheaffer vintage con pennino in oro suppongo delle produzioni odierne?
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Sicuramente MOLTO meglio le penne con l'inconfondibile e rassicurante scritta "Ford Madison - Iowa" sul fusto!

Come (perdonatemi se arrivo solo ora con un'idea in controtendenza) meglio, secondo me, le "vecchie" Duocart (ne esiste una infinità di varianti) rispetto alle nuove: pennino in oro, ottima qualità costruttiva e rapporto qualità/prezzo dell'usato decisamente più favorevole.
Lo svantaggio sono le cartucce utilizzate, oramai fuori produzione; ma si trovano ancora in commercio le Colorcart, oppure si risolve montando un converter Platinum di attuale produzione.
Poi, fortunatamente non tutti i gusti sono alla menta!

Giuseppe.
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Bene a sapersi che i diametri (e la lunghezza) del converter Platinum sono compatibili.
Una Sheaffer a coda di rondine con pennino oro corpo nero e cappuccio metallico mi piacerebbe molto... Solo non so su quale modello orientarmi....
Tra le contemporanee continuo a guardare video della Lamy 2000, ła trovo spesso confrontata con la Mont Blanc 220 con la stessa finitura spazzolata..
Ecco ora voglio pure quella!!!

Una Sheaffer a coda di rondine con pennino oro corpo nero e cappuccio metallico mi piacerebbe molto... Solo non so su quale modello orientarmi....
Tra le contemporanee continuo a guardare video della Lamy 2000, ła trovo spesso confrontata con la Mont Blanc 220 con la stessa finitura spazzolata..
Ecco ora voglio pure quella!!!


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Per orientarti sui principali modelli storici di Sheaffer, potresti iniziare a leggere qui:
http://penhero.com/PenGallery/Sheaffer/Sheaffer.htm
La "Regina", secondo me, è la PFM (caricamento touchdown con snorkel e pennino a coda di rondine), ma, come vedi, c'è un'ampia scelta di ottime penne (non trascurare i pennini conici, altra particolarità della Casa, copiati (ma proprio solo copiati) ai tempi dalla italiana Penco, e recentemente da alcune cinesi).
Tieni presente, comunque, che i pennini a coda di rondine e quelli conici tendono ad essere ancora più rigidi di quelli carenati (che a loro volta già sono tendenzialmente più rigidi di quelli scoperti).
Quanto al confronto fra Lamy 2000 e Montblanc serie 22x in finitura spazzolata... Ti capisco perfettamente!
Entrambe ottime penne.
Io ho la 2000, ed è di una semplicità e bellezza uniche: bella proprio perché essenziale. Occorre forse prendere inizialmente un po' di confidenza con il pennino (l'ho trovato un po' più "difficile" di altri carenati, come quelli delle vecchie Aurora).
Come vedi, ce n'è veramente per tutti i gusti (e tutti i prezzi)!
http://penhero.com/PenGallery/Sheaffer/Sheaffer.htm
La "Regina", secondo me, è la PFM (caricamento touchdown con snorkel e pennino a coda di rondine), ma, come vedi, c'è un'ampia scelta di ottime penne (non trascurare i pennini conici, altra particolarità della Casa, copiati (ma proprio solo copiati) ai tempi dalla italiana Penco, e recentemente da alcune cinesi).
Tieni presente, comunque, che i pennini a coda di rondine e quelli conici tendono ad essere ancora più rigidi di quelli carenati (che a loro volta già sono tendenzialmente più rigidi di quelli scoperti).
Quanto al confronto fra Lamy 2000 e Montblanc serie 22x in finitura spazzolata... Ti capisco perfettamente!
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Entrambe ottime penne.
Io ho la 2000, ed è di una semplicità e bellezza uniche: bella proprio perché essenziale. Occorre forse prendere inizialmente un po' di confidenza con il pennino (l'ho trovato un po' più "difficile" di altri carenati, come quelli delle vecchie Aurora).
Come vedi, ce n'è veramente per tutti i gusti (e tutti i prezzi)!
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Giuseppe.
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Quali pennini carenati semicarenati e di forma contemporanei?
Se ti interessano le Sheaffer col pennino a coda di rondine, a diamante, o come lo si voglia chiamare, io ho questa presa dalla baia, col suo converter aerometrico e pagata pochissimo (credo). Scrive molto bene, pennino 14 karati in oro, direi un fine. E poi, blu e oro stanno benissimo insieme, di questa penna posso solo parlarne bene.