Mostra Scambio - Pen Show - di Firenze
17 maggio 2025 - Hotel AC Marriot, via Luciano Bausi, 5
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Waterman 14 PSF - 1915 - R. Austin Freeman
- ciro
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- Misura preferita del pennino: Fine
- Località: Londra, UK
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Waterman 14 PSF - 1915 - R. Austin Freeman
La presentazione che mi accingo a farvi nel limite delle mie capacità avrà diverse finalità: la prima finalità è quella di mostrarvi un pezzo non ancora presente nel nostro comunque formidabile wiki, quindi avrete misure e descrizioni quanto più dettagliate possibili; la seconda finalità è quella di collocare e contestualizzare questo modello nella storia della stilografica e della Waterman più in particolare, seguirà poi una trattazione sul mio esemplare che, sono sicuro, gli amici amanti del giallo sapranno apprezzare.
Mi scuso in anticipo per l’incoerenza dell’ambientazione fotografica ma, ho dovuto convenire, che alcuni dettagli vengono più facilmente alla luce del sole mentre altri vengono meglio usando un’illuminazione artificiale. Non sono proprio una cima in fotografia. Il modello
Leggera ma al contempo robusta la Waterman 14 PSF (Pocket Self-Filler) è la prima penna prodotta da Waterman fra il 1915 e il 1917 con caricamento a levetta. Questa penna non è da confondersi con la più comune Waterman #14, infatti, secondo la vecchia nomenclatura Waterman, #1 sta ad indicare una penna con caricamento a contagocce e 4 indica la misura del pennino; la 14 PSF, invece, oltre al caricamento a levetta monta un pennino di misura 2 (almeno nel mio esemplare) del quale non posso garantire l’originalità.
Un’altra distinzione va fatta tra penne dello stesso modello ma di serie diverse (indicherò comunque tra parentesi le differenze).
In ebanite nera ha un corpo lungo 11 cm dal labro prima del pennino al fondello perfettamente cilindrico e con un diametro costante di 11 mm fino a poco prima del fondello piatto quando il diametro si restringe leggermente. Il corpo è decorato con le classiche incisioni a macchina che caratterizzano la produzione Waterman del periodo (che purtroppo o per fortuna sul mio esemplare sono molto consumate). Al centro del corpo, da parti opposte troviamo le incisioni su 3 righe:
PATENTED Oct.9.1906
WATERMAN FOUNTAIN-
PEN CANADA FEB.9.1909
Con al centro il logo IDEAL; e la levetta di caricamento in metallo dorato sulla quale troviamo, invece che il solito logo Waterman ideal, semplicemente una ‘W’, (n.b.: la seconda serie ha una forma dell’intaglio per la levetta diversa) anche qui non sono in grado di garantire l’originalità. La filettatura per il cappuccio camuffa la giunzione fra il corpo e la sezione che, con una bellissima forma a gambo di calice, si ripiega verso il pennino con un labbro morbido e liscio. Dalla parte opposta, sul fondello piatto troviamo l’incisione su due righe:
14
PSF
Mi scuso in anticipo per l’incoerenza dell’ambientazione fotografica ma, ho dovuto convenire, che alcuni dettagli vengono più facilmente alla luce del sole mentre altri vengono meglio usando un’illuminazione artificiale. Non sono proprio una cima in fotografia. Il modello
Leggera ma al contempo robusta la Waterman 14 PSF (Pocket Self-Filler) è la prima penna prodotta da Waterman fra il 1915 e il 1917 con caricamento a levetta. Questa penna non è da confondersi con la più comune Waterman #14, infatti, secondo la vecchia nomenclatura Waterman, #1 sta ad indicare una penna con caricamento a contagocce e 4 indica la misura del pennino; la 14 PSF, invece, oltre al caricamento a levetta monta un pennino di misura 2 (almeno nel mio esemplare) del quale non posso garantire l’originalità.
Un’altra distinzione va fatta tra penne dello stesso modello ma di serie diverse (indicherò comunque tra parentesi le differenze).
In ebanite nera ha un corpo lungo 11 cm dal labro prima del pennino al fondello perfettamente cilindrico e con un diametro costante di 11 mm fino a poco prima del fondello piatto quando il diametro si restringe leggermente. Il corpo è decorato con le classiche incisioni a macchina che caratterizzano la produzione Waterman del periodo (che purtroppo o per fortuna sul mio esemplare sono molto consumate). Al centro del corpo, da parti opposte troviamo le incisioni su 3 righe:
PATENTED Oct.9.1906
WATERMAN FOUNTAIN-
PEN CANADA FEB.9.1909
Con al centro il logo IDEAL; e la levetta di caricamento in metallo dorato sulla quale troviamo, invece che il solito logo Waterman ideal, semplicemente una ‘W’, (n.b.: la seconda serie ha una forma dell’intaglio per la levetta diversa) anche qui non sono in grado di garantire l’originalità. La filettatura per il cappuccio camuffa la giunzione fra il corpo e la sezione che, con una bellissima forma a gambo di calice, si ripiega verso il pennino con un labbro morbido e liscio. Dalla parte opposta, sul fondello piatto troviamo l’incisione su due righe:
