Alimentatori e globalizzazione
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Non c’è verso di distrarsi dal pensare alla situazione del virus globale neppure armeggiando con gli hobbies preferiti: smonto due penne che hanno sempre avuto lo stesso problema (scarso flusso e false partenze) per pulirle e riprovarle. Mi accingo a rimontarle e non riconosco più gli alimentatori: identici. Qualcuno penserà che si tratta di due penne dello stesso marchio. Macché: una Stipula Etruria e una Laban Taroco. Firenze e Taiwan. “Artigianato fiorentino“ e “qualcosa taiwanese”. D’altra parte gli oggetti che si trovano nei negozi di souvenir fiorentini sono gli stessi che si trovano a Milano, a Parigi ecc. Forse dovrei concentrarmi esclusivamente su penne antiche ... forse su quelle moderne non vale la pena. Insomma ciò che caratterizza una penna sono l’alimentatore e il pennino, se sono tutti uguali che senso cercare penne diverse. Bhe’ gli esperti già avranno fatto considerazioni simili, ma i meno esperti forse no.
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Considerando i volumi in gioco è probabile che i fornitori di questo particolare siano pochi, del resto una pressa ad iniezione neanche tanto grande assicura il fabbisogno annuale di una azienda nel giro di qualche giorno.
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
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La Stipula di artigianale nella parte scrivente penso abbia molto poco. La mia Etruria montava dei pennini vergognosi 
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Cesare Augusto
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Stipula da qualche anno credo si produca i pennini in casa. Infatti quelli nuovi sono molto migliori.
E' scientificamente provato. Acquistare penne stilografiche e scrivere con la penna stilografica sono due hobbies distinti.
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A vederli in foto sembrano proprio uguali all'alimentatore montato sulla mia Conklin All American, che a sua volta è lo stesso montato sulle mie jinhao x450/750, ma proprio identici.
Certo però che è un vero peccato, la stipula etruria magnifica a vederla toglie il fiato.
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Io quest’anno ho comprato una Etruria Magnifica con pennino F e mi hanno dato anche un sedicente pennino V-flex, in realtà non sono riuscito a far scrivere decentemente nessuno dei due. Le ho provate tutte, ho rimandato la penna in fabbrica ed è ritornata indietro con gli stessi problemi, l’ho portata da un artigiano che ha calibrato i pennini che hanno incominciato ascrivere ma con un afflusso pessimo di inchiostro impuntandosi spesso e grattando pure. Alla fine siccome la penna mi piace mi sono fatto mettere un pennino anonimo ed adesso almeno riesco ad usarla.
Anche la mia aveva quell’alimentatore che si vede sopra e dubito fortemente che quei pennini fossero fatti in casa.
Anche la mia aveva quell’alimentatore che si vede sopra e dubito fortemente che quei pennini fossero fatti in casa.
Cesare Augusto
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Ciao Tullio
Scusa se approfitto.. la Laban Taroko ti dava problemi? io avevo intenzione di comprarne una prossimamente (la Mistery Valley). Credi sia una cosa comune per queste penne?
Comunque rifacendomi al tema del post e guardando anche altri prodotti ritengo purtroppo normale che dietro dei prodotti, anche di livello diverso ci sia un comune fornitore almeno di parte della componentistica... che peccato! Si perde l'individualità in nome dell'ottimizzazione della produzione
Scusa se approfitto.. la Laban Taroko ti dava problemi? io avevo intenzione di comprarne una prossimamente (la Mistery Valley). Credi sia una cosa comune per queste penne?
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La Taroko mi ha sempre dato problemi, non so se è la mia so solo che le ho già fatto sostituire l’intera sezione (pennino e alimentatore) perché la prima andava ancora peggio.
Un unico fornitore si potrebbe accettare se almeno facesse le cose per bene.
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Nuova produzione o giacenza?
Io ho da poco comprato una Etruria Rainbow nuova, ma è un modello della vecchia gestione.
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È una Miele Selvatico a converter/cartuccia, pennino acciaio. Non so quando è stata fabbricata. So solo che il sito ufficiale Stipula recita “ingegno fiorentino [...] la penna Stipula è fabbricata a Firenze” . Si vede che mandano gli alimentatori anche a Taiwan 
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Non è detto, magari il fornitore è tedesco.
Di sicuro non conviene fare investimenti per farsi in proprio un alimentatore, visti i numeri in gioco.
Credo che, a parte i produttori di massa, tutti gli altri si rivolgano ai soliti noti e nessuno si scandalizza.
Il punto non è chi ti fornisca il pezzo, ma di quale qualità.
Di sicuro non conviene fare investimenti per farsi in proprio un alimentatore, visti i numeri in gioco.
Credo che, a parte i produttori di massa, tutti gli altri si rivolgano ai soliti noti e nessuno si scandalizza.
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Eccolo qua, sempre lui: lo stesso alimentatore montato su una penna da cartoleria da 30 eu.
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Pero' questo alimentatore è stato modificato nella parte anteriore con tre solchi.
Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.
- maxpop 55
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Questi sono i più comuni alimentatori da 6 mm in commercio
Prima e seconda foto dall'alto
1° Jowo un po rovinato per le mie prove
2° Bock modificato da me rendendo la parte anteriore a punta e rovinato un po nella parte posteriore del canale (usato per prove)
3° Cinese
Terza foto, Bock con parte anteriore integra
Quarta e quinta foto
Alimentatore artigianale in ebanite prodotto dalla Leonardo
Prima e seconda foto dall'alto
1° Jowo un po rovinato per le mie prove
2° Bock modificato da me rendendo la parte anteriore a punta e rovinato un po nella parte posteriore del canale (usato per prove)
3° Cinese
Terza foto, Bock con parte anteriore integra
Quarta e quinta foto
Alimentatore artigianale in ebanite prodotto dalla Leonardo
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