Ho bisogno del dotto aiuto degli "smanettoni analogici" per una questione che, forse, ai più esperti farà ridere, ma che mi sta facendo un po' penare.
In pratica, tempo fa ho acquistato da un noto negozio online tedesco un campione dell'inchiostro Krishna Ink "Anokhi", viola scuro con riflessi lime metallizzato: essendo un inchiostro valorizzato dai pennini B, o almeno M abbondanti, e avendo all'epoca disponibile solo un'Aurora Magellano con queste caratteristiche, ho siringato una cartuccia king-size Aurora vuota e ho messo in opera l'inchiostro.
Il problema è che l'ho lasciato dentro un mesetto (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa!), perché pur bello e pur interessante, non è che un colore del genere occorra tutti i giorni.
Ordunque, quando poi l'ho finito e ho iniziato a pulire la mia fida Magellano, sono iniziati i dolori; il corpo scrittura intero è a mollo da una settimana e ancora, quando lo flusso con la peretta, spurga acqua rosa chiaro: il Krishna Anokhi ha infatti un sottotono rosa, che emerge anche dalla cromatografia, davvero difficile da lavare via.
Alla fine ce la si fa, per l'amor di Dio, l'ho lasciato un caricato tre giorni in una Leonardo Momento Zero e in due giorni di bagnetto quest'ultima era a posto: non è che macchi irrimediabilmente ogni superficie con la quale viene in contatto, come il Noodler's BSB, o che si trasformi in una mostruosa morchia mutante, come il Diamine Bilberry, ma per quanto l'ingrediente principale del lavaggio penne sia la pazienza, mi sorge il dubbio che per aiutare la mia Aurora Magellano a tornare pura e immacolata sia necessario smontare il corpo scrittura e pulirlo pezzo per pezzo.
Qualcuno può spiegarmi come fare, per cortesia?
Vi ringrazio anticipatamente
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