14
PSF
Ultima modifica di ciro il sabato 23 luglio 2016, 23:37, modificato 3 volte in totale.
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Il cappuccio è piatto alla sommità e ha gli stessi intarsi del corpo, reca nel mezzo 4 fori di sfiato e termina la sua lunghezza di 55 mm con un anello inciso e un labbro.
WATERMAN’S
IDEAL
CANADA
2 Sulla spalla destra F.D.W che sta per Frank D. Waterman, nipote del signor Lewis Edison Waterman passato alla storia per aver trasformato la Waterman in una dei grandi quattro e sulla sinistra fra due oscuri simboli – che spero i più esperti mi aiutino ad identificare, il signor Giorgio è in linea? – le incisioni 14 e 585 che non indicano altro che la purezza dell’oro. La punta, di misura M, sembra essere una kugelspitz; una particolare punta che permette di scrivere su ambo i lati del pennino per ottenere un tratto più fine o più abbondante a piacimento.
L’esperienza di scrittura è affidata ad un alimentatore in ebanite a cucchiaio e ad un bel pennino in oro 14 carati semi flessibile che reca al centro le incisioni:WATERMAN’S
IDEAL
CANADA
2 Sulla spalla destra F.D.W che sta per Frank D. Waterman, nipote del signor Lewis Edison Waterman passato alla storia per aver trasformato la Waterman in una dei grandi quattro e sulla sinistra fra due oscuri simboli – che spero i più esperti mi aiutino ad identificare, il signor Giorgio è in linea? – le incisioni 14 e 585 che non indicano altro che la purezza dell’oro. La punta, di misura M, sembra essere una kugelspitz; una particolare punta che permette di scrivere su ambo i lati del pennino per ottenere un tratto più fine o più abbondante a piacimento.
Ultima modifica di ciro il sabato 23 luglio 2016, 11:35, modificato 1 volta in totale.
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Il mio esemplare
Ho parlato nei giorni passati di quella che è, senza ombra di dubbio, la penna più preziosa che ho. Se non siete interessati ad altro che al modello potete smettere di leggere qui.
Se invece siete interessati alla storiella che vorrei raccontarvi mi fa più che piacere cercare di allietarvi.
Vorrei che con me facesse un tuffo nel passato scordandovi per un attimo di tutto: di chi siete, da dove venite e immedesimandovi nel personaggio.
Mentre vi preparate per il viaggio pensate a questo: quando avete a che fare con le vostre penne vintage che hanno anche più di un centinaio d’anni alle spalle vi chiedete mai cos’abbiano scritto nel passato?
Pronti?
È l’undici aprile 1862 e siamo nello storico quartiere di Londra chiamato Soho. In una di queste case, in questo momento sta nascendo il nostro protagonista. Il piccolo Richard cresce e sviluppa una certa passione per la medicina che lo porta da prima all’apprendistato come speziale e poi allo studio della materia vera e propria al Middlesex Hospital. Nel 1887 si laurea e sposa la signora Annie Elizabeth dalla quale avrà due figli.
Viene impiegato nell’ufficio per le politiche coloniali ed inviato ad Accra sulla Costa d’Oro.
Malato di febbre emoglubinurica torna a Londra nel 1891 e, non riuscendo a trovare una posizione stabile come medico, si trasferisce a Gravesend dove pensa bene di iniziare a scrivere qualche storia pur continuando la professione medica.
Durante la prima guerra mondiale serve l’Inghilterra come capitano delle truppe mediche dell’esercito inglese e, proprio durante questo periodo, nel natale del 1915, è lui a scartare e ad impugnare per primo la penna che ora appartiene a me.
Fortunatamente il nostro Richard riesce a tornare a casa illeso alla fine della guerra e dopo 2 anni, nel 1920, riesce ad impugnare la sua Waterman per scrivere di nuovo le sue storie quasi ogni anno.
Il signore in questione chiaramente è Richard Austin Freeman che ha rivoluzionato il mondo dei romanzi di genere poliziesco.
Non ho prove che l’abbia effettivamente usata per scrivere uno o più dei suoi romanzi ma, visto lo stato di usura delle incisioni, è ragionevole pensare che è stata parecchio usata dal signor Austin.
Se fosse vero che questa penna è stata usata per i racconti oltre che alla più che probabile corrispondenza personale dal campo, fra le prime parole che ha scritto questa penna dovrebbero esserci: Penna ed inchiostro li conoscete, la carta è una carta prodotta per e venduta da una cartoleria di Londra fondata nel 1965 ed ancora in attività dove sono solito fare compere. La carta si chiama “Conqueror” ed è vergata e filigranata col suo stesso nome. Ne parlerò poi in altra sede.
Il titolo è stato scritto con il pennino dal lato secco che effettivamente mi risulta molto scorrevole, il brano invece è stato scritto col pennino dal lato normale cercando di sfruttare la semi-flessibilità del pennino IDEAL.
A questo punto non mi resta che invitare i signori paki e Darkizz89 a scrivermi in privato per reclamare il proprio “premio” per aver indovinato il modello.
E per finire, nella rubrica “Fountainpen per l’asociale” vi consiglio il libro da cui ho tratto questo brano come lettura: dicono che tenere d’occhio una pagina di libro invece che il cellulare nei mezzi pubblici aumenti la probabilità di trovare penne vintage e preziose del molto percento. Se non funziona comunque non prendetevela, intanto avrete fatto un bellissimo viaggio.
Questo è quanto per oggi, signori.
Grazie per l'attenzione.
Ho parlato nei giorni passati di quella che è, senza ombra di dubbio, la penna più preziosa che ho. Se non siete interessati ad altro che al modello potete smettere di leggere qui.
Se invece siete interessati alla storiella che vorrei raccontarvi mi fa più che piacere cercare di allietarvi.
Vorrei che con me facesse un tuffo nel passato scordandovi per un attimo di tutto: di chi siete, da dove venite e immedesimandovi nel personaggio.
Mentre vi preparate per il viaggio pensate a questo: quando avete a che fare con le vostre penne vintage che hanno anche più di un centinaio d’anni alle spalle vi chiedete mai cos’abbiano scritto nel passato?
Pronti?
È l’undici aprile 1862 e siamo nello storico quartiere di Londra chiamato Soho. In una di queste case, in questo momento sta nascendo il nostro protagonista. Il piccolo Richard cresce e sviluppa una certa passione per la medicina che lo porta da prima all’apprendistato come speziale e poi allo studio della materia vera e propria al Middlesex Hospital. Nel 1887 si laurea e sposa la signora Annie Elizabeth dalla quale avrà due figli.
Viene impiegato nell’ufficio per le politiche coloniali ed inviato ad Accra sulla Costa d’Oro.
Malato di febbre emoglubinurica torna a Londra nel 1891 e, non riuscendo a trovare una posizione stabile come medico, si trasferisce a Gravesend dove pensa bene di iniziare a scrivere qualche storia pur continuando la professione medica.
Durante la prima guerra mondiale serve l’Inghilterra come capitano delle truppe mediche dell’esercito inglese e, proprio durante questo periodo, nel natale del 1915, è lui a scartare e ad impugnare per primo la penna che ora appartiene a me.
Fortunatamente il nostro Richard riesce a tornare a casa illeso alla fine della guerra e dopo 2 anni, nel 1920, riesce ad impugnare la sua Waterman per scrivere di nuovo le sue storie quasi ogni anno.
Il signore in questione chiaramente è Richard Austin Freeman che ha rivoluzionato il mondo dei romanzi di genere poliziesco.
Non ho prove che l’abbia effettivamente usata per scrivere uno o più dei suoi romanzi ma, visto lo stato di usura delle incisioni, è ragionevole pensare che è stata parecchio usata dal signor Austin.
Se fosse vero che questa penna è stata usata per i racconti oltre che alla più che probabile corrispondenza personale dal campo, fra le prime parole che ha scritto questa penna dovrebbero esserci: Penna ed inchiostro li conoscete, la carta è una carta prodotta per e venduta da una cartoleria di Londra fondata nel 1965 ed ancora in attività dove sono solito fare compere. La carta si chiama “Conqueror” ed è vergata e filigranata col suo stesso nome. Ne parlerò poi in altra sede.
Il titolo è stato scritto con il pennino dal lato secco che effettivamente mi risulta molto scorrevole, il brano invece è stato scritto col pennino dal lato normale cercando di sfruttare la semi-flessibilità del pennino IDEAL.
A questo punto non mi resta che invitare i signori paki e Darkizz89 a scrivermi in privato per reclamare il proprio “premio” per aver indovinato il modello.
E per finire, nella rubrica “Fountainpen per l’asociale” vi consiglio il libro da cui ho tratto questo brano come lettura: dicono che tenere d’occhio una pagina di libro invece che il cellulare nei mezzi pubblici aumenti la probabilità di trovare penne vintage e preziose del molto percento. Se non funziona comunque non prendetevela, intanto avrete fatto un bellissimo viaggio.
Questo è quanto per oggi, signori.
Grazie per l'attenzione.
- alfredop
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Bellissima recensione Ciro, e grande ritrovamento che sono sicuro saprai valorizzare (No, non mi riferisco al valore monetario).
Da quel che ho capito l'attribuzione allo scrittore la hai fatta dall'iscrizione presente sulla veretta del fusto, puoi fare un foto ingrandita?
Alfredo
Da quel che ho capito l'attribuzione allo scrittore la hai fatta dall'iscrizione presente sulla veretta del fusto, puoi fare un foto ingrandita?
Alfredo
“Andare all’inferno è facile . C’è una scala. Scendi il primo gradino. Poi scendi il secondo. Poi scivoli." (Leo Ortolani, Rat-Man n. 91)
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Bravissimo Ciro, non ti credevo capace di una simile recensione.
La penna è bellissima,solo ora metti afrutto le tue conoscenze tecniche e dagli una sistemata estetica, volendob sai che potrebbe tornare come nuova, secondo me lo dovresti fare.
Complimenti per la penna storicache hai tra le mani.


La penna è bellissima,solo ora metti afrutto le tue conoscenze tecniche e dagli una sistemata estetica, volendob sai che potrebbe tornare come nuova, secondo me lo dovresti fare.
Complimenti per la penna storicache hai tra le mani.

Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.
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Ciro mi permetto di mostrare dei particolari chiesti da Alfredo di un paio di tue foto.
Ultima modifica di maxpop 55 il sabato 23 luglio 2016, 13:04, modificato 1 volta in totale.
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- ciro
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Ciao Alfredo, grazie per i complimenti. L'attribuzione allo scrittore non è certa però è talmente probabile che risulterebbe quasi assurdo il contrario. In un'ottica retorica potremmo dire che più che una cosa chiara è una cosa ovvia.alfredop ha scritto:Bellissima recensione Ciro, e grande ritrovamento che sono sicuro saprai valorizzare (No, non mi riferisco al valore monetario).
Da quel che ho capito l'attribuzione allo scrittore la hai fatta dall'iscrizione presente sulla veretta del fusto, puoi fare un foto ingrandita?
Alfredo
Dunque: l'attribuzione parte proprio, come hai detto tu, dall'incisione sulla veretta del fusto che ti mostro di seguito: Ho fatto una veloce ricerca sul web e ho trovato la pagina di wikipedia che parla appunto del signor Richard. Ora, nel tentativo di mettere insieme i pezzi sono capitato proprio a Soho in cerca delle radici del nostro personaggio che mi avrebbero potuto permettere di scalare l'albero fino ad eventuali rami che avrebbero potuto o meno aiutarmi a ricostruire la storia di questo strumento. Il signor Freeman era figlio di un sarto leggevo dalla rete e... indovina un po' per cosa era famoso Soho al tempo? Sarti a perdita d'occhio!
È stata una ricerca vana purtroppo perché non sono riuscito a trovare niente che mi desse riferimenti verso il nostro personaggio.
La strada successiva è stata quella di cercare di inquadrare penna e personaggio e renderli compatibili.
Sul fatto che la penna sia appartenuta ad un certo "R. Austin" non ci piove, che sia un regalo di natale nemmeno. La penna è stata acquistata e regalata per il natale del 1915 come si deduce dall'incisione, proprio questa incisione fa venire qualche dubbio perché in formato americano e non inglese.
E però la penna si trovava a Londra, e però lo scrittore è londinese, e però l'obbiettivo di provarne o meno la paternità lo sto ancora seguendo.

Ma che uomo di poca fede!maxpop 55 ha scritto:Bravissimo Ciro, non ti credevo capace di una simile recensione.
La penna è bellissima,solo ora metti afrutto le tue conoscenze tecniche e dagli una sistemata estetica, volendob sai che potrebbe tornare come nuova, secondo me lo dovresti fare.
Complimenti per la penna storicache hai tra le mani.

La penna in realtà non sta tanto male, il marrone si vede solo con una luce molto forte e, visto che è molto consumata non penso valga la pena trattarla col fornet. Poi visto come si abbina col mio orologio che pure ha il cinturino marrone scuro?

- alfredop
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Ciro,
traduci la recensione in inglese e postala su FPN, forse lì qualche esperto inglese può darti qualche ulteriore informazione.
Alfredo
BTW su FPN c'è anche un thread specifico dedicato al tuo venditore, dove puoi salutarlo (è un utente)
traduci la recensione in inglese e postala su FPN, forse lì qualche esperto inglese può darti qualche ulteriore informazione.
Alfredo
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Lo faccio subito!alfredop ha scritto:Ciro,
traduci la recensione in inglese e postala su FPN, forse lì qualche esperto inglese può darti qualche ulteriore informazione.
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BTW su FPN c'è anche un thread specifico dedicato al tuo venditore, dove puoi salutarlo (è un utente)

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Carissimo, pensavo che il premio fosse la recensione, precisa, puntuale e... suvvia, sapete tutti che ho un debole per la storia e la scrittura creativa... quando una penna di simile importanza è capace di far rintracciare i propri passi nei sentieri sterrati della storia, per di più della storia della letteratura! Mi fai diventare matto, Ciro!
Scherzi a parte, deliziosa penna, e ancor più deliziosa recensione: immedesimarsi in Freeman, grazie alla tua narrazione, è stato come leggere una vera e propria storia di Natale, davanti a un focolare, viaggiando con la fantasia. Inoltre complimenti per le foto, soprattutto per le macro: io, luce artificiale o naturale, sono un disastro in qualsiasi caso
Ancora mille grazie per i minuti di lietissima lettura,

Scherzi a parte, deliziosa penna, e ancor più deliziosa recensione: immedesimarsi in Freeman, grazie alla tua narrazione, è stato come leggere una vera e propria storia di Natale, davanti a un focolare, viaggiando con la fantasia. Inoltre complimenti per le foto, soprattutto per le macro: io, luce artificiale o naturale, sono un disastro in qualsiasi caso

Ancora mille grazie per i minuti di lietissima lettura,
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Iacopo, tu veramente mi lusinghi!
In realtà vorrei omaggiarti di un pensiero davvero da niente riguardo questa penna quindi se ti fa piacere mi invii il tuo indirizzo in privato e te lo spedisco.
Un saluto,

In realtà vorrei omaggiarti di un pensiero davvero da niente riguardo questa penna quindi se ti fa piacere mi invii il tuo indirizzo in privato e te lo spedisco.
Un saluto,
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Quanto impegno in questa recensione! Mi è piaciuta molto in tutte le sue sfaccettature. Grazie per avercela regalata. 

- ciro
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Mi sono permesso di ruBBBare (sic) malamente la pubblicità appena condivisa dal signor Giorgio, segnaleró il mio stesso messaggio allo staff con l'intento di chiedere di inserire la pubblicità a valle dell'ultimo post della presentazione col seguente testo: "Colgo l'occasione per integrare una pubblicità d'epoca recuperata dal signor Giorgio."

Grazie a te per i complimenti, Silemar. Sono sempre molto graditi.Silemar ha scritto:Quanto impegno in questa recensione! Mi è piaciuta molto in tutte le sue sfaccettature. Grazie per avercela regalata.

- piccardi
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Per sgombrare il campo da subito: se si hanno dubbi li si chiariscono con lo staff prima di scrivere, ed in privato, come da regolamento. Vorrei far notare al "signor Ciro" che scrivere un messaggio e poi auto-segnalarlo serve solo a dare l'impressione di non essere semplicemente interessati a chiarirsi un dubbio.ciro ha scritto:Mi sono permesso di ruBBBare (sic) malamente la pubblicità appena condivisa dal signor Giorgio, segnaleró il mio stesso messaggio allo staff con l'intento di chiedere di inserire la pubblicità a valle dell'ultimo post della presentazione col seguente testo: "Colgo l'occasione per integrare una pubblicità d'epoca recuperata dal signor Giorgio."
In ogni caso presumo, visto che Giorgio quella pubblicità l'ha pubblicata e l'ha messa a disposizione di tutti, regalandocela, che tu abbia ben poco da "ruBBBare". Casomai avresti potuto ringraziarlo, visto che hai usato un suo contributo. E se ti fosse venuto il dubbio che la cosa potesse essergli poco gradita, avresti anche potuto chiedergli il permesso, piuttosto che "tentare" un "fuRRRto".
Comunque sul wiki c'è un'altra pubblicità (anche se senza immagini) che fa riferimento alla Waterman 14 PSF:
https://www.fountainpen.it/File:1916-07 ... incari.jpg
l'ho scansionata io e l'ha messa a disposizione Armando Dabbene; puoi usare anche quella, ma per favore, almeno per quanto mi riguarda, evita di far riferimento al "signor Simone", mi da tanto l'impressione di una presa per i fondelli.
Simone
Questo è un forum in italiano, per pietà evitiamo certi obbrobri linguistici:
viewtopic.php?f=19&t=3123
e per aiutare chi non trova un termine:
viewtopic.php?f=19&t=1758
viewtopic.php?f=19&t=3123
e per aiutare chi non trova un termine:
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Sono un po' confuso...
La mia intenzione era usare la pubblicità pubblicata (scusate il gioco di parole) dal signor Giorgio ("signor" perché ha esplicitamente chiesto che io non mi prenda confidenze con lui) menzionandolo in segno di ringraziamento. La segnalazione era per portare all'attenzione dello staff il mio messaggio perché vorrei che modificasse il mio terzo messaggio in questa discussione aggiungendo la pubblicità e la menzione perché io non posso più modificarlo, l'ho scritto.
In ogni caso ti saluto,
P. S. : giusto per abbondare in chiarezza, ho parlato di furto riguardo la pubblicità in modo scherzoso. Speravo di capisse dall'ortografia volutamente scorretta.
La mia intenzione era usare la pubblicità pubblicata (scusate il gioco di parole) dal signor Giorgio ("signor" perché ha esplicitamente chiesto che io non mi prenda confidenze con lui) menzionandolo in segno di ringraziamento. La segnalazione era per portare all'attenzione dello staff il mio messaggio perché vorrei che modificasse il mio terzo messaggio in questa discussione aggiungendo la pubblicità e la menzione perché io non posso più modificarlo, l'ho scritto.
Se si può inserire anche l'altra pubblicità per una più completa e chiara fruizione dei contenuti menzionando e ringraziando chi di dovere mi fa piacere, altrimenti come non detto.ciro ha scritto:segnaleró il mio stesso messaggio allo staff con l'intento di chiedere di inserire la pubblicità a valle dell'ultimo post della presentazione col seguente testo: "Colgo l'occasione per integrare una pubblicità d'epoca recuperata dal signor Giorgio."
In ogni caso ti saluto,
P. S. : giusto per abbondare in chiarezza, ho parlato di furto riguardo la pubblicità in modo scherzoso. Speravo di capisse dall'ortografia volutamente scorretta